Il Museo d’arte cinese ed etnografico di Parma comincia una nuova stagione. Ormai stabilizzata da tempo la parte cinese, la parte etnografica sentiva il bisogno di una messa a punto. Infatti, molti manufatti soprattutto africani aspettavano da tempo di essere catalogati e valorizzati. Per questo, mentre è ripresa la catalogazione, nell’attesa di una più ampia valorizzazione, una piccola esposizione temporanea è stata inaugurata il 15 luglio 2025 e sarà aperta fino al 29 settembre 2025. Questa esposizione, dal titolo: “Donne possedute ma libere”, esplora il fenomeno della possessione tra i Musey, popolazione che si trova tra Ciad e Camerun. Una serie di oggetti appartenuti a delle persone possedute, facenti parte di confraternite rette da un capo, illustrano, insieme alle foto d’epoca del missionario OMI Jean Louatron, e a un film dell’antropologo Igor de Garine, le attività rituali di queste donne, che mentre sono possedute dagli spiriti, nello stesso tempo sono libere. Infatti, sono soprattutto le vecchie donne a costituire la maggioranza di queste confraternite di possedute. Entrate in menopausa, liberate dalla loro funzione essenziale e sollevate dai loro obblighi domestici, iniziano una seconda carriera come possedute. Appartenente a un gruppo diverso da quelli basati sulla parentela o sulla residenza, la persona posseduta moltiplica i suoi contatti sociali, si muove costantemente e si libera dalla rigida struttura del gruppo familiare e della comunità del villaggio.
In prospettiva, da ottobre, al museo si prepara un’esposizione più ampia sul Congo: Kongo – i riti e i loro oggetti. Nella politica del museo, che non è quella di esporre soltanto begli oggetti, ma di presentare un più ampio discorso antropologico, verranno esposti degli insiemi di oggetti insieme alla spiegazione dei riti nei quali tali oggetti vengono utilizzati. (Tonino Melis sx)
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MUSEUM OF CHINESE ART AND ETHNOGRAPHY, PARMA – THE EXHIBITION: “DONNE POSSEDUTE MA LIBERE”
The Museum of Chinese Art and Ethnography, Parma, begins its new season. While the Chinese section of the museum has by now a clear organisation, the ethnographic one still requires a fine-tuning. Indeed, many artefacts – especially the African ones – since long needed to be catalogued and given due consideration. Hence, while inventorying has resumed, in anticipation of a more comprehensive display, a small temporary exhibition has opened on July 15th, 2025, and will last until September 29th, 2025. This exhibition, whose title is Donne possedute ma libere (Possessed women yet free), explores the phenomenon of spirit possession among the Musey – a people inhabiting the area between Chad and Cameroon. A series of objects, which were once owned by possessed individuals who belonged to confraternities directed by a leader, along with period photos by OMI missionary Jean Louatron and a film by anthropologist Igor de Garine, illustrate the ritual activities of these women. Although being possessed by spirits, they are free women. In fact, the majority of confraternities of possessed women is made up of old ones. Upon going through menopause, freed from their life function and relieved of their domestic obligations, they begin a second career as possessed. The possessed person belongs to a group that differs from those based on kinship or residence. She multiplies her social contacts, moves constantly and breaks free from the rigid structure of the family group and village community.
The museum’s future plans include a larger exhibition on Congo to be held in October: Kongo – i riti e i loro oggetti (Kongo: Rites and Ritual Paraphernalia). In accordance with the mission of the museum, whose aim is not a mere show of beautiful objects but the presentation of a wider anthropological discussion, the exhibition will display objects and descriptions of the rites in which those very objects are employed. (Tonino Melis s.x.)
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