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Riccò P. Mario

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P. Mario Riccò

Basilicanova di Montechiarugolo (Parma), 14 luglio 1927
Parma, 1 ottobre 2004

Alle ore 6,45 del 1 ottobre 2004, in Casa Madre è morto il P. Mario Riccò. In cura a Parma dal 1983 per un forte diabete, agli inizi di settembre era stato ricoverato presso la Casa di cura delle Piccole Figlie e gli era stato diagnosticato un tumore al fegato e all’intestino in fase avanzata.
Aveva 77 anni compiuti essendo nato il 14.7.1927 a Basilicanova di Montechiarugolo (PR).

Il desiderio di farsi missionario si accese in P. Mario nell’estate del 1940 quando incontrò i Saveriani in montagna a Capriglio: “La vocazione… è davvero un mistero. Succede che il Signore ti prende per il collo e ti dice: ‘vai’” (Intervista 1997). Lo stesso anno entrò nella casa di Poggio S. Marcello dove frequentò il ginnasio inferiore. Nel 1943 raggiunse Grumone per il ginnasio superiore, interrotto dal luglio del ‘44 al luglio del ‘45 dalla deportazione nel lager di lavoro di Kupper vicino a Sagan [Zagan, Polonia]. Nel settembre del 1945 passò a S. Pietro in Vincoli per il Noviziato concluso con la Prima Professione (24.9.1946). Seguirono il Liceo a Parma e Desio (46-49), il prefettato a Massa Lucana (49-50), la Teologia a Piacenza. (50-54), l’Ordinazione presbiterale il 3.4.1954.

Dopo l’ordinazione fu Vice parroco al Tempio del Sacro Cuore di Parma. Ma il P. Mario, come scrisse al P. Generale (11.2.55), desiderava la missione,“l’ideale di tutta la mia vita di formazione”. Ideale mai sbiadito, neppure nel lager di Krupper: ”Pensavo sempre di tornare in seminario, di andare in Cina: era una di quelle idee che mi tenevano su…” (1988). Evidentemente, come scrisse nell’annuncio della partenza: “Avevo già sofferto/ nel Tuo Cuore/ di Dio e di Uomo/ la mia passione di camminatore/ e di testimone/ per gli smarriti dell’Oriente”.

Dal 1956-1964 P. Mario ha lavorato in Giappone: aiutante a Miyazaki (57-59) e a Kanoya, parroco a Nobeoka (62-64). Nelle attività tipiche della pastorale del tempo: catechismo, vita parrocchiale, insegnamento, asili. E tutto con una marcata empatia per la sensibilità e la cultura giapponesi nelle quali “ora interessa, e sentono, l’utile e il bello (che è una forma di utile) e noi seguitiamo a presentare il cristianesimo come verità!” (16.1.60).

Nel 1964 fu richiamato in Italia per l’insegnamento, a Desio, alle vocazioni adulte. Nel 1966 venne destinato allo CSAM di Parma: fu redattore di Missionari Saveriani e, dal 68 al 72, Rettore della comunità e amministratore del Centro; collaborò inoltre con la stampa missionaria e pubblicò apprezzate raccolte di poesie e favole giapponesi.

Dal 1973 al 1983 fu in Brasile, impegnato dal ‘74 al ‘77 nei mass media, con l’apertura del Centro di animazione missionaria, la fondazione del mensile Kosmos, il lancio del Rosario Missionario, del teatro e dei presepi missionari: “in Brasile ci sono 60 milioni di giovani e ragazzi ai quali potremmo prospettare l’ideale missionario (18.10.75). Dal ‘79 all’’83 fu insegnante nel seminario saveriano di Londrina.

Alla fine dell’83 dovette rientrare in Italia per motivi di salute. Risiedette a Parma dove, continuò la sua attività di scrittore e di poeta: uscirono in quel periodo l’opuscolo Il Rosario missionario (dalla 9° alla 13° edizione), raccolte di favole brasiliane e asiatiche, una antologia di poeti giapponesi e una di poeti brasiliani, testi per videocassette, poesie personali.

