Mons. Augusto Azzolini
Roccabianca (Parma) 15 Dicembre 1908
Parma 24 Luglio 1992
Formatore di Saveriani e Primo Vescovo di Makeni (Sierra Leone)
1908 - 15 dicembre: nasce a Roccabianca (Parma).
1924 - 13 ottobre: "Entra nell'Istituto Azzolini Augusto di Massimiliano e Dirce Mazzotti. Ha compiuto il ginnasio nel Seminario Vescovile di Parma. Con lui entrano in Noviziato: La Face, Milani, Vidale. Dopo cena il tradizionale bicchierino e la tradizionale cantata in comune in onore dei novelli novizi" (Vita Nostra, 1924 p.32).
"Se vi è stata una persona che ha esercitato un influsso determinante nella mia vita di giovane studente, seminarista, allievo missionario e in seguito sacerdote e apostolo, quella è stata indubbiamente Mons. Conforti. Prima della morte, la sua presenza la sua parola e il suo esempio mi furono di stimolo e di ispirazione durante gli anni di formazione e nei primi anni di sacerdozio. Negli anni che seguirono, la sua immagine paterna mi ha accompagnato ovunque e mi è stata fonte di forza, coraggio e di decisione nel superamento di tante difficoltà incontrate nell'attuazione della multiforme attività della mia vita sacerdotale e missionaria" (dal suo Testamento).
1931 - 4 aprile: "Dopo le funzioni del sabato Santo, buona parte della Comunità si reca in vescovado ove S. E. il nostro Fondatore consacra sacerdoti Botton, Azzolini, Giannini" (Vita Nostra, 1931 p.2).
1931-1947: fu destinato all'insegnamento e alla formazione degli aspiranti missionari, dapprima come vicerettore nella case saveriane di Vicenza ('31-'33) e Grumone ('33-'35) e poi come Rettore delle Case di Poggio S. Marcello ('35-'43) e di Grumone ('43-'47).
1947-1950: Viene destinato con i pp. P.S. Calza, C. Olivani e A. Stefani per la prima spedizione saveriana in terra d'Africa, in Sierra Leone. Assieme ai confratelli, dall'ott.'47 al giu.'50 resta in Scozia per studiare la lingua inglese.
1950 - 28 giugno: parte per la Sierra Leone, giungendo a Makeni l'8 luglio ed iniziando il lavoro missionario alle dipendenze dei Missionari Irladesi dello Spirito Santo.
1952 - 19 luglio: È nominato Prefetto Apostolico di Makeni, circoscrizione ecclesiastica affidata all'attività missionaria dei Saveriani.
1962 - 24 febbraio: La Santa Sede eleva la prefettura di Makeni a diocesi e Mons. Azzolini viene nominato vescovo. La Consacrazione Episcopale avvenne il 24 giugno nella cattedrale di Parma.
Nel 1987, a fine del suo mandato apostolico, scriverà:
"In Africa non si concepisce una missione cattolica senza impegni scolastici. ( ... ) Le scuole elementari aumentarono in diocesi fino a circa 200 con 35.000 alunni; le scuole superiori sono 13 con 7.000 studenti. (...) Già dal 1962 ho potuto ottenere la collaborazione di varie Congregazioni religiose che in seguito si stabilirono in diocesi: i Fatebenefratelli, i Fratelli Cristiani d'Inghilterra, i Giuseppini di Don Murialdo dall'Italia, i Salesiani dagli Stati Uniti; Suore dall'Irlanda, dagli USA e dall'Italia, comprese le nostre Sorelle Saveriane le Missionarie di Maria.(...)
1986 - 17 novembre: rassegna le dimissioni da Vescovo di Makeni.
1992 - 24 luglio: muore presso la Casa Madre dei Saveriani, in seguito a ictus cerebrale da cui era stato colpito in precedenza.
Msgr. Augusto Azzolini
Roccabianca (Parma )15 Dicembre 1908
Parma 24 Luglio 1992
Msgr. Augusto Azzolini, Bishop emeritus of Makeni, died at the Mother House in Parma on July 24 1992. He was 83 years old, born at Roccabianca (Parma) on Dec. 15 1908.
He professed First Vows on Oct. 14 1925, and was ordained priest by our Founder on April 4 1931. After ordination, he was vice-rector at Vicenza and Grumone (1931-35), and Rector of Poggio S. Marcello (Ancona) and Grumone (Cremona) from 1935 to 1947.
He studied English in Scotland from 1947 until 1950. Msgr. Azzolini joined Frs. Calza, Olivani and Stefani in the starting of the mission in Sierra Leone in 1950, and in opening the mission of Makeni which he served at Apostolic Prefect from 1952, and then as first Bishop of Makeni in 1962, following his Consecration at Parma on June 24 1962.
After 37 years of service in Makeni, he submitted his resignation on Nov. 17 1986, and returned to Parma. He had an brain aneurysm in 1990 which sped his decline. After the funeral, his body was laid to rest at the cathedral of Makeni, according to his final wish.
On the occasion of the 50th anniversary of his ordination to the priesthood, Bishop Azzolini recalls in an interview: “In 1950, there were only two small schools in Makeni and Lunsar. The Catholic Church was almost unknown, certainly ignored. Today, with the strength of 150 primary and 10 secondary schools, 12 central Missions, numerous and beautiful Churches, and many other mission posts, with various charitable and social institutions, such as hospitals, clinics, campaigns for the control of leprosy, the Catholic Church not only is known, but welcome and appreciated…
I was not surprised that I was nominated Bishop because of the 10 years I served as Apostolic Prefect. I was rather surprised when I was nominated to be Apostolic Prefect only two years after our arrival, both because I came to be an ordinary missionary and because I did not know anything about organization and ecclesiastical administration. I had to restudy Canon Law and its commentaries and relative studies…
In my missionary life, that which gave me most satisfaction was the awareness to do good which can be summed up in the proclamation of the Christian message, to bring souls to Christ, to extend the boundaries of the Church. This has always been my aspiration, my vocation, since my earliest years in the seminary.
For those preparing for missionary life, I would recommend much prayer, a spirit of sacrifice and dedication. A spirit of self-giving aiming at God’s kingdom, rather than personal success, a spirit of understanding and adaptation. Patience without bounds, never to give up hope… in a few words, a sincere love for God and neighbor.” (Aug. 1981)
Our Founder particularly inspired Msgr. Azzolini, as he wrote in his testament: “It’s the great and dear soul of Msgr. Conforti that has inspired, guided and sustained me… His look, his smile, his words ever encouraged and push me onward… his person and his memory ever accompanied me, even in my 50 years of priesthood and in my apostolic work.”
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