Accéder au contenu principal

Pellerzi P. Eugenio

2542/500

P. Eugenio Pellerzi

Pellerzo di Bergotto di Berceto (PR) il 20 Agosto 1881
Tien-tsin(Cina) 5 Luglio 1942

     Nacque a Pellerzo di Bergotto di Berceto (PR) il 20.VIII.1881 da Giovanni e Beltrami Maria.

    Accolto da Mons. Conforti, entrò nel Seminario Emiliano per le Missioni Estere in Campo di Marte a Parma il 17.VIII.1902. Nel gennaio 1904 emetteva i Voti religiosi missionari nella Famiglia Saveriana. Il 23.IX.1905 veniva ordinato Sacerdote.

    A 24 anni e mezzo, il 13.1.1906 partiva Missionario per la Cina, membro della III° Spedizione Saveriana, assieme ai PP. Armelloni e Uccelli: "per la loro partenza, la piccola Cappella dell'Istituto era gremita di sacerdoti e di fedeli… Mons. Conforti celebrò e salutò i partenti in un vero clima di Cenacolo" annoterà il cronista per il periodico Fede e Civiltà.

   Durante i suoi molteplici anni di attività missionaria in Cina, alternati a rientri in Italia, nello Honan meridionale e occidentale, il P. Pellerzi divenne una figura leggendaria.

     Quando egli morì a Tien-tsin il 5.VII.1942, la Rivista Fede e Civiltà uscì con un numero dedicato interamente a lui. Scorrendo quelle pagine si riceve l'impressione di trovarci davanti ad un Missionario "classico":

    "Saveriano"... ritengo però come certo questo solo: P. Pellerzi ha una personalità missionaria singolare. Fu un uomo di temperamento esuberante. Egli non conosceva la normalità e non la sopportava: ogni suo atto, per lo meno nelle intenzioni, andava oltre il limite comune... Viveva come uno che ignorasse le leggi della società civile o meglio, conosceva queste leggi solo per scavalcarle... Aveva lo spirito e la configurazione morale dei cavalieri medioevali… la sua singolare figura era sostenuta da una spiritualità molto ricca: della Madonna, Regina degli Apostoli, egli diceva più volte d'essere buon cavaliere. L'aveva pro-clamata sua Dama e la chiamava "La mia Signora"...    Fu un autentico Saveriano, con la passione per le Missioni, divorato dal medesimo fuoco missionario del Conforti e del Saverio... (P. Amatore Dagnino) 

  "Missionario" ...Il desiderio di fare e di prodigarsi lo bruciava, ma appena balbettava qualche parola e allora, quando non ce la cavava a spiegarsi in cinese, parlava con meravigliosa disinvoltura l'italiano e magari il suo dialetto dell'Appennino Parmense e quasi sempre riusciva con l'aiuto di gesti e di segni a farsi capire ugualmente... Fu il primo, assieme al sottoscritto, ad introdurre in Cina la bicicletta "il cavallo di ferro" di cui i Cinesi andarono ghiotti... Oltre all'attività propriamente missionaria egli si interessò del problema sociale, in quanto era sua intenzione raddoppiare la produttività della terra per farne strumento di elevazione per quelle popolazioni: fece venire aratri e strumenti agricoli di ogni genere. Il raccolto fu doppio di quello dei campi circostanti: la cosa fece scalpore... Tale feconda attività non fu senza prove e contrasti: una prova lunga e dura fu quella dei briganti... (P. G. Bonardi).

    "Scrittore"... Con la sua morte la stampa missionaria perse uno dei suoi esponenti più conosciuti e più amati... Le oltre tremila sue pagine stampate diedero al popolo italiano il volto complesso e vario dell'anima e del mondo cinese in tutte le sue più profonde e variegate espressioni di vita, colte da un uomo infaticabile ed eccezionale... (P. G. Barsotti).

    "...P. Pellerzi era diventato leggendario prima ancora di morire: le sue gesta si confondevano con la fantasia sbrigliata del loro Autore..." (P. V.C. Vanzin).

English

Fr. Eugenio Pellerzi

Pellerzo di Bergotto di Berceto (PR) il 20 Agosto 1881
Tien-tsin(Cina) 5 Luglio 1942

Fr. Eugenio Pellerzi died at the hospital of Tien-tsin (Honan ñ China) on July 5 1942, for complications. He was 60 years old, born at Pellerzo di Bergotto di Berceto (Parma) on Aug. 20 1881.

He entered the Emilia Seminary for Foreign Missions in Campo Marte of Parma on Aug. 17 1902, welcomed by Msgr. Conforti. He professed religious vows on Jan. 17 1904, and was ordained a priest on Sept. 23 1905.

On Jan. 13 1906 was sent to China, together with Frs. Armelloni and Uccelli, the third Xaverian Departure. "For the ceremony, the small Chapel of the Congregation was filled with priests and faithful. Msgr. Conforti greeted the departing missionaries in a Cenacle-like environment," wrote the historian in Fede e Civiltà.

Fr. Eugenio Pellerzi spent over 24 years of mission life in China, in Honan, becoming a legendary figure. In one of his writings commenting on the Holy Fatherís words on the situation in China and how "the missionaries are in place", Fr. Eugenio writes: "Yes, the missionaries are in their places. We have been living between life and death for the last seven months: both our lives and our works are in danger. We were sent out of our rooms, and we came back only when God wanted to. We were threatened daily by their arms, but we did not move, knowing full well that nothing would have happened to us without Godís permission. We suffered hunger, for they took away from us everything we had, and we resisted in that state, but we did not leave. They put guards at our doors so that they could stop us from reaching our schools and works, and we bravely plowed ahead through their spears and lances, and continued our works. They wanted to destroy the orphanages, and we replied like lions these are off-limits. We won, and the orphanages remained ours. They left us without a glass of fresh water under the scorching sun, and we endured anyways with the same smile as if they had given us that water. They took us hostages and we did not back off, and remained at our place. They took our churches, and we established altars in our small huts. Yes, dear and Holy Father, we will abandon this place only with our deaths." 

In the Aug. issue of Fede e Civiltà we have the following words.

"Xaverian" - Fr. Pellerzi had a singular missionary character, for sure. He was exuberant. He did not know what normal life was, and would not withstand it: every action, in its intentions, went beyond the common boundaries. He lived as though he would ignore civic and social laws. He had a moral spirit of a medieval knight. sustained by a deep and rich spirituality. He called himself a good knight of Our Lady, Queen of the Apostles. He was an true Xaverian, with the passion for the missions, enflamed by the same missionary spirit of Conforti and Francis Xavier" (Fr. Amatore Dagnino).

"Missionary" - The desire to do and build burned within him, trying in many ways and languages to make himself understood. He was the first, together with me, to introduce bicycles in China, ìthe iron horsesî as they called them. And beyond the missionary activities, Fr. Pellerzi tried to address the social problem, doubling the fruits of the earth in order to elevate the social status of farmers and peoples: he brought in plowshares and other agricultural tools to improve the productivity of the land. He was successful indeed, but he also dealt with the ever-present brigands" (Fr. G. Bonardi).

"Writer" - With his death, the missionary press lost one of its most known and loved exponents. He wrote over 3,000 pages to the people of Italy, showing the complexities of the Chinese world in all its profound and varied life expressions, pinned by an untiring and exceptional missionary" (Fr. G. Barsotti)


Eugenio Pellerzi

DG
7 Mai 1942
2542 Vues
Mots clés

Liens et
Téléchargements

Zone réservée à la famille Xaverienne.
Accédez ici avec votre nom d'utilisateur et votre mot de passe pour afficher et télécharger les documents réservés.