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Gemma Fr. Giovanni

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Fr. Giovanni Gemma

Cogozzo di Viadana (Mantova), 16 maggio 1899 
Parma, 16 luglio 1983

Missionario in Cina per 18 anni; genuino stampo di Saveriano.  Di anni 84. Sepolto a Copermio di Colorno (PR)

Fr. Giovanni Gemma nacque a Cogozzo di Viadana (MN) il 16.V.1899 da Cesare e Lamberti Emma, in una famiglia patriarcale dedita all'agricoltura.

Essendo uno dei "ragazzi del '99", nella I Guerra mondiale fu arruolato e combatté in Francia sul fronte delle Ardenne. Congedato dall'esercito, ritornò in famiglia al lavoro dei campi.

A trent'anni maturò la vocazione missionaria. Il Parroco, presentandolo, scriveva: “È un giovane assai robusto, abbastanza alto, non mancante di voglia di lavorare, piuttosto taciturno, ma sveglio d'ingegno... È un po' imbrogliato dal fatto di dover manifestare la sua decisione ai genitori... "Diranno che sono matto". È però deciso e non vede altro".

Il 30.IX.1929 entrava a Parma nell'Istituto di Mons. Conforti e compiuto l'anno di Noviziato emetteva la Professione religioso-missionaria, il 12.VI.1931, nelle mani del P. Bonardi, Sostituto del Fondatore. Per alcuni anni lavorò in Casa Madre come 'scarparo' della Comunità: ben presto le sue scarpe divennero famose per la robustezza e per la praticità.

Dopo aver insistito con i Superiori perché gli trovassero "un posticino" nelle Missioni, il 28.III.1936 si imbarcava a Napoli con il P. Prospero Incerti e dopo meno di un mese era già arrivato alla tanto desiderata Cina. Fu Missionario in Cina per 18 anni, nella Diocesi di Cheng-chow.

In quegli anni in Cina, l'attenzione del mondo medico-sanitario era rivolta a salvare dalla cecità milioni di Cinesi colpiti da vere epidemie. Ben presto Fr. Gemma si trovò a gestire degli ambulatori di oculistica, dopo un'apprendistato all'ospedale di Cheng-chow; nell'ambulatorio di Hsiang-hsien il "Dottor Gemma" era superaffollato di pazienti.

Durante la guerra cino-giapponese fu nominato maestro del corso accelerato di soccorso ai feriti; assisté anch'egli all'immane disastro operato dal Comando Militare Cinese che aveva deciso di fare saltare le dighe del Fiume Giallo per ritardare l'avanzata delle truppe giapponesi: quell'operazione portò distruzione, disperazione e morte ed i sofferenti si moltiplicarono a Hsiang-shien. In tali circostanze, affranto, scriveva:

"....Ad ogni modo, come Dio vuole... Io non so se sono troppo spinto alla compassione per questi poveri. Fatto sta che a volte, impossibilitato ad agire davanti a certi casi, sto così male che solo Dio lo sa...”.

Dopo che i comunisti occuparono Cheng-chow (ottobre 1950) iniziò anche per Fr. Gemma il periodo della vera testimonianza missionaria; le privazioni del carcere, le ridicole e subdole insidie degli interrogatori, le accuse di spia dell'Occidente e di tradimento del popolo cinese e da ultimo l'espulsione definitiva dalla Cina nel gennaio 1954. Rientrato in Italia, si mise a disposizione dell'Istituto e lavorò in di-verse Cose: Desio, Biggar (Scozia), Montecatini, Parma, Genova, ed infine a Roma, presso la Direzione Generale. Nei 13 anni di permanenza a Roma egli manifestò il suo vero cuore missionario. Il Superiore Generale, che per molti anni, si avvantaggiò delle sue preziose prestazioni come portinaio, economo e giardiniere, nel discorso per i funerali dirà:

