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Aliprandi P. Antonio

1832/500

P. ANTONIO ALIPRANDI 
San Bassano (CR), 25 dicembre 1905
Parma, 4 luglio 1988

Di S. Bassano - Cremona
Lavorò 16 anni in Cina e 27 nelle Case saveriane d'Italia
Di anni 82. Numero di Professione 113
Sepolto a San Bassano (Cremona)

Il p. Antonio Allprandi, nato a San Bassano (Cremona) il 25 dicembre 1905, arrivò all'Istituto Saveriano nel 1927 dopo aver ottenuto il diploma di ragioniere. Ordinato sacerdote nel 1932, partì per la Cina due anni dopo e fu assegnato alla diocesi di Loyang.

Il suo primo campo di apostolato fu Teng-Feng. Le lunghe marce in cerca dei cristiani, i briganti piombati in casa di notte a portargli via anche l'orologio, non lo spaventarono troppo. Scriveva nel 1938: "Oh, che bella la vita del missionario! Non sono niente i sacrifici quando il Signore ricolma di consolazioni!".

Proprio in quell'anno giunse anche la guerra a complicare la vita. I bombardamenti aerei giapponesi riempivano gli ospedali di feriti. Ora il p. Antonio si trovava a Loyang come vicerettore del seminario e missionario aiutante.

Aveva mille occasioni per impegnare il suo zelo e per vivere pericolosamente. Quando i Missionari Saveriani furono chiusi in campo di concentramento, lui era già stato trasferito a Pechino (1940), e poi a Tientzin come cappellano dell'ospedale italiano (1942). Intanto le truppe rivoluzionarie di Mao-Tse-Tung dilagavano paralizzando l'attività missionaria.

Nel 1949 i saveriani ottennero una missione nel Kiangsi dov'era ancora possibile lavorare. Vi fu destinato il p. Aliprandi con i Saveriani giunti da poco in Cina. Il p. Antonio si mise all'opera col solito impegno. La comunità cristiana cominciava a rivivere quando anche là giunsero i soldati di Mao e con loro vennero le vessazioni e poi l'ordine di espulsione (1951). L'avventura missionaria del p. Aliprandi era finita.

Lavorò ancora 27 anni nelle case saveriane d'Italia, sempre con lo stesso spirito. Poi il Signore gli chiese il sacrificio di fare l'ammalato per dieci anni. Nella nuova prova si mantenne sempre sereno e abbandonato alla volontà di Dio.

Morì a Parma il 4 luglio 1988.

La sua salma riposa nel cimitero del paese natio.

DG
4 Juillet 1988
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