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Arrigoni P. Giuseppe

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P. Giuseppe Arrigoni

Petrella di Civitella di Romagna (Forlì) - 17 marzo 1934.
Parma, il 29 Settembre 2008

All’Ospedale Maggiore di Parma, il 29.9.2008, alle ore 10,15 circa, è morto P. Giuseppe Arrigoni, per insufficienza cardio-respiratoria.
Aveva 74 anni compiuti, essendo nato a Petrella di Civitella di Romagna (Forlì) il 17.3.1934.

Allievo del Seminario di Sarsina e poi del Seminario Regionale di Bologna fino alla I Teologia compresa, entrò tra i Saveriani nel 1958. Così presentato dal suo Rettore: «è un buon elemento sotto ogni rispetto. Si è sempre comportato in modo ineccepibile nell’adempimento di ogni suo dovere, meritando la stima e la benevolenza dei Superiori e dei compagni» (6.8.58).

L’anno successivo, il 21.9.1959, emise la Prima Professione. Passò quindi a Parma dove completò gli studi teologici. Fu ordinato presbitero il 15 ottobre 1961. Uscì dalla teologia deciso ad onorare gli impegni assunti con la professione religioso-missionaria e con l’ordinazione presbiterale: «Vado non come una vittima, o un rassegnato, ma con la gioia di poter offrire al Signore tutto me stesso, cosicché d’ora in poi tutte le manifestazioni della mia vita trovino in Lui l’unica ragione d’essere. L’amore a Cristo che mi ha fatto superare tante difficoltà e prove, e mi ha dato la forza di lasciare la famiglia e la diocesi, spero e voglio continui a regnare sovrano nella mia vita» (18.4.1961).

Anche per sua insistenza, ottenne subito la destinazione alla missione del Congo. Lavorò in quel Paese dal 1962 al 1973, impegnato nella pastorale e nel servizio dell’economia a Mulenge, Luvungi e Uvira nella parrocchia della cattedrale. Missioni a tutto campo, ai margini dello sviluppo, prive di strutture: gli anni ‘favolosi’ degli inizi: «Abbiamo cominciato in questi giorni la chiesa; devo essere l’ingegnere, il capomastro e il muratore… pensiamo al rimboschimento, almeno del terreno della missione… le persone sono bei tipi, allegri, simpatici…» (23.6.63).

Nel 1973, anche perché si sentiva stanco e avvertiva la necessità di aggiornarsi, accettò l’avvicendamento e fu economo e poi animatore giovanile a Salerno. «Furono anni pienissimi, indimenticabili: con un manipolo di giovani e ragazze abbiamo battuto tutto il Sud, da Palermo a Cassino, da Foggia a Matera» (Missionari Saveriani, gennaio 1993). E sì che P. Arrigoni era tutt’altro che tenero con i giovani: «Amano Cristo finchè non li scoccia nella loro famiglia, nei· loro sentimenti, finché non chiede loro la vita… Potessi urlare ai miei fratelli, soprattutto ai giovani, alle ragazze: quanto è bello donarsi! Non fate gli sciocchi ad avere paura di LUI, dell'avvenire, della vostra realizzazione. Lasciate tutto e date tutto e sarete degli ‘dei’» (Missionari Saveriani, luglio-agosto 1987).

Ritornò quindi in Congo, a Mboko (1978-1981). Ancora a costruire chiese, scuole, foyers, ma soprattutto comunità di base nei 25 villaggi della missione, con lo scopo dichiarato di formare persone autonome, responsabili e capaci di collaborazione.

Nel 1982 rientrò in Italia; fu a Desio (83-85), S. Pietro in Vincoli (85-91), Salerno (92-97), Zelarino (97-01) e Alzano (01-06); sempre impegnato nell’animazione missionaria e nell’economia. E questa volta con lo scopo precipuo «di essere strumento dello Spirito Santo perché cresca il senso della missione all’interno della realtà ecclesiale, della società e nel cuore delle persone» (Missionari Saveriani, febbraio 2001).

