Discepoli nella notte

Discepoli nella notte

  • Autore: A cura del CDSR
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  • Lingua: Italiano English

Discepoli nella notte

In queste settimane che ci separano dal Capitolo vogliamo proporre dal patrimonio saveriano dei brani in stile narrativo, che possano aiutarci nella riflessione.
Quest’oggi abbiamo scelto un commento di Silvestro Volta[1] alla storia di Nicodemo, che vediamo avviarsi nel buio della notte per andare a trovare Gesù. Il buio, negli scritti giovannei, sta ad indicare il disorientamento. Ma il camminare nella notte rappresenta la voglia di scuotersi di coloro che, finora adagiati nelle proprie sicurezze, provano tuttavia timore a seguire con decisione le orme del Maestro. L’età di Nicodemo, il suo essere “buon uomo”, ma non ancora un “uomo buono”, gettano forse una luce su quella condizione media d’incertezza che stiamo attraversando.
Un tono vivace caratterizza il testo. Come seguendo il flusso di coscienza l’autore s’immedesima ora in se stesso, ora in Nicodemo, ora in Gesù.


Cominciano le visite notturne; gente che ha molti interessi da salvaguardare alla luce del giorno. Impegnarsi sì, ma sempre con prudenza. Può darsi che sia uno di quelli di cui non si fidava. Viene di notte; si chiama Nicodemo ed è un fariseo, membro del sinedrio... Però è colpito dai miracoli visti magari con i suoi occhi in Gerusalemme. Non può esporsi di giorno: il suo nome è certamente arrivato in sinedrio e non benevolmente. Se sanno che lui è andato da Gesù, può essere una colossale imprudenza... e non andarci potrebbe essere un diniego alla voce di Dio. Qualcosa bisogna pur salvare a questo povero Nicodemo che non ha il coraggio di tagliare con il passato, e nemmeno immaginare di tagliare il passato per avventurarsi in un futuro che pur sostenuto dai miracoli sente molto precario. In fondo Gesù è un uomo, piuttosto giovane, uscito da Nazareth, un villaggio nemmeno segnato sulla mappa, con un piglio da avventuriero... ha dello spirito, se volete. In psicologia capiamo bene che un Nicodemo non è fatto per Gesù: c’è un modo così diverso di vedere le cose e la vita. Nicodemo in fondo arriva ad essere un buon uomo, senza essere un uomo buono. L’uomo giusto come Giuseppe... anche lui era un silenzioso... e dirò l’uomo della notte di Nicodemo... ma le notti di Giuseppe erano differenti. Il dialogo di Cristo ne è la conferma: approderà a molto poco. « Vi era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei. Egli andò a Gesù di notte... » Dove era Cristo? In qualche casa dei suoi ammiratori? Domani può far la spia o perlomeno propalare la notizia ‘Sai, è venuto Nicodemo... è venuto il presidente della repubblica...’ Si ripete sempre la storia... Ma Nicodemo non vuol restare nella tagliola; è troppo prudente. Sembra che Cristo sia solo. Gli disse: «Rabbi, noi sappiamo che sei venuto da Dio, come maestro, perché nessuno può fare i miracoli, che tu fai, se Dio non è con lui». L’introduzione può essere valida, benché sappia di orientale. Per tutti gli uomini l’incontro ha sempre un complimento, ed è anche per la natura delle cose... quasi un farsi dimenticare di non essersi conosciuti prima: quindi si vuol rimediare. In Oriente è qualcosa di più. I complimenti arrivano perfino a stomacarti tanto sono smaccati. Ricordo in Cina con i loro « tuo- pu-ci » che intercalano per abbassare loro e per alzare te... sempre che abbiano interesse. Nicodemo è un buon orientale: comincia con « Rabbi » professore, e di che università? Giustifica però il titolo che gli dà con quel «miracoli che tu fai». ‘Contra factum non datur argumentum’: si può ben tentare il «professore».

Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico: se uno non nasce di nuovo, dall’alto, non può vedere il regno di Dio». Va subito all’osso senza tanti complimenti; pare perfino maleducato... e invece è definitivo. Il sinedrio viene dall’alto? La tua vita è veramente una vita?

Nicodemo para il colpo con un’ingenuità che arriva ad essere banale: «Come può nascere un uomo che è già vecchio? Può forse entrare nel grembo di sua madre una seconda volta e rinascere?» Gira l’argomento, non si è preparato al colpo. Cristo in definitiva gli dice: devi cambiar tutto... lasciare una vita che non è vita e ricominciare. È troppo per un vecchio e un vecchio sotto l’ombra del sinedrio; eppure Cristo è lì come dissezionatore; per non uccidere Nicodemo gli dice eufemisticamente: bisogna rinascere. Una risoluzione alla radice. Signore, ma ha un passato troppo impegnato per decidere su due piedi anche intellettualmente. Lui è venuto per incontrarsi col facitore di miracoli, e può essere una buona idea per incontrarlo. Nel fondo del cuore umano a decidere certa gente, c’è sempre l’interesse: qui come ammirazione... ma per conoscenza: ‘Come fai a far tanti miracoli e così validi? Devi essere dalla parte di Dio’. Questa è una conclusione abbastanza sicura. Nicodemo viene per una cosa, ma Cristo ne vuole un’altra. S’inoltrano in una discussione che potrebbe essere a carattere teologico: una specie di cassa da morto... Ora bisogna individuare chi sarà il morto. Gesù non accetta di essere un fossore o un becchino: «In verità, in verità ti dico: se uno non nasce dall’acqua e dallo Spirito, non può entrare nel Regno di Dio. Ciò che è nato dalla carne, è carne; e ciò che è nato dallo spirito, è spirito. Non ti meravigliare perché io ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e tu ne odi il suono, ma non sai donde viene e dove va. Così è di chiunque è nato dallo Spirito». Nicodemo è come una preda del solco negli artigli di un gheppio. Gesù cerca di non fargli male... ma bisogna concludere qualcosa. Nicodemo è già vecchio e se non si decide a rinascere non c’è che una desolata tomba. Nicodemo pare che non sia deciso a rinascere, ma pare anche deciso di non andare nella tomba. Tenta una domanda-risposta che può essere del vecchio bagaglio. «Rispose Nicodemo: Come è possibile che questo avvenga?»

È l’ultima parola che l’evangelista riporta qui nei riguardi di Nicodemo. Gesù fa un lungo discorso per la penna di Giovanni. Certamente non è fatto per essere capito da Nicodemo. L’avrebbe potuto capire se non avesse portato dal Maestro troppo vecchio mondo con sé…

A cura del CDSR

 

[1] Silvestro Volta nacque nel 1910 a Rivarolo Mantovano. Entrò nell’Istituto Saveriano a 17 anni e fu ordinato sacerdote a 24. Medico, fu missionario in Cina, Sierra Leone, Tanzania, Zaire e Brasile. Uomo pieno di interessi, arguto osservatore e abile narratore ci ha lasciato, tra l’altro, un libro intitolato Messia il figlio dell’uomo, pubblicato nel 1977 a Bergamo.


Disciples in the night

In the weeks running up to the Chapter, we will be presenting some narrative excerpts from our Xaverian heritage that may help us to reflect.
Today we propose the comments of Silvestro Volta[1] on the story of Nicodemus who visited Jesus by night. In St. John, the night indicates disorientation. However, walking by night also indicates a desire to change in those who have so far rested secure in their own certainties, but who nevertheless are still afraid to follow in the footsteps of the Master. Nicodemus’ age and the fact that he is “quite a good man”, but not yet  “a really good man”, perhaps throws some light on the normal state of uncertainty that we are experiencing.

