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Atti riprovevoli e crimini odiosi che costituiscono «un grave attacco alla libertà di religione e di espressione, ma anche una violazione della democrazia; un grande passo indietro nel cammino verso lo stato di diritto a cui aspira il popolo congolese». I vescovi della Repubblica Democratica del Congo esprimono tutta la loro indignazione per gli attacchi di cui è stata fatta oggetto in questi ultimi mesi la Chiesa nel Paese. In particolare, riferendosi all’episodio di domenica scorsa, quando la residenza del cardinale arcivescovo di Kinshasa, Fridolin Ambongo Besungu, è stata presa di mira da un gruppo di giovani non identificati che hanno compiuto atti vandalici con slogan ingiuriosi contro il vescovo, oggetto il giorno precedente di accuse offensive da parte del segretario generale dell’Unione per la democrazia e il progresso sociale. Gli attacchi sono da mettere in relazione con le divergenze sulla riorganizzazione della Commissione elettorale nazionale indipendente (Ceni) in vista delle elezioni presidenziali del 2023 che la Chiesa vorrebbe indipendente dalla politica ed espressione della società civile.
Reprehensible acts and heinous crimes that constitute “a serious attack on freedom of religion and expression, but also a violation of democracy; a great step backwards in the path towards the rule of law to which the Congolese people aspire”. The Bishops of the Democratic Republic of Congo express their indignation at the attacks to which the Church in the country has been subjected in recent months. In particular, referring to Sunday’s episode, when the residence of Cardinal Archbishop of Kinshasa, Fridolin Ambongo Besungu, was targeted by a group of unidentified young people, who vandalized with insulting slogans against the Bishop, subject the previous day of offensive accusations by the Secretary General of the Union for Democracy and Social Progress. The attacks are to be related to disagreements over the reorganization of the Independent National Electoral Commission (CENI) in preparation to the 2023 presidential elections that the Church would like to be free from political interference and expression of the civil society.