P. Tobia Corna
Brignano (Bergamo) il 29.7.1948
Casarola nell’Alpe del Succiso (Reggio Emilia), 31 dicembre 1999
In una disgrazia di montagna, il 31.12.1999, ha perso la vita il confratello P. Tobia Corna. Verso le 11 del mattino stava scendendo, con lo studente Salvador Cruz Rojo, per il sentiero che si snoda lungo il crinale del Casarola nell’Alpe del Succiso (Reggio Emilia), quando è scivolato sul ghiaccio ed è precipitato nel vuoto finendo in un crepaccio. Il suo corpo sfracellato è stato recuperato dopo alcune ore da un’unità del Nucleo elicotteri di Genova.
Aveva cinquantun anni compiuti, essendo nato a Brignano (Bergamo) il 29.7.1948.
P. Tobia entrò tra i Saveriani a Cremona nel gennaio del 1964, dopo aver frequentato l’Avviamento professionale a Brignano (59-62) e, per un anno, i corsi serali per Congegnatori Meccanici a Treviglio. Percorse quindi il curriculum scolastico-formativo saveriano: ultimo anno delle medie e ginnasio a Cremona (64-66); il Noviziato, dopo il primo mese a S. Pietro in Vincoli, a Nizza Monferrato con la professione il 15.9.67; Liceo a Tavernerio (67-70); biennio filosofico a Parma (70-72); Prefetto a Salerno (72-73), poi ancora a Parma per la teologia (73-76) e l’ordinazione a presbitero il 28.9.75.
Visse gli anni di formazione con semplicità e determinazione. Ecco una sua testimonianza: “Adesso sono qui a Parma. Niente di straordinario. Cerco di ambientarmi. C’è la possibilità di perdere molto tempo, cercherò di non lasciarlo passare invano. L’ambiente è buono … Tocca a me approfittarne e lavorare per la mia formazione” (Lett. 14.9.70).
Dopo l’ordinazione fu destinato al Messico. Trascorse i primi anni a S. Juan del Rio (76-82) dapprima come formatore e poi anche come promotore Vocazionale: “Il lavoro consiste nel visitare gruppi di scolari… per lo meno tre volte in un anno; poi si parla con i genitori –è il momento più critico- infine il preseminario nel mese di luglio: sono quindici giorni per selezionare i ragazzi e prepararli al nuovo ambiente e al nuovo anno scolastico” (Lett. 8.12.78).
Dall’82 all’88 lavorò a Guadalajara ancora nell’animazione vocazionale e poi nella formazione come Vicerettore della comunità di filosofia e teologia. In questo periodo (82-85) fu anche ViceRegionale.
La sua presenza i Messico si concluse ad Arandas (88-91) dove ricoprì l’incarico di Rettore.
Quelli del Messico furono anni “pieni di lavoro, di soddisfazione, di crescita più a livello di fede che di studio” (Lett. 14.3.84). Impegnato nell’ambito formativo a trovare “una linea di equilibrio che stimoli i ragazzi allo studio e permetta, allo stesso momento, una buona esperienza pastorale” (Lett.14.7.84) si batteva soprattutto per quest’ultima perché era convinto che: “… le comunità di base, la periferia, la nostra buona gente, povera con una fedaccia… continuano a formarci come buoni cristiani e buoni missionari” (Lett. 1.8.85).
Nel 1991 ottenne di lasciare il Messico e di andare a lavorare, dopo lo studio del francese a Parigi, nella Repubblica Democratica del Congo (93-96). L’impatto con la nuova realtà, però, si rivelò più duro del previsto: “Parlando di adattamento… mi sento un po’ in difficoltà… mi sta costando questa nuova esperienza” (Lett. 21.7.94). Problemi di salute e la grave situazione politica del Paese consigliarono il suo rientro in Italia. Qui, in attesa che nel Kivu ritornasse una certa normalità, il P. Tobia assicurava una presenza formativa nella comunità teologica di Parma. Naturalmente, come sempre, impegnato anche nel mondo dell’emarginazione: con gli ospiti della casa della carità di Gaiano, con i carcerati e con i ROM.
Guidato sino alla fine dal convincimento maturato negli anni di Liceo e cioè che: “la mia vita aveva valore nella misura in cui veniva spesa per gli altri… Il valore più grande che avevo da condividere era Gesù Cristo, la mia esperienza di fede, la mia speranza nella vita” (MS, febbraio 76).
Il Signore lo accolga nel suo Paradiso.
