Dopo alcuni mesi trascorsi a Roma per lo studio dell’italiano, nonché l’arricchente periodo di formazione a Parma come parte del gruppo dei partecipanti dell’Anno della Saverianità — o dei Saverianisti —, desidero condividere una bella esperienza che p. Hieronimus Harum (Ronny) ed io abbiamo vissuto insieme in questi giorni di immersione nel carisma della nostra famiglia missionaria in una comunità Saveriana.
Fedeli al piano formativo, siamo stati inviati “a due a due” a vivere la Settimana Santa in diverse comunità saveriane d’Italia. P. Hieronimus Harum (Ronny) ed io abbiamo avuto la gioia di essere accolti dalla comunità di Ancona. Lì, cinque confratelli ci hanno accolto a braccia aperte, offrendoci un’ospitalità molto fraterna. La bellezza di questa comunità si fonde con l’orizzonte del mare Adriatico centrale.
Al di là della convivenza quotidiana, entrambi abbiamo avuto l’opportunità di apprezzare il lavoro e la dedizione di ogni confratello. P. Hieronimus e io abbiamo condiviso pienamente ogni momento: dalla preghiera comunitaria e i dialoghi personali, ai giochi da tavolo, fino all’accompagnamento in attività pastorali come le confessioni, gli incontri di animazione missionaria, la Messa Crismale del Giovedì Santo insieme al clero locale. Anche nelle cose ordinarie —come le pulizie o la spesa per la dispensa—, abbiamo vissuto questa esperienza come veri fratelli in cammino.
I confratelli ci hanno raccontato le loro sfide e le loro aspirazioni, mostrandoci attraverso il loro esempio come affrontano ogni giorno con coraggio e speranza le fragilità proprie della vecchiaia e della malattia. Questa esperienza ha ricordato a entrambi che la missione non conosce età, ma solo dedizione e fedeltà. Un sentito ringraziamento alla comunità di Ancona, per averci permesso di vivere questa lezione di vita fianco a fianco. (Marcos Garduño Arias sx)
Tra gli obiettivi dell’ “Anno della Saverianità” c’è anche quello di conoscere la storia Saveriana nelle sue origini e la realtà missionaria in Italia, in particolare dove i Saveriani lavorano.
Per me è sempre bello ritrovarmi con i confratelli per parlare delle gioie e delle sfide della missione. Mi ha aiutato molto ascoltare le esperienze missionarie vissute in Bangladesh (p. Giacomo Gobbi), in Brasile (p. Alberto Panichella), in Colombia (p. Emilio Baldin), nelle Filippine (p. Emanuele Borelli) e in Camerun (p. Diego Pirani).
Ho apprezzato l’accoglienza dei nostri confratelli e la loro disponibilità di accompagnarci a scoprire la città, la bellezza della regione delle Marche con le colline, il mare e le memorie storiche dei Saveriani in questo territorio.
Durante la nostra permanenza nella comunità di Ancona, abbiamo avuto l’opportunità di amministrare il Sacramento della Riconciliazione, di concelebrare in diverse parrocchie con la comunità cristiana. Siamo stati anche nella nostra parrocchia “San Crocifisso” dove il nostro confratello p. Emanuele Borelli è parroco.
La veglia pasquale con i giovani è stato un altro bel momento. Mi ha colpito la grande partecipazione dei fedeli e la numerosa presenza dei giovani africani. Con un gruppo di studenti africani, accompagnato da p. Diego Pirani, dopo la celebrazione Eucaristica, abbiamo condiviso in allegria e fraternità la cena, tra canti e danze africane.
Sono rimasto toccato dalla partecipazione delle comunità cristiane al Sacramento della riconciliazione: anziani e giovani, ragazzi e bambini. Ho potuto ammirare una comunità di fede, di gioia e piena di vita. È bello vedere tante famiglie con i bambini nelle comunità parrocchiali e le numerose attività pastorale con i giovani. Il Signore ci doni sempre tanta creatività e spirito missionario per animare e accompagnare le comunità anche attraverso la nostra piccola esperienza. (Hieronimus Harum sx)
English
“YEAR OF XAVERIAN SPIRITUALITY 2026”: “An Experience of Fraternity in Ancona”
After some months spent in Rome to study Italian, and after the enriching period of formation in Parma as part of the group that participated in the Anno della Saverianità (or as Saverianisti), I would like to share a wonderful experience that Fr. Hieronimus Harum (Ronny) and I have had over the past few days – immersing ourselves in the charism of our missionary family by staying with a Xaverian community.
In keeping with our formation programme, we were sent out ‘in pairs’ to spend Holy Week in various Xaverian communities across Italy. Fr Hieronimus Harum (Ronny) and I had the joy of being guests of the community in Ancona. There, five confreres welcomed us with open arms, offering us a very warm and fraternal hospitality. The beauty of this community blends with the horizon of the central Adriatic Sea.
The two of us had the opportunity to gain an insight on the daily life of the community and appreciate the work and dedication of each confrere. Fr. Hieronimus and I fully shared every moment, including community prayer and personal conversations, board games, and support with pastoral activities such as confessions, missionary outreach meetings, and the Chrism Mass on Holy Thursday alongside the local clergy. We lived this experience as true brothers who journey together even through the daily chores – like cleaning or shopping for the community.
Our confreres shared their challenges and aspirations with us, showing us through their example how they face the frailties of old age and illness with courage and hope every day. This experience reminded us both that mission knows no age, only dedication and fidelity. Our heartfelt thanks go to the community in Ancona for allowing us to experience this life lesson with them. (Marcos Garduño Arias sx)
The objectives of Anno della Saverianità include getting to know the origins of Xaverian history and the missionary reality in Italy, especially where the Xaverians operate.
I always enjoy getting together with confreres to talk about the joys and challenges of mission. For me it was very helpful listening to the missionary experiences in Bangladesh (Fr. Giacomo Gobbi), in Brazil (Fr. Alberto Panichella), in Colombia (Fr. Emilio Baldin), in the Philippines (Fr. Emanuele Borelli) and in Cameroon (Fr. Diego Pirani).
I appreciated the welcome of our confreres and their willingness to accompany us in a visit to the city and the beauties of the Marche Region – its hills, the sea and the historical sites and signs of the Xaverians in this territory.
During our permanence in the community in Ancona, we had the opportunity to administer the Sacrament of Reconciliation, to concelebrate with the Christian community in various parishes. We went also to the Holy Cross Parish, whose pastor is our confrere Fr. Emanuele Borelli.
The Easter Vigil with the youth was another beautiful moment. I was impressed by the great participation of faithful and the numerous attendances of young Africans. After the Eucharistic celebration, with African dance and songs, we shared the dinner with a group of African students led by Fr. Diego Pirani joyfully and in a spirit of fraternity.
I was moved by the participation of the Christian communities to the Sacrament of Reconciliation: old and young people, teenagers and children. I could notice a community of faith, joy and full of life. It is beautiful to see in the parishes many families with kids, as well as to observe numerous pastoral activities with the youth. May the Lord always grant us great creativity and a missionary spirit, so that we may inspire and support our communities despite our own modest experience. (Hieronimus Harum s.x.)