P. Giancarlo Coruzzi
Pedrignano, Cortile S. Martino (Parma, 1 aprile 1931
Parma, 15 novembre 2014
Il 15 novembre 2014, verso le ore 14.45 a Parma è morto per edema polmonare P. Giancarlo Coruzzi. Aveva 83 anni compiuti, essendo nato a Pedrignano – Cortile S. Martino (Parma - Italia) l’1.4.1931.
Un giovane impegnato che fino ai ventisette anni con gusto e soddisfazione si spendeva per il prossimo. «I miei genitori (Lettera 5.11.58, in cui racconta la sua scelta vocazionale) sono modestissimi contadini, non ho titoli di studio. Dopo le elementari ho fatto due anni di Industriali, poi ho frequentato le medie serali senza conseguire il diploma. Ho solo diverse esperienze di lavoro: contadino, operaio, impiegato e infine rappresentante di commercio». «Dirigente dell’Azione Cattolica – aggiungeva il parroco nella lettera di presentazione (8.11.58) - a livello parrocchiale e diocesano; membro del Cenacolo diocesano di Apostolato; Consigliere provinciale della CISL; Consigliere comunale di Collecchio, della minoranza DC. Soprattutto è un ragazzo di grande criterio, di invidiabile correttezza e scrupolosità in tutti i campi, entusiasta, ma parco assai di parole inutili, riservato».
Nel 1958, a ventisette anni, «durante gli Esercizi - scrive nella lettera 5.11.58 - ho deciso di mettermi totalmente al servizio del Signore e ho scelto di fare il Missionario per portare Cristo a quelli che non lo conoscono o lo desiderano».
Entrò all'Istituto a Nizza Monferrato nel 1958; frequentò il triennio integrativo previsto per le vocazioni adulte. Furono tre anni di autentica tribolazione: gli studi letterari, specialmente quelli classici, non erano proprio il suo forte. Nel 1961 fu ammesso al Noviziato. Emise la Prima Professione il 3.10.1962. Frequentò il biennio filosofico e i quattro anni di Teologia a Parma. Fu ordinato presbitero il 15.10.1967. Così presentato dai Formatori: «È un uomo maturo in tutti i sensi; intraprendente, costante, volitivo. Buon organizzatore, sa guidare e condurre a termine iniziative apostoliche di notevole impegno, pagando di persona. Gode di molta stima in comunità, stima che sarebbe incondizionata se avesse maggior successo nella scuola. È un integrista nella concezione della vita religiosa ... Ammissibilissimo alla Professione Perpetua e agli Ordini maggiori, coronamento e premio di dieci anni di umiliazioni e sforzi tenaci».
Conclusi gli studi teologici fu inviato in Brasile Sud dove lavorò fino al 2000. Ricoprì prevalentemente incarichi direzionali, organizzativi e formativi. Fu Rettore di Vila Diadema (69-72); Superiore Regionale (72-78); Direttore del Conselho Missionário Regional del Paranà (78-82); Segretario Nazionale delle PP.OO.MM.(83-88); Maestro dei Novizi (89-98); Rettore della Casa di Curitiba (98-2000). Non è mai stato parroco. «Per il lavoro pastorale - dichiarava alla Gazzetta di Parma 31.1.70 - devo solo lamentare un inconveniente, peraltro molto serio, il giorno dovrebbe essere di 48 ore!». Ha sempre aiutato le parrocchie, specie le comunità dei bairros: «Una cosa impressionante è che le persone, pur povere e bisognose, non si lamentano e non rubano».
Verso la fine del secondo mandato di Provinciale ringraziava il P. Generale «per la misericordia usatami e per la bontà che hai avuto nel giudicare le mie “inadeguatezze”. Sì, è stata una “filosofia” di governo di cui al momento non ho ragioni per pentirmi. Altri potranno provare il contrario e ... siano benvenuti. Io mi sento come colui che ha compiuto un dovere: un’obbedienza» (1.4.78).
Dal 2000 al 2007 lavorò nella missione del Mozambico: fu vice parroco a Dondo.
Anche al via di questa fase della sua vita c’è un corso di Esercizi spirituali durante il quale si accese «un desiderio grande di impiegare bene i miei giorni, collocandomi a servizio delle “urgenze”, come strumento docile della volontà di Dio-Padre. Circa l’età, la salute e la preparazione specifica penso non sia il caso di preoccuparsi eccessivamente. Io credo profondamente nel metodo “Gridare Dio in silenzio”, per cui tutto diventa semplice».
