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Andriolo Fr. Virginio

1949/500

Fr. Virginio Andriolo 

S. Croce Bigolina - Cittadella (Padova) 11 settembre 1901 
Parma, 27 maggio 1986

Missionario col lavoro e con la preghiera. Di anni 83. Sepolto a Parma

Fratel Virginio Andriolo era nato a S. Croce Bigolina - Cittadella (Padova) il giorno 11 settembre 1901 ed era entrato da noi nel mese di ottobre del 1927 per diventare Fratello Coadiutore. L'anno successivo aveva fatto il suo noviziato alla fine del quale (29.6.29) aveva emesso la sua Prima Professione.

Da quel giorno la sua vita fu di una ordinarietà straordinaria, se i due termini si possono accostare. Non ebbe mai posti di responsabilità che in realtà egli ha sempre cercato di evitare, dato il concetto che aveva di sé e le sue abitudini mentali e caratteriali.

Se si eccettua un primo periodo (1933-34) passato a Vallo della Lucania ed un secondo (1973-75) passato a Montecatini per cure, egli trascorse la sua vita sempre a Parma, o come aiutante in portineria, o come incaricato dell'opera recupero, o addetto alle stanze degli ospiti ed, infine, addetto in modo particolare alla sagrestia.

È difficile dissociare - e non lo si può fare - la figura del Fr. Andriolo dall'altare e dalla Grotta di Lourdes sita in fondo al giardino.

Se c'era qualcuno che voleva celebrare, egli era sempre disponibile. Lo sarebbe stato anche di notte, se il superiore non glielo avesse esplicitamente impedito. È semplicemente impossibile dire quante messe egli servisse o ascoltasse giornalmente, anche nel periodo in cui la concelebrazione era divenuta un fatto quotidiano.

Fisicamente è sempre apparso vecchio. Chi lo ha conosciuto molti anni fa ed ha avuto modo di rivederlo in questi ultimi anni, non ha trovato molta differenza. Era divenuto quasi diafano, più curvo, più incerto nel camminare. Ma già molti anni fa - diciamo almeno quaranta - aveva i capelli bianchi e appariva molto più anziano di quanto non fosse in realtà.

Ma se il corpo era esile, lo spirito era forte. Viveva col desiderio della morte (che poi in realtà temeva) e della vita eterna. Si può dire che Fr. Andriolo fosse una figura unica, irripetibile. Non ha fatto nulla che possa apparire sulle pagine delle riviste, ma il contributo dato dal suo esempio e dalla sua preghiera è da definirsi straordinario.

La morte è sopravvenuta il 27 maggio 1986 per consunzione senile. È morto consumato come le candele che tante volte aveva accese e spente sull'altare.

English

Br. Virginio Andriolo

S. Croce Bigolina - Cittadella (Padova) 11 settembre 1901 
Parma, 27 maggio 1986

Brother Virginio Andriolo died on May 27 1986 at the Mother House in Parma. He was 83 years old, born at S. Croce Bigolina – Cittadella (Padova) on Sept. 11 1901.

Br. Andriolo entered the Xaverians in 1927 and wanted to become a brother. He made his novitiate in Parma, and professed his religious vows on June 29 1929. Since that day, his life was an extraordinary life of ordinariness. He never held places of responsibility, because he felt that he could not offer much, except through his prayerful example.

Except for two brief periods of his life spent in Vallo della Lucania (1933-34) and in Montecatini (1973-75), the whole life of Br. Andriolo was spent in Parma, at the Mother House, with menial and simple works of service: helping at the door, in charge of recycling, preparing rooms for guests, and helping in the sacristy. He attended many masses at the Grotto of Lourdes in the garden of the Mother House, and it's impossible to disassociated Br. Andriolo from the holy places.

He was ever ready to help as server for all Celebrants.  He would have made himself available even during the nights, if the superior had not explicitly forbidden him.

Physically he was weak, older looking, dealing with deftness and blindness, and a visible hunchback, with his white hair since youth. But his spirit was strong. He lived with faithfulness in the ordinary things and services, without ever accomplishing much to be written in books and magazines, but his prayerful character was truly exemplary. One can truly say that Br. Andriolo was unique, unrepeatable. He was not without faults, but his human and supernatural qualities were without any doubt well above average.

He died like the many candles that he lit before the many Eucharists he attended, consumed naturally by the fire he transmitted to all who met him.


DG
27 Mai 1986
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