P. Alessandro Caglioni
Dalmine (Bergamo) 6 giugno 1934
Parma 26 aprile 1997
All’ospedale di Parma, alle ore 15.10 del 26.4.1997, si è spento il P. Alessandro Caglioni, consumato dal neoplasma al pancreas che si era manifestato in tutta la sua gravità nel marzo dello scorso anno.
Il padre aveva quasi 63 anni, essendo nato a Dalmine (BG) il 6.6.1934.
P. Sandro, come tutti lo chiamavano, era uno dei ragazzi della favolosa stagione vocazionale del primo dopoguerra in quel di Bergamo. Entrato nella casa Saveriana di Pedrengo (BG) il 1° agosto 1945, percorse le varie tappe del curricolo formativo saveriano di quel tempo: preparatoria e medie (I e II) a Pedrengo; III media e ginnasio a Zelarino (VE); Noviziato a S. Pietro in Vincoli (RA).
Dopo la Prima professione, emessa il 12.9.1952, frequentò gli studi liceali a Desio e quelli teologici a Piacenza (1° e 2° anno) e a Parma (3° e 4°anno) dove fu ordinato presbitero il 25.10.1959.
Nel 1960 il P. Sandro terminò gli studi teologici e i Superiori gli chiesero di prestare il servizio di economo dapprima nella Casa di Piacenza (‘60-‘63) e poi in quella di Cremona (‘63-’73). Proprio in quest’ultima comunità P. Sandro “diede prova di equilibrio e di competenza nel suo non facile lavoro” (La Vita Cattolica, 9.9.73): “La nostra casa - si legge su Missionari Saveriani, Febbraio 1975 - deve molto all’attività di oltre dieci anni di Economato di P. Sandro e se ora si presenta molto più funzionale di qualche anno fa, lo si deve in parte alla sua instancabile e competente laboriosità”.
Nel 1973 P. Sandro fu destinato all’Indonesia che raggiunse agli inizi del 1975, dopo un anno di studio della lingua inglese a Londra. Nel nuovo campo di lavoro fu assegnato alla comunità di Padang: Episcopio per offrire ai confratelli e alla diocesi il suo servizio di amministratore. E P. Sandro fu, successivamente, dal 1976 al 1996, Amministratore diocesano, Economo Regionale, Economo Vescovile e Procuratore delle Mentawai. Lo fu con plauso di tutti: “Ricordo di averti detto nella mia visita che la stima mia personale era l’eco della stima che i confratelli hanno di te e del tuo stile di lavorare” (P. G. Ferrari, Lettera del 14.4.77). Lo fu, soprattutto, con profonda pace del suo spirito: “E’ un lavoro che mi piace e che per nulla mi frustra. E’ una attività di servizio ai confratelli specialmente quelli delle isole Mentawai e alla Missione di Padang, che svolgo volentieri e mi sento realizzato come missionario. Questa pace dello spirito mi viene dall’obbedienza che fin dall’inizio mi è stata chiesta sia dal Superiore Regionale che dal Vescovo” (Lettera del 20.6.1984).
Non c’è dubbio: il P. Sandro è stato fedele alla promessa fatta al P. Generale nella lettera del 28.7.55: “Faccio domanda di essere ammesso alla Professione Perpetua, impegnandomi di tendere alla perfezione con l’esercizio dei voti religiosi, per essere strumento idoneo e duttile nelle mani dei miei Superiori, alla dilatazione del Regno di Cristo tra gli infedeli”.
Possa ora sentirsi dire dal Cristo Risorto: ”Vieni, servo buono e fedele; entra nella gioia del tuo Signore”.
Fr. Alessandro Caglioni
Dalmine (Bergamo) 6 giugno 1934
Parma 26 aprile 1997
Fr. Alessandro Caglioni died at 3:10pm on April 26 1997, overtaken by pancreatic cancer which he fought during the last year.
He was 62 years old, born at Dalmine (Bergamo) on June 6 1934.
Fr. Sandro joined the Xaverians in Pedrengo on Aug. 1 1945, right after the war which saw a vocation boom in Bergamo. His studies brought him to Pedrengo, Zelarino (Venice), Novitiate at S. Pietro in Vicoli with the Religious Profession on Sept. 12 1953; then followed Desio, Piacenza and Parma, with the ordination to the priesthood on Oct. 25 1959.
Fr. Sandro put to good used his administrative talents from his first assignment on. He was treasurer at Piacenza (1960-63) and Cremona (1963-73) remodeling and updating houses with skill and competence. "Our house owes a lot to Fr. Sandro who was in charge of the Economic matters over the last 10 years. It this house is more functional than a few years ago, it is because of his untiring and competent work." (Missionari Saveriani, Feb. 1975)
In 1973 Fr. Sandro was assigned to Indonesia which he reached in 1975 after a year of English studies in London. Again, he worked as an administrator for the Region, diocese, Bishop and Procurator for the Mentawai missions, working out of Padang. Fr. G. Ferrari wrote to him: "During my last visit, you received my personal affirmation for the work you do, which is the esteem of all the confreres on your style of work." (Letter of Apr. 15 1977). Fr. Caglioni loved his service, with great personal peace: “I love to work, it does not frustrate me. It’s an activity at the service of confreres, especially those of the Mentawai and here in Padang, willingly doing whatever I’m asked to do, fulfilling my mission life. This peace of the soul comes to me through the obedience asked of me since the beginning by my Regional Superior and Bishop.” (letter of June 20 1984).
“He is the most beautiful and dear letter I have in my heart, with much gratitude, because Fr. Sandro was ever a model of faithfulness to his human, Christian, religious and missionary vocation. These four aspects became one in him, as a marvelous gift of the Lord to his family, to the Church of Dalmine, to the Congregation of Blessed Guido M. Conforti, and especially to ‘Missionary Cremona’.” (Don Carlo Pedretti)
“His ministry was not much directly involved with the Word of God, such as in homilies or conferences, but he was able to share his reflections and beliefs whenever possible… Many people asked about him, especially during his sickness. And in his own Xaverian community he would inspire trust, create friendships, sow peace and joy, encourage hope and perseverance. He tried not to be a burden to others, and preferred to console rather than be consoled. He lived with a heart full of love and charity.” (Msgr. Situmorang, Bishop of Padang)
Without a doubt Fr. Sandro was faithful to the promises he made to Fr. General on his letter of request for Perpetual Profession: "I ask to be admitted to Perpetual Profession, committing myself to always work towards perfection through the practice of the religious vows, so that I can be a useful instrument in the hands of my Superiors, for the propagation of the Reign of Christ among the non-Christians."
May he now hear from the Risen Christ: “Come, good and faithful servant; enter in the joy of your Lord.”
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