"... Fr. Gemma era un'immagine riuscita e completa del Missionario Saveriano quale lo aveva immaginato Mons. Conforti. Era un uomo ricco di doti umane e maturo nella sua consacrazione a Dio... Era aperto all'amicizia con chiunque passava per quel porto di mare che è la Casa Generalizia... Quando parlava della Cina non si stancava mai di raccontare di quel popolo che egli avrebbe mai voluto lasciare... Diceva: "se non fosse venuto Mao, io sarei ancora la". La sua ricchezza interiore si era formata alla scuola del Fondatore, del P. Bonardi e del P. Magnani. Andava al sodo: poche devozioni essenziali, ma ben coltivate...".

Nei primi mesi del 1983 una improvvisa ernia lo obbligò al ricovero in ospedale; curatosi da quella cominciò ad accusare inappetenza e nausea al cibo: nel giro di pochi altri mesi un tumore allo stomaco ne causò la rapida morte. Si addormentò nel Signore la sera del 16 luglio 1983.

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Br. Giovanni Gemma

Cogozzo di Viadana (Mantova), 16 maggio 1899 
Parma, 16 luglio 1983

Br. Giovanni Gemma died at the Mother House in Parma on July 16 1983, victim of a stomach tumor, following an hernia operation and a period of nausea of food. He was 84 years old, born on May 16 1899 at Cogozzo di Viadana (Mantova).

Being of class of 1899, he served in the World War I in France, and then went back to his farming family. At the age of 30 he decided to become a missionary, even though he was somewhat scared to reveal that to his parents, thinking they would judge him “crazy” as the local parish priest mentioned in his affidavid letter.

He entered the Xaverians on Sept. 30 1929 at Parma, welcomed by Msgr. Conforti, and after the Year of Noviziate, he professed religious vows on June 12 1931 in the hands of Fr. Bonardi. Once in the Mother House, he became the “shoemaker” of the community.

On March 28 1936 he left at the Port of Naples for China, together with Fr. Prospero Incerti, where he worked for 18 years in the diocese of Cheng-chow. His main activity was in the medical-health field, taking care of eye problems and eye epidemics in the first place at his clinic in Cheng-chow and in Hsiang-shien.

Then, during the Japanese-Chinese war, he taught and practice first aid for the many wounded. When the Chinese Military gave the order to blow the damns on the Yellow River, in order to slow the advancing Japanese troops, Brother Gemma faced a sea of distruction, despair, death, and lots of sick people who came to him at Hsiang-shien. He wrote: “As God wants… Even though I don’t know if I am a victim of compassion for these poor, but certainly I feel bad when I cannot help them in their situations, and only God knows how sad is my heart…”

With the communist revolution and the conquest of Cheng-chow in Oct. 1950, also Br. Gemma joined the Xaverians in witnessing their missionary zeal, through the deprivations of the prisons, the ridiculous interrogations they endured, the accuses of being spies and of having betrayed the Chinese people, and finally, their expulsion from China. Br. Gemma was expelled on Jan. 1954.

Once in Italy, Br. Gemma worked at Desio, Bigga (Scotland), Montecatini, Parma, Genova, and finally at the General Direction in Rome for 13 years, as doorkeeper, treasurer and gardener. During his funeral liturgy, the Superior General said: “Br. Gemma was a complete and exhaustive image of the Xaverian Missionary as Msgr. Conforti envisioned. He was rich in human touch, and fulfilled in his consecration to God… He was opened to building friendships with anyone who passed by our Sea Port which is the General House… When he spoke about China, he always talked as if he was still there… ‘If it wasn’t for Mao, I would still be there’ he used to say. His interior wealth was rooted on the school of the Founder, on Frs. Bonardi and Magnani. He went to the point: a few essential devotions, but well nurtured…”

May the Lord welcome to his Eternal Home our Brother Gemma.


Giovanni Gemma

Giovanni Gemma

Giovanni Gemma

DG
16 Luglio 1983
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