Il cardinale Giorgio Marengo, prefetto apostolico di Ulaanbaatar, ha presentato la nuova fase dell’impegno ecclesiale in ambito culturale della Chiesa in Mongolia. In alcuni ambienti ricavati nel complesso della cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a Ulaanbaatar è stato inaugurato nei primi giorni di maggio 2026 un nuovo centro studi.
Uno spazio di consultazione di libri, una sala conferenze e una zona adibita ad uffici sono il cuore pulsante di un centro studi, tanto contenuto nell’ampiezza quanto immenso nelle potenzialità, che ha un obiettivo chiaro ed ambizioso: “Essere un punto di riferimento per l’approfondimento delle tematiche culturali e il lavoro continuo di traduzione di materiale letterario a supporto delle attività ecclesiali”.
Lo Studium non ha la presunzione di presentarsi come un centro di ricerca accademico ma semplicemente come servizio interno alla comunità cattolica per favorire l’impegno di inserimento rispettoso in un mondo culturale poliedrico e dinamico. E per penetrare in questo contesto occorre “lo studio della lingua, la conoscenza della storia e la capacità di stabilire un’empatia con un ambiente sofisticato”.
I fedeli della piccola comunità cattolica della Mongolia sono circa 1.700, in un Paese di tre milioni e mezzo di abitanti, distribuiti in una decina di parrocchie. Il cristianesimo in Mongolia ha profonde radici che risalgono almeno al X secolo, grazie alla diffusione fino all’Estremo Oriente di comunità nestoriane di tradizione siriaca. Nel 1922, Pio XI eresse la Missione sui iuris della Mongolia Esterna (corrispondente all’attuale Repubblica di Mongolia).
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ULAANBAATAR, MONGOLIA: Inauguration of a new study centre
Cardinal Giorgio Marengo, Apostolic Prefect of Ulaanbaatar, illustrated the new phase of the work the Church in Mongolia is carrying out in the cultural domain. In the early days of May 2026, a new study centre has been inaugurated in Ulaanbaatar. It is located in some rooms within the complex of the Saints Peter and Paul Cathedral. At the heart of this centre are a reading room, a conference hall and an office area – a venue that is as compact in size as it is immense in potential. It has a clear and ambitious goal: “To serve as a resource for in-depth exploration of cultural issues and for the ongoing translation of literary works in support of church activities.”
The Studium does not claim to be a centre of academic research, but rather aims at internally supporting the Catholic community so as to foster her respectful integration into a diverse and dynamic cultural world. In fact, in order to penetrate this context it is necessary “to study the language, to know its history and be able to connect with a sophisticated environment.”
In Mongolia, the small Catholic community consists of about 1,700 faithful spread across a dozen parishes in a country with a population of 3.5 million. Christianity in Mongolia has deep roots dating back at least to the 10th century, thanks to the spread in the Far East of Nestorian communities belonging to the Syriac tradition. In 1922, Pope Pius XI established the sui iuris Mission of Outer Mongolia (corresponding to the present-day Republic of Mongolia).