Fr. Tobia Corna
Brignano (Bergamo) il 29.7.1948
Casarola nell’Alpe del Succiso (Reggio Emilia), 31 dicembre 1999
On Dec. 31 1999, following a tragic mountain fall, Fr. Tobia Corna died at about 11 am. He was mountain hiking in the Apennines at Casarola nell'Alpe di Succiso, Ramiseto (Reggio Emilia) together with the student Salvador Cruz Rojo, when he lost his balance on a patch of ice, and slipped into his death. He was 51 years old, born at Brignano (Bergamo) July 29 1948.
Fr. Tobia entered the Xaverian house in Cremona in 1964, after doing his professional apprenticeship at Brignano (1959-62) and at Treviglio as Mechanic Engineer. He followed the usual formation program set of that time: Novitiate at S. Pietro in Vincoli for a month and then at Nizza Monferrato, with the profession of Religious Missionary vows on Sept. 15 1967. Then studies of Liceo at Tavernerio (1967-70), philosophy at Parma (1970-72), year of Prefect at Salerno (1972-73) and theology courses before his priesthood ordination on Sept. 28 1975 in Parma.
Fr. Tobia lived his formation years with simplicity and personal determination as he wrote: "I am in Parma, with nothing extraordinary happening. I try to feel my surroundings. There is lots of free time, but I'll try to use it well... It is up to me to profit from it and improve in my formation journey." (Letter of Sept. 14 1970)
Fr. Tobia was assigned to Mexico right after his ordination and worked in Vocation and Formation, first at S. Juan del Rio (1976-82) and then in Guadalajara (1982-88), and concluded his Mexican experience in Arandas as Rector of the community (1988-91); he also served as Vice-Regional for a term (1982-85). "Our service consists in visiting different classrooms, at least three times a year. Then we approach the parents of the interested boys, which is a critical moment. Finally, we hold a two-week program for them in July, when we get to know them, and select them for their future." (Letter of Dec. 8 1978) These were indeed "years of hard work, with much personal satisfaction, which helped me grow in my faith life." (Letter of March 14 1984) This period gave him the conviction of balancing academic studies and formation issues with the plights of the poor people, and the pastoral experiences in loco, "for the basic Christian communities in the outskirts of the cities, our good people with an extraordinary faith, can form us into good Christians and great missionaries." (Letter of Aug. 1 1985)
In 1991, Fr. Tobia asked to be assigned to Dem. Republic of Congo, and after a year of French studies in Paris, he reached Congo, and spent three years there. But because of the political situation in Kivu, his physical well-being, and his new reality, Fr. Tobia asked to go back to Italy until the situation improved. "Talking about adaptation, I feel uneasy in this situation... and this newer mission experience costs me much." (Letter of July 21 1994). And so he joined the theology community of Parma, but always being in contact with and ministering to the unfortunate, such as the prisoners, the residents of the house of charity in Gaiano, and the gypsies.
Since his early years of formation, Fr. Corna was guided by the knowledge that "my life can be valuable if spent for others... The most important value that I can share with them is Jesus Christ, my experience of faith, and my hope for life." (Missionari Saveriani, Feb. 1976)
May the Lord welcome him into Paradise.
Père Tobie Corna
Né à Brignano d’Adda (Bergame – Italie) le 29.07.1948
Décédé sur l’Alpe du Succiso (Reggio Emilia-Italie) le 31.12.1999
51 ans. Missionnaire en RDC à Kampene et Shabunda
Le père Tobia a perdu la vie dans un accident de montagne, le 31 décembre 1999. Vers 11h, il descendait, avec un confrère, l’étudiant en théologie Salvador Cruz Rojo, par le sentier qui longe le mont Casarola dans l’Alpe du Succiso, Ramiseto (Reggio Emilia, Italie). Il a alors glissé sur la glace et a été précipité dans le vide pour finir dans une crevasse. Son corps fracassé a été récupéré, plusieurs heures après, par une unité des hélicoptères de Gênes.
Tobia était entré chez les Xavériens à Cremone, en janvier 1964, après avoir suivi des études d’orientation professionnelle dans son village natal, à Brignano (1959-1962), et une année de Mécanique à Treviglio (1963). Il fit sa première profession religieuse à Nizza Monferrato le 15.09.1967. Il continua les études à Parme pour la philosophie et la théologie, entrecoupées par un stage à Salerno dans la communauté de jeunes aspirants xavériens. Il fut ordonné prêtre le 28 septembre 1975.