The nocturnal visits begin, these are people who have too many interests to protect in the light of day. They get involved, but always with caution. Perhaps Nicodemus was man who did not trust others easily. He comes to Jesus by night;  he is a Pharisee, a member of the Sanhedrin... Yet he has been impressed by the miracles he has witnessed in Jerusalem. He cannot expose himself during the day because the Sanhedrin would certainly hear about it and they would not be pleased. On the one hand, it would be bad for him if the Sanhedrin find out, yet on the other hand, not to go to Jesus would be like ignoring the voice of God. Poor Nicodemus lacks the courage to break with the past and venture into the uncertainty of the future. Jesus, after all, is just a young man from Nazareth, a village that is not even on the map, and he possesses a spirit of adventure. Psychologically, there is a great difference between Nicodemus and Jesus: they have a radically different outlook on life. Nicodemus is quite a good man, but not yet a really good man. «There was a man of the Pharisees, named Nicodemus, a ruler of the Jews. He came to Jesus by night... » Where was Christ? In the house of some admirer? Tomorrow he might spread the news ‘Nicodemus came last night... the President of the Republic came...’ History always repeats itself... Nicodemus does not want to be caught in a trap, he is too prudent. It seems that Christ is alone. He says to him: «Rabbi, we know that you are a teacher come from God; for no one can do these signs that you do, unless God is with him ». This greeting may well be sincere, even though it has an Eastern flavor. It is normal for people to pay compliments to another upon meeting someone. In the East, however, there is something more. Compliments can be off-putting because they are excessive. Nicodemus is a model Eastern man: he begins with «Teacher» and justifies the title with the «signs that you do ».

In his reply, Jesus does not beat about the bush: «Truly, truly, I say to you, unless one is born anew, he cannot see the kingdom of God». He goes right to the heart of the matter; Does the Sanhedrin come from on high? Is your life truly a life?

Nicodemus fends off the blow with a naivety that is almost gullible: « How can a man be born when he is old? Can he enter a second time into his mother’s womb and be born?» He is caught unprepared and tries to turn the tables on Jesus. Ultimately, Christ is saying to him: you must change everything... leave behind you a life that is not a life and begin all over again. This is too much for an old man who lives under the shadow of the Sanhedrin; yet Christ is not there to destroy Nicodemus, but to invite him to a new birth. This solution shakes the foundations, but Nicodemus is not ready for such a step. He has come to meet a miracle worker, he is curious and wants to find out more: ‘How can you do these great miracles? You must be on God’s side’. This is quite a safe conclusion. Nicodemus seeks one thing, but Christ wants another. They get into a dead-end discussion, but Jesus does not accept this and pushes Nicodemus to go further: «Truly, truly, I say to you, unless one is born of water and the spirit, he cannot enter the kingdom of God. That which is born of the flesh is flesh, and that which is born of the Spirit is spirit. Do not marvel that I said to you: you must be born anew. The wind blows where it wills, and you hear the sound of it, but you do not know whence it comes or wither it goes; so it is with every one who is born of the Spirit ». Nicodemus is like the prey caught in the talons of a kestrel. Jesus tries not to hurt him... but it is necessary to reach a conclusion. Nicodemus is already an old man: if he does not decide to be born again, his life will remain a desolate tomb. It seems that Nicodemus has not decided to be born again, but nor does he wish to remain in a tomb. He tries one more time with a question-answer of the old Nicodemus. «How can this be?»

This is the evangelist’s final word on Nicodemus. Jesus embarks on a long discourse that was not made to be understood by Nicodemus. He might have understood it if he had not taken his old world with him to his encounter with Jesus …

 

[1] Silvestro Volta was born in 1910 at Rivarolo Mantovano. He joined the Xaverian Institute when he was 17 years old and was ordained priest when he was 24. A physician, he served as a missionary in China, Sierra Leone, Tanzania, Zaire and Brazil. A man of many interests, he was a keen observer and skillful narrator. Among his writings is a book, Messia il figlio dell’uomo, which was published in Bergamo in 1977.

Data

Thursday, 13 July 2017
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