Yohanes Fransiskus Setiawan
Magelang, Jawa Tengah (Indonesia), 16 giugno 1974
Guadalajara, Jal (MEX), 28 maggio 2004
Alle 4,40 di venerdì 28 maggio 2004, all’ospedale San Francisco di Gaudalajara, Jal., è morto lo studente di teologia Yohanes Fransiskus Setiawan, Wawan come lo chiamavano in Messico. Dodici ore prima era sopravvenuta un’acuta insufficienza respiratoria, ultima tappa della leucemia che lo stava consumando dall’agosto 2003.
Non aveva ancora trent’anni, essendo nato il 16.6.1974 a Magelang, Jawa Tengah (Indonesia).
Alunno del Seminario Diocesano di Bogor, entrò tra i Saveriani nella Casa del Noviziato di Jakarta il 1 agosto 1995. Emise la Prima Professione il 29 giugno 1997. Studiò quindi Filosofia alla Wisma Xaverian di Jakarta (1997-2001) e infine fu impegnato nella pastorale nella parrocchia di S. Francesco d’Assisi a Padang (2001-2002). A conclusione di questa tappa della sua formazione Wawan rivelava una discreta maturazione umana che si manifestava: «nella sua bontà d’animo e generosità; nel senso di responsabilità abbastanza accentuato; nella capacità di ascoltare, apprezzare gli altri e collaborare con loro; nello spirito di servizio per la comunità e nel pieno coinvolgimento nelle attività della medesima; nell’amore per la comunità e la Congregazione; nella sensibilità nei confronti delle necessità e sofferenze del prossimo» (15.4.2002).
Nel 2002 fu destinato alla teologia Saveriana di Città del Messico. Proprio come lui chiedeva: «Desidero lavorare insieme e tra la gente dell’America Latina. Desidero pure approfondire la conoscenza della Teologia della Liberazione in un paese latino-americano, cioè alle fonti» (10.3.2002).
Giunse in Messico nell’agosto del 2002. Studiò lo spagnolo e l’anno successivo fu iscritto al primo anno di teologia.
La Provvidenza però gli riservava un cammino diverso: alla fine di luglio 2003 il medico al quale era ricorso per un forte e persistente mal di testa scoprì che era affetto da leucemia linfoblastica acuta.
Wawan si trasferì a Guadalajara per sottoporsi immediatamente alle cure del caso. Ebbe inizio una battaglia epica contro il tumore, con alterne vicende, in un susseguirsi di speranze e di delusioni, ma soprattutto, da parte di Wawan, in una adesione alla volontà di Dio sempre più matura, consapevole e realistica.
In questo contesto di lotta contro il male, ma anche di grande fede e di splendida fraternità, Wawan a febbraio presentò la domanda per la Professione Perpetua: «In questa infermità e con quanto il Signore ha fatto nella mia vita, sento che è cresciuto e continua a crescere il mio amore per la congregazione. Per questo chiedo di amarla pienamente con tutta la mia vita, come membro per sempre di questa famiglia… Chiedo di poter fare la mia Professione Perpetua … come espressione definitiva e pubblica del mio amore per la congregazione e della mia speranza di essere un testimone del suo carisma» (13.2.2004).
Emise la Professione Perpetua il 21 marzo, accompagnato da queste parole del P. Generale: «La tua professione vuole essere una testimonianza per tutti i confratelli che si è missionari con quello che siamo prima ancora che con quello che facciamo ... la Famiglia Saveriana è orgogliosa di accoglierti definitivamente e ti ringrazia per la testimonianza di fede che hai dato fino ad oggi» (17.2.04).
A maggio giunsero i giorni della resa dei conti con la incurabile leucemia. Furono anche i giorni di una testimonianza sempre più limpida e luminosa. Cosi scrisse (28.5.04) il suo Superiore Regionale: «La tranquillità, la forza e la pace con le quali ha vissuto gli ultimi momenti rivelano lo spessore della sua personalità, il suo coraggio e la sua preparazione all’incontro con il Signore. La morte lo ha trovato vivo».
Wawan ha vissuto quanto scrive Paolo: «Ti basta la mia grazia. La mia potenza si manifesta in tutta la sua forza proprio quando uno è debole» (2Cor 12,9).
Riposi in pace.
Yohanes Fransiskus Setiawan
Magelang, Jawa Tengah (Indonesia), 16 giugno 1974
Guadalajara, Jal (MEX), 28 maggio 2004
Yohanes Fransiskus Setiawan, Theology student, died in the early hours of the morning of May 28 2004, at the “San Francisco” Hospital, Guadalajara, Mexico. Wawan, as he was known in Mexico, had been fighting against leukemia since August 2003.
Born on June 16 1974, Magelang, Jawa Tengah (Indonesia), he was almost 30 years old.
Wawan studied at the Diocesan Seminary of Bogor before joining the Xaverians in the Novitiate House of Jakarta on Aug. 1 1995. After his First Profession on June 29 1997, he studied Philosophy at the Wisma Xaverian in Jakarta (1997-2001) and, finally, he was involved in pastoral work in the parish of Saint Francis of Assisi, Padang (2001-02). By the end of this formation stage, Wawan had acquired a fairly good level of maturity which showed itself in “his kindness and generosity; a fairly keen sense of responsibility; ability to listen to others, appreciate and collaborate with them; a spirit of community service and full involvement in its activities; his love for the community and the Congregation; his sensitivity to others’ needs and suffering” (April 15, 2002).
In 2002, he was assigned to the Xaverian International Theology of Mexico City, in accordance with his wishes: “I want to work together with, and among, the people of Latin America. I also wish to deepen my knowledge of Liberation Theology in a Latin-American country, where its roots lie” (March 10 2002).
He arrived in Mexico in August 2002. He studied Spanish and enrolled in the first year of Theology the following year. However, Divine Providence had other plans in store for him: at the end of July 2003, the doctor he was consulting because of persistent bad headaches discovered that Wawan was suffering from an acute form of leukemia. He immediately went to Guadalajara for treatment. An epic battle against the tumor began, with ups and downs between moments of hope and disappointment; above all, Wawan’s adhesion to God’s will became progressively more mature, aware and realistic.
In this context of his fight against his illness, and his great faith and outstanding fraternity, Wawan asked to be admitted to Final Profession in February 2004: “Thanks to this illness and the wonders the Lord has worked in my life, I feel a strong love for the Congregation, a love that continues to grow stronger. I therefore ask to be allowed to love it as a perpetually professed member of this Family… as a final and public expression of my love for the Congregation and my resolve to bear witness to its charism” (Feb. 13, 2004).
He made his Final Profession on March 21, accompanied by these words of the Superior General: “Your profession bears witness to all the confreres that we are missionaries first of all by what we are than with what we have… The Xaverian Family proudly welcomes you and thanks you for the witness you have given until today” (Feb. 17 2004).
The terminal stage of his battle against the incurable illness arrived in May. His final days were an increasingly transparent and illuminating example. On May 28 2004, the Regional Superior of Mexico wrote: “His tranquility, strength and inner peace in the final stages of his life revealed the depth of his personality, his courage and his readiness to meet the Lord. Death found him fully alive.”
Wawan embodied the words of St. Paul: “My grace is enough for you; my power is at its best in weakness” (2Cor. 12:9). May he rest in Peace.

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