Ringraziando il P. Generale che gli riconosceva la sua fedeltà nel servire la Famiglia Saveriana, P. Mario confessava (18.7.73): “ho sempre agito in proposito come d’istinto, dato l’ambiente missionario e la passione per l’ideale nel quale sono stato educato… Era quella una stagione felice per noi: se si scrivevano drammi o romanzi o poesie erano di carattere missionario; se si allestivano presepi erano missionari; se si componeva musica era missionaria, se si giravano films erano missionari. Sembrava non ci fosse spazio mentale per pensare ad altro”.

Riposi in pace.

English

Fr. Mario Riccò

Basilicanova di Montechiarugolo (Parma), 14 luglio 1927
Parma, 1 ottobre 2004

Fr. Mario Riccò died at the Mother House, Parma, on Oct. 1, 2004. He had been receiving treatment for severe diabetes in Parma since 1983; at the beginning of September, he was diagnosed to be in the terminal stage of a tumor of the liver and intestine. Born in Basilicanova di Montechiarugolo (Parma, Italy) on July 14 1927, Fr. Riccò was 77 years old.

His missionary vocation was kindled by a meeting with the Xaverians at Capriglio in the summer of 1940. In an interview in 1997, he said: “Vocation... is truly a mystery. The Lord takes you by the scruff of the neck and says: GO.” The same year (1940) he entered the house of Poggio S. Marcello where he attended junior high school. In 1943 he moved to Grumone for the high school, a period that was interrupted for one year (July 1944-45) by his deportation to the concentration camp of Kupper, near Sagan (Zagan, Poland). In September 1945 he went to S. Pietro in Vincoli for Novitiate, which ended with his First Profession on Sept. 24 1946. He then attended Liceo at Parma (1946-49), served as prefect at Massa Lucana (1949-50) and studied Theology at Piacenza (1950-54). He was ordained priest on April 3 1954.

After his ordination he was appointed assistant parish priest at the Sacred Heart parish in Parma. However, as he wrote to the Superior General on Feb. 11 1955, Fr. Mario wanted to go to the missions, “the ideal of my entire life in formation.” An ideal that never faded, not even when he was detained in the concentration camp at Krupper: “I always dreamed of going back to the seminary, of leaving for China: this dream kept my spirits high...” (1988).

In the period 1956-64, Fr. Mario worked in Japan, as assistant at Miyazaki (1957-59) and Kanoya and parish priest at Nobeoka (1962-64). His field of work was the typical pastoral activity of those times: catechism, parish life, teaching, and nursery schools. He always had a strong empathy towards Japanese sensitivity and culture: “they are attracted by what is useful and by beauty (which is a form of usefulness) and we continue to present Christianity in terms of the truth!” (Jan. 16, 1960).

In 1964 he was recalled to Italy and assigned to teach at Desio, the community for adult vocations. In 1966 he was appointed to the CSAM in Parma as editor of “Missionari Saveriani” and, in the period 1968-72, Rector of the community and administrator of the Center; he also collaborated with missionary press and published some acclaimed collections of Japanese poetry and tales.

Fr. Mario worked in Brazil in the period 1973-83. From 1974 until 1977 he worked in the mass media, with the opening of the Center of Missionary Animation, the foundation of the monthly Kosmos, the launching of the Missionary Rosary, of the theatre and missionary cribs: “In Brazil there are 60 million young people and children to which we could propose the missionary ideal” (Oct. 18, 1975). He taught at the Xaverian seminary of Londrina from 1979 until 1983.

At the end of 1983 he had to return to Italy on health grounds. He was sent to Parma where he continued his activity as a writer and poet: during his time there he published a pamphlet on the Missionary Rosary (from the 9th until the 13th edition), collections of Brazilian and Asian tales, an anthology of Japanese poets and one of Brazilian poets, texts for video cassettes, and some of his own poems.

Writing to the Superior General, to thank him for acknowledging his faithful service to the Xaverian family, Fr. Mario said: “I have always acted thus as if by instinct, the result of the education I received and my passionate attachment to the missionary ideal... Those were happy times for us: any drama, novels or poetry we wrote was of a missionary nature; the cribs we made were missionary; any music we composed, the films we made, were all missionary productions. It seemed as if we were mentally incapable of thinking of anything else.” (July 18, 1973)

May he rest in peace.


DG
01 outubro 2004
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