Nel 2007 dovette rientrare in Italia per problemi di salute. In Casa Madre, finché la salute lo sostenne, fu cordialmente disponibile per il ministero... «io devo molto alla mia diocesi, la chiesa che è in Parma».
Riposi in pace.
Fr. Giancarlo Coruzzi
Pedrignano, Cortile S. Martino (Parma, 1 aprile 1931
Parma, 15 novembre 2014
Fr. Giancarlo Coruzzi died on 15 November 2014 in the Mother House. Born in Pedrignano – Cortile S. Martino (Parma - Italy), on 1 April 1931, he was 83 years old.
He spoke of his vocation in a letter dated 5 November 1958: «My parents are very modest farmers and I have no academic qualifications. After elementary school, I continued my education and also attended evening high school classes. I have been employed as a farmer, worker, clerk and commercial representative». In his letter of presentation dated 8 November 1958, the parish priest said: «He was in charge of the Catholic Action at parish and diocesan levels; he was a member of the diocesan Cenacolo di Apostolato; provincial Councilor of the CISL; municipal councilor for the Christian Democrats of Collecchio. Above all, he is a sensible, honest and scrupulous young man; he is enthusiastic, but reserved». On 5 November 1958, at the age of 27, he wrote a letter in which he said: «during the Spiritual Exercises, I have taken the decision to place myself entirely at the Lord’s service as a Missionary and take Christ to those who do not yet know him».
He joined the Institute in Nizza Monferrato in 1958, attending a three-year study course set up for adult vocations. It was a very difficult experience for him because the study of the classics was not his strong point. He was admitted to Novitiate in 1961 and made his First Profession on 3 October 1962. He then studied two years of philosophy and four years of theology in Parma. He was ordained priest on 15 October 1967. In their report his formators said: «he is a mature man in every sense; he is creative, steadfast and determined. He is a good organizer and finishes the apostolic tasks he takes on with great commitment. He is highly respected in the community, a respect that would be unconditional if he enjoyed greater success in study. He is a worthy candidate for admission to Final Profession and Major Orders ».
At the end of his theology studies, he was sent to South Brazil where he worked until 2000. He worked mainly in directional, organizational and formation tasks. He served as Rector of Vila Diadema (1969-72) and Regional Superior (1972-78); Director of the Conselho Missionário Regional del Paranà (1978-82) and National Secretary of the Pontifical Mission Societies (1983-88); Novice Master (1989-98) and Rector of the House in Curitiba (1998-2000). He never served as a parish priest. In an interview with the Gazzetta di Parma, on 31 January 1970, he said: «As far as pastoral work is concerned, my only complaint is that there should be 48 hours in every day!». He always helped the parishes, especially the communities of the bairros: «I am very struck by the fact that the people never complain or steal, even though they are poor and needy ».
Towards the end of his second mandate as Provincial, he thanked the Superior General «for your mercy and kindness towards my “inadequacies”. It was a “philosophy” of government that I do not regret. Others may try to prove the contrary and ... they are welcome to do so. For my part, I believe I have been true to my duty to obey» (1.4.78).
From 2000 until 2007 he worked in the mission of Mozambique as assistant priest in Dondo.
During a spiritual retreat at the beginning of this phase of his life, he spoke of «a great desire to spend my days well, attending to the most “urgent needs” as an instrument of God’s will. I am not excessively worried by my age, health or specific preparation. I believe profoundly in the method “Proclaim God in silence”, which makes everything simple».
In 2007 he had to return to Italy on health grounds. In the Mother House he made himself available for ministry as far as his health allowed him ... «I owe a lot to my diocese, the Church in Parma».
May he rest in peace.
Père Giancarlo Coruzzi
Pedrignano, Cortile S. Martino (Parma, 1 aprile 1931
Parma, 15 novembre 2014
Le 15 novembre 2014, vers 14h45, est mort à Parme suite à problème pulmonaire, le P. Giancarlo Coruzzi. Il avait 83 ans, né à Pedrigrano – Cortile S. Martino (Parme – Italie) le 1er avril 1931.