Il vécut ses années de formation avec simplicité et détermination. Il livre son impression dans une lettre du 14.09.1970 : Maintenant je suis à Parme. Rien d’extraordinaire. Je tâche de m’y habituer. J’y aurais la possibilité de perdre beaucoup de temps. Je m’engage à ne pas le gaspiller inutilement. Le milieu est bon (…) C’est à moi d’en profiter et de travailler pour ma formation.
Après l’ordination, il fut affecté au Mexique. Il passa les premières années à St Juan del Rio (1976-1982), d’abord comme formateur et puis comme animateur missionnaire et vocationnel : le travail consiste à rendre visite aux élèves dans leurs classes et leurs écoles… au moins trois fois par an ; ensuite, je rencontre les parents, et c’est le moment critique ; enfin, j’organise la session du pré-séminaire pendant 15 jours, le mois de juillet. Pendant cette session, nous sélectionnons les jeunes, nous les préparons au style de vie communautaire et à la nouvelle année scolaire (Lettre du 08.12.1978). Entre 1982 et 1988 il travailla à Guadalajara, d’abord dans l’animation missionnaire et vocationnelle et, ensuite, dans la formation au philosophat et au théologat. Durant cette période (1982-1985), il fut aussi vice-régional. Sa présence au Mexique se clôtura à Arandas (1988-1991) où il remplit la charge de recteur de la communauté.
Les années vécues au Mexique ont été pleines de travail, de satisfactions et de croissance, plus au niveau spirituel qu’intellectuel (Lettre du 14.03.1984). Poussé à trouver dans la formation une ligne d’équilibre qui stimule les jeunes aux études et leur permette, en même temps, d’effectuer une bonne expérience pastorale (14.07.1984), il valorisait davantage cette dernière car il portait en lui la conviction que les communautés de base, la périphérie, les gens de chaque jour, surtout les pauvres qui ont une grande foi (…) continuent à nous former comme bons chrétiens et comme bons missionnaires (Lettre du 01.08.1985).
En 1991 il fut affecté au Zaïre, où il se rendit après avoir effectué un stage de français à Paris (1992-1993). Le contact avec la nouvelle réalité zaïroise se révéla plus dur que prévu : En parlant d’adaptation, je me sens un peu en difficulté (…). Cette nouvelle expérience me demande des sacrifices (Lettre du 21.07.1994). Des problèmes de santé et la grave situation politique du Pays poussèrent les supérieurs à le rappeler en Italie. Le père Tobia y contribua à la formation au théologat xavérien de Parme. Evidemment, comme toujours, il était engagé auprès des exclus : avec les hôtes de la maison de la charité de Gaiano, avec les prisonniers et avec les nomades ROM.
Le père Tobie fut conduit jusqu’au bout par la conviction mûrie pendant ses années de formation, à savoir : ma vie a de la valeur dans la mesure où elle est donnée aux autres. La valeur la plus grande que j’ai à partager est Jésus-Christ, mon expérience de foi, mon espérance dans la vie (Article dans Missionari Saveriani, février 1976).
(cf. Commix, 109 Mars 2000, p. 60-62)
L’espace réservé chaque jour à la charité donna la mesure de son amour profond du Christ dont il sut pressentir la présence divine chez les pauvres, les laissés-pour-compte, les malades des bidonvilles ou dans les camps des nomades, dans le visage des prisonniers ou les queues interminables des refugiés ou des déplacés, dans les foules désorientées des immigrés qu’il pu rencontrer au Mexique, en France, au Congo et en Italie et qu’il assista d’un cœur de frère qui cherchait à transmettre cette vision de foi aux jeunes qui trouvaient en lui un éducateur sage. (Epitaphe parue sur la photo – souvenir de sa mort)
Une journaliste, Lucia Ongaro, trace ce portrait du père Tobie sur le magazine La Gazzetta di Parma, le 03 janvier 2000 :
Le père Tobie ne faisait pas de grands discours (…) Il ne nous a laissé ni grands enseignements théologiques, ni aphorismes édifiants, ni prières exaltantes, mais l’exemple d’un homme qui tous les jours se mettait en route avec une vieille voiture chargée de macaroni, de nourriture en boîte, d’habits et de réchauds à gaz qu’il portait à ses pauvres, dans des maisons en ruine de la périphérie où vivent dans des conditions indécentes beaucoup d’immigrés, de nomades, des laissés-pour-compte, qui, pour lui étaient seulement des hommes, des femmes et des enfants à secourir.
Le père Tobie ne sera pas dans la liste des saints du calendrier, mais, ceux qui l’ont suivi dans son activité ont la certitude d’avoir connu un saint en chair et en os.
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