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VENDERE UN CRISTIANO PER 100 DOLLARI: “Ricompense offerte per la segnalazione di attività religiose illegali”.

03 Luglio 2026

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Nella vita quotidiana, per “ricompensa” si intende solitamente un riconoscimento per le buone azioni o per un comportamento civico positivo. Essa valorizza chi agisce in modo responsabile e incoraggia gli altri a seguire il loro esempio, aiutando la società a progredire verso una direzione più civile. Eppure, esiste un tipo di “ricompensa” che mette a disagio e crea conflitti interiori in innumerevoli credenti cinesi: le “Misure per ricompensare il pubblico che segnala attività religiose illegali”, emanate dagli Uffici per gli Affari Etnici e Religiosi in diverse regioni.

Negli ultimi anni, Guangzhou, Nanchang, Chengdu, Honghe e altre località cinesi hanno emanato o rinnovato tali avvisi. Essi definiscono le “attività religiose illegali” come violazioni della Legge sulla gestione delle ONG estere e dei Regolamenti sugli affari religiosi, tra cui l’organizzazione di raduni religiosi non autorizzati, la promozione della religione, l’accettazione di donazioni a scopo religioso, l’istituzione di sedi senza autorizzazione o la fornitura di informazioni relative a corsi di formazione, conferenze o pellegrinaggi religiosi all’estero. Le informazioni personali degli informatori sono mantenute strettamente riservate e, una volta verificata la segnalazione, viene erogata una ricompensa in denaro.

Il sistema è suddiviso in quattro livelli: le segnalazioni ordinarie fruttano da 100 a 1.000 yuan (circa 14–140 USD); l’assistenza nella repressione di gruppi o persone coinvolti in attività religiose illegali frutta da 1.000 a 3.000 yuan (circa 140–420 USD); i casi che coinvolgono organizzazioni religiose estere sono ricompensati con una somma compresa tra 3.000 e 5.000 yuan (circa 420–700 USD); infine, l’identificazione di figure chiave all’estero e il chiarimento delle loro reti interne possono fruttare da 5.000 a 10.000 yuan (circa 700–1.400 USD).


English

SELL A CHRISTIAN FOR 100 DOLLARS: “Rewards offered for reporting illegal religious activities”.

In everyday life, a “reward” is usually understood as recognition for good deeds or positive civic behavior. It affirms those who act responsibly and encourages others to follow their example, helping society move toward a more civilized direction. Yet there is one kind of “reward” that leaves countless Chinese believers uneasy and conflicted: the “Measures for Rewarding the Public for Reporting Illegal Religious Activities,” issued by Ethnic and Religious Affairs Bureaus in multiple regions.

In recent years, Guangzhou, Nanchang, Chengdu, Honghe, and other localities in China have issued or renewed such notices. They define “illegal religious activities” as violations of the Overseas NGO Management Law and the Regulations on Religious Affairs, including organizing unapproved religious gatherings, promoting religion, accepting religious donations, establishing venues without authorization, or providing clues related to overseas religious training, conferences, or pilgrimages. The personal information of informants is kept strictly confidential, and once a report is verified, a cash reward is issued.

The system is divided into four tiers: ordinary clues earn between 100 and 1,000 yuan (about USD 14–140); assistance in cracking down on illegal religious groups or personnel yields 1,000 to 3,000 yuan (about USD 140–420); cases involving overseas religious organizations are rewarded with 3,000 to 5,000 yuan (about USD 420–700); and identifying key overseas figures and clarifying their domestic networks can bring 5,000 to 10,000 yuan (about USD 700–1,400).