P. Arrigoni, un consacrato incapace di vivere «da persona neutra, innocua… è duro essere ‘il piccone’; è la condanna ad una profonda solitudine e ad innumerevoli incomprensioni. Ma Dio mi ha fatto ‘piccone’. Quante volte nella mia vita ho cercato di fuggire da ‘questo mio essere’…[ma inutilmente]: tutto mi è diventato ascolto, meditazione e preghiera, infinito desiderio di conoscere quella volontà di Dio che ho sempre adorato nella mia vita» (5.1.92).

Il Signore gli doni la pace del Paradiso.

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Fr. Giuseppe Arrigoni

Petrella di Civitella di Romagna (Forlì) - 17 marzo 1934.
Parma, il 29 Settembre 2008

Fr. Giuseppe Arrigoni died on September 29 2008 as a result of cardio-respiratory complications at the Ospedale Maggiore in Parma.
Born at Petrella di Civitella di Romagna (Forlì), on March 17 1934, he was 74 years old

He studied at the Seminary of Sarsina,and the Regional Seminary of Bologna until the end of the first year of Theology, before joining the Xaverians in 1958. His Rector thus presented him: «he is a good element in every respect. He has always behaved in an irreprehensible manner in the fulfillment of all his duties, gaining the respect and the benevolence of his Superiors and his companions» (Aug. 6 1958).

He made his First Profession on September 21 1959 and moved to Parma where he completed his theological studies. He was ordained priest on October 15 1961.

He left Theology with the firm resolve to honor the commitments he had taken on with the religious missionary profession and priestly ordination: «I am going, not as a victim or with resignation, but with the joy of being able to offer my entire self to the Lord, so that from now on everything I do may find its sole reason for existing in Him. My love for Christ has helped me to overcome many difficulties and trials, it gave me the strength to leave my family and diocese, and I hope and desire that it continue to reign unchallenged in my life» (April 18 1961).

Thanks also to his insistence, he immediately obtained an assignment to the mission of the Congo. He worked in that country from 1962 until 1973, serving in the pastoral ministry and as treasurer at Mulenge, Luvungi and Uvira in the Cathedral parish. A wide-ranging mission, on the front line of development work, without facilities: the ‘wonderful’ years of the beginnings: «We have started building the Church this week; I am the engineer, master builder and bricklayer …we are thinking of a reforestation, at least of the mission… the people are good, cheerful and likeable …» (June 23 1963).

In 1973, his need for a rest and aggiornamento led him to accepting rotation and he returned to Italy where he worked as treasurer and youth animator at Salerno. «These were very full and unforgettable years: with a handful of young men and women we covered the entire south of Italy, from Palermo to Cassino, from Foggia to Matera» (Missionari Saveriani, January 1993). And to think that Fr. Arrigoni was anything but soft with young people: «They love Christ as long as he does not demand anything of their family, their sentiments, or ask them to give their entire life… If only I could convince all my brothers, especially young men and women, how beautiful it is to give of oneself! It would be foolish to be afraid of HIM, the future and your self-fulfillment. Leave everything, give everything and then you shall be ‘gods’» (Missionari Saveriani, July-August 1987).

He then returned to Congo and was sent to Mboko (1978-1981) where there was more construction work to be done: churches, schools, foyers, but above all, basic Christian communities in the mission’s 25 villages, with the explicit goal of forming autonomous and responsible persons, capable of collaboration.

In 1982 he returned to Italy; he worked in Desio (1983-85), S. Pietro in Vincoli (1985-91), Salerno (1992-97), Zelarino (1997-2001) and Alzano (2001-2006) as missionary animator and treasurer. His main purpose was «to be an instrument of the Holy Spirit for the growth of the sense of mission in the Church, society and in the hearts of people » (Missionari Saveriani, February 2001).

Fr. Arrigoni was a consecrated man incapable of living «as a neutral and innocuous person … it is difficult being a ‘pickaxe’; it is a condemnation to a deep solitude and countless misunderstandings. But God has made me a ‘pickaxe’. How many times in my life have I tried to escape this ‘destiny’…[but in vain]: everything became for me a listening, meditation, prayer and an infinite desire to know the will of God, whom I have adored throughout my entire life» (Jun. 5 1992).

May he rest in peace.


DG
29 Settembre 2008
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