Incontri, sorrisi, emozioni, esperienze. Quanti intrecci, come i fili del gomitolo, logo dell’evento, da cui nasce la missione, hanno colorato queste giornate.
Si è concluso ieri pomeriggio, in piazza Vetra, dietro la Basilica di San Lorenzo, il Festival della Missione, promosso da Fondazione Missio e Conferenza degli istituti missionari italiani. Un grande Concerto di pace, in cui si sono esibiti insieme il compositore e pianista russo Alexey Kurbatov e la cantante ucraina Anna Tchikovskaya, il finale più bello di quello che vuole essere una ripartenza del mondo missionario italiano.

Quattro giornate, dal 29 settembre al 2 ottobre, hanno accolto e coinvolto in una riflessione sulla missione chiunque ha risposto al nostro invito, anche i passanti, in una delle zone più caratteristiche di Milano, le Colonne di San Lorenzo. I 29 incontri del programma principale hanno registrato almeno 15mila presenze e altrettante - portando il totale dei partecipanti a 30mila - sono state le persone che hanno seguito gli eventi del programma parallelo "Il Festival è anche": presentazioni di libri, mostre, laboratori, proiezioni e gli speciali aperitivi in oltre 30 locali del centro dove 120 missionari (religiosi e laici) hanno portato la loro testimonianza.
«Abbiamo potuto sperimentare - ha commentato mons. Luca Bressan, vicario episcopale per la Cultura, la carità, la missione e l'azione sociale dell'Arcidiocesi di Milano - che tutto il mondo è terra di missione, anche Milano (che ha accolto e collaborato per la realizzazione dell’evento con la sua Arcidiocesi) - Abbiamo sperimentato l'essere missionari nelle nostre piazze e nelle nostre vie. E l'esperienza ci ha donato entusiasmo. Un buon punto di partenza. Ora occorre continuare!».

Più di 100 gli ospiti, italiani e stranieri, a dar voce al mondo della missione, nelle sue periferie (leggi sul sito i contributi su alcuni degli eventi e riascolta i contenuti sul nostro canale YouTube) e oltre 200 i volontari che hanno accolto, indirizzato, aiutato nella gestione dell’evento, lasciandosi ispirare già dal principio da quel “Vivere per dono”, tema del Festival della Missione.

«Di fronte alle tante sfide che abbiamo davanti come umanità, abbiamo condiviso visioni, sogni e resistenze che ci accomunano, persone e popoli che si battono per un mondo più fraterno e giusto» - ha commentato il direttore generale del Festival, Agostino Rigon.
“Missione compiuta”, allora, anche per la direzione artistica, Lucia Capuzzi e Alessandro Galassi, e il direttore operativo padre Piero Masolo, per la «passione e gioia, tanta, che straborda dalle 30mila presenze a questi quattro giorni di Festival».

«Come potrà essere la vita di chi vive del dono che riceve, di chi ospita la grazia di Dio?» - ha chiesto, domenica 2 ottobre, l’Arcivescovo di Milano Mario Delpini nella S. Messa in Duomo, animata da cori di diverse realtà giovanili della diocesi - I cristiani sono originali. Sono grati. Sono lieti. Rendono grazie. Sono pieni di speranza. Non fanno il bene solo a coloro da cui si aspettano il bene, ma fanno il bene anche a chi fa loro del male. Vivono per essere dono, fino al perdono. Sono convinti che la vita sia vocazione. Si interrogano sulle proprie scelte di vita, sullo stile quotidiano e sulle decisioni definitive e dicono sì, amen! Così voