Dal Lunedì Santo alla Domenica di Pasqua, noi, Dominggus Arianto Bere Dina e Solomon Bobson Kargbo, abbiamo avuto la grazia di vivere la Settimana Santa nella comunità dei Missionari Saveriani di Salerno in Italia. Per noi, in quanto missionari saveriani, è stata un’esperienza profonda di fraternità, preghiera e rinnovamento apostolico. Particolarmente nel contesto dell’Anno della Saverianità, questi giorni sacri ci hanno aiutato a riscoprire il cuore missionario di San Guido Maria Conforti, il quale voleva dei missionari dedicati totalmente a Cristo e all’annuncio del Vangelo. Stare nella terra in cui il nostro carisma è nato ha dato a questa esperienza un significato più profondo. La vita di comunità è stata semplice e gioiosa, segnata dalla preghiera comune, dalla condivisione dei pasti e dalla cura reciproca dei confratelli.
La presenza di fratelli di diverse età è stata una grande testimonianza: i confratelli più anziani hanno offerto la loro saggezza e il ricordo delle esperienze missionarie, mentre i più giovani hanno portato entusiasmo ed energia nuova. Un momento particolarmente significativo è stata la visita delle sette chiese, o sepolcri, la notte di Giovedì Santo. Camminare pregando attraverso la città ci ha ricordato che ogni missionario è un pellegrino, sempre alla ricerca del Signore del quale ne porta la luce agli altri.
Siamo stati inoltre arricchiti dalla presenza di circa 45 migranti di passaggio: persone piene di fede e di speranza nel futuro. La loro presenza ci ha ricordato che la missione oggi incontra spesso l’umanità in movimento. I laici provenienti dalla Spagna e i membri del laicato saveriano italiano hanno condiviso con noi la gioia di appartenere alla stessa famiglia carismatica. L’apostolato parrocchiale, attraverso la predicazione, le confessioni e il servizio, ha dato prova di un vivo zelo missionario.
In conclusione, la Settimana Santa a Salerno è stata una grazia, un tempo di comunione, di rinnovamento e di nuovo impegno per la missione. (Solomon Bobson Kargbo sx)
English
SALERNO - ITALY – “YEAR OF XAVERIAN SPIRITUALITY 2026”: “Experiencing the Holy Week”
From Holy Monday to Easter Sunday, we Dominggus Arianto Bere Dina and Solomon Bobson Kargbo had the grace to spend the Holy Week in the community of the Xaverian Missionaries in Salerno, Italy. For us, as Xaverian missionaries, it was a profound experience of fraternity, prayer, and apostolic renewal.
Especially in the context of the “Anno della Saverianità,” these sacred days helped us rediscover the missionary heart of Saint Guido Maria Conforti, who desired missionaries that are totally dedicated to Christ and to the proclamation of the Gospel. Living in the land where our charism was born gave this experience a deeper meaning. Community life was simple and joyful, marked by common prayer, shared meals, and mutual care among the confreres.
The presence of brothers of different ages was a great witness: the older confreres offered wisdom and missionary memory, while the younger ones brought enthusiasm and fresh energy. A particularly meaningful moment was the visitation of the seven churches, or sepolcri, on Holy Thursday night.
Walking in prayer through the city reminded us that every missionary is a pilgrim, always seeking the Lord and carrying His light to others.
We were also enriched by the presence of about 45 migrants temporarily there, people filled with faith and hope for the future. Their presence reminded us that the mission today often meets humanity on the move. Lay people from Spain and Italian Xaverian lay members shared with us the joy of belonging to the same charismatic family. The parish apostolate through preaching, confessions, and service revealed a living missionary zeal.
In conclusion, Holy Week in Salerno was a grace-filled time of communion, renewal, and renewed commitment to the mission.
(Solomon Bobson Kargbo sx)