Un jeune engagé qui, dès l’âge de 27 ans, avec joie et satisfaction, se dépensait pour le prochain. Mes parents (lettre 5.11.58, dans laquelle il raconte son choix vocationnel) sont des modestes agriculteurs, je ne possède aucun titre académique. Après l’école primaire, j’ai fait deux ans d’études industrielles, puis j’ai fréquenté le secondaire sans obtenir le diplôme. Je possède cependant divers expérience de travail. Agriculteur, ouvrier, employé et en fin, représentant du commerce ». « Dirigent de l’Action Catholique – ajoutait son curé dans la lettre de présentation (8.11.58) – au niveau paroissial et diocésain ; membre du Cénacle diocésain d’apostolat ; Conseiller provincial de la CISL ; Conseiller communal de la minorité DC. Il est surtout un garçon de décision, d’une exactitude enviable et scrupuleux en tout, enthousiaste, mais plein de mots inutiles, réservé ».
En 1958, à l’âge de 27 ans, « pendant la retraite – écrit-il dans la lettre du 5.11.58 – j’ai décidé de me mettre totalement au service du Seigneur et j’ai choisi faire le missionnaire pour porter le Christ à ceux qui ne le connaissent ou ne le désirent pas ».
Il entre à l’Institut à Nizza Monferrato en 1958 ; il parcourt le triennat d’intégration prévu pour les vocations adultes. Ce fut trois ans de tribulation authentique : les études littéraires, spécialement les classiques, ne constituaient pas son point fort. En 1961 il est admis au Noviciat. Émet sa première profession le 3.1.1967. Il est ainsi présenté par ses formateurs : « C’est un homme mature dans tous les sens, entreprenant, constant, volitif. Bon organisateur, il sait guider et mener à terme les initiatives apostoliques faisant montre d’engagement personnel. Il jouit de grande estime en communauté, laquelle estime serait inconditionnelle s’il aurait du succès à l’école. Dans sa conception de la vie religieuse, il est intégriste,... Très admissible à la profession perpétuelle et aux ordres majeurs en guise de couronne et prix de dix ans d’humiliations et grands efforts ».
Terminées les études théologiques, il fut envoyé au Brésil sud où il a travaillé jusqu’en 2000. Il a assumé le plus des charges de direction, d’organisation et de formation. Il fut recteur de Vila Diadema (69-72) ; Supérieur Régional (72-78) ; Directeur du Conselho Missionario Regional del Paraná (78-82) ; Secrétaire national de PP.OO.MM. (83-88) ; Maître des Novices (89-98 ; Recteur de la Maison de Curitiba (98-2000). Il n’a jamais été curé. « Pour ce qui est du travail pastoral – déclarait à Gazzetta de Parme le 31.01.70 – je regrette un seul inconvénient, pourtant sérieux, le jour devrait être de 48 heures ! ». Il a toujours aidé les paroisses, en particuliers les communautés des banlieues : « C’est impressionnant voir que les personnes, pauvres soient-elles et nécessiteux, ne se plaignent ni ne volent.
Vers la fin de son deuxième mandat comme Provincial il remerciait le P. General « pour la miséricorde et pour la bonté que tu as montré au moment de juger mes « inadéquations ». Oui, c’était une « philosophie » de gouvernement que se saurais justifier. Les autres pourraient essayer le contraire et…ils sont les biens venus. Moi je me sens comme celui qui a réaliser un devoir : une obéissance » (1.4.78).
De 2000 à 2007 il a travaillé dans la mission de Mozambique : Il fut vice-curé de Dondo. Aussi dans de cette phase de sa vie il y a un cours d’Exercices Spirituels pendant lesquels s’éclaire « un grand désir de bien employer mes jours, en me mettant au service des « urgences », comme instrument docile de la volonté de Dieu le Père. Pour ce qui est de l’âge, de la santé et de la préparation spécifique, je pense que ce n’est pas nécessaire me préoccuper excessivement. Je crois profondément à la méthode « Crier Dieu dans le silence », par qui tout devient simple ».
En 2007, il doit rentrer en Italie pour des problèmes de santé. Il était à la Maison Mère et jusqu'à quand la santé le permettait, il était cordialement disponible pour le ministère… « Je dois beaucoup à mon diocèse, l’église qui est à Parme ».
Qu’il repose en paix.
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