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CRISI DIMENTICATE: IL POPOLO DEL SUDAN

01 março 2024

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L’emergenza dei profughi in Sudan è di fatto una delle più grandi al mondo. Secondo le statistiche delle Nazioni Unite, oltre 10 milioni di sudanesi sono fuggiti dalle proprie case, molti si sono rifugiati in Paesi come il Ciad, l’Egitto, il Sud Sudan, l’Etiopia e la Repubblica Centrafricana. Quasi 18 milioni di sudanesi vivono nell’insicurezza alimentare — non hanno regolare accesso a cibo sufficiente per una crescita normale – e 5 milioni di loro si trovano dinanzi a livelli emergenziali di carestia e al rischio di morire per malnutrizione.

Per quanto riguarda l’educazione, 19 milioni di bambini non vanno a scuola. Circa il 45% dei bambini sudanesi sotto i cinque anni è malnutrito, cosa che può gravemente compromettere la crescita fisiologica e cognitiva. Circa un terzo delle donne incinte e che allattano soffre di malnutrizione acuta, con conseguenze gravi per loro e per i loro figli. Tre quarti delle strutture sanitarie sono state danneggiate a causa del conflitto.

(Brenda Kariuki, responsabile regionale per la comunicazione e l’advocacy dell’Africa orientale presso il Programma alimentare mondiale, Pam/Wfp. Osservatore Romano, 10.02.2024)


English

FORGOTTEN CRISIS: THE PEOPLE OF SUDAN

The refugee crisis in Sudan is actually one of the largest in the world. According to United Nations statistics, more than 10 million Sudanese have fled their homes, many taking refuge in countries such as Chad, Egypt, South Sudan, Ethiopia and the Central African Republic. Nearly 18 million Sudanese live in food insecurity – i.e. they do not have regular access to enough food for normal growth – and 5 million face emergency levels of famine and the risk of dying from malnutrition.

As for education, 19 million children do not attend school. About 45 per-cent of Sudanese children under the age of five are malnourished, a fact that can severely impair their physiological and cognitive growth. About one-third of pregnant and breastfeeding women suffer from acute malnutrition, with serious consequences for them and their children. Three-quarters of health facilities have been damaged as a result of the conflict.

(Brenda Kariuki, World Food Programme (WFP) Regional Communications Officer for East Africa, Pam/Wfp. Osservatore Romano, February 10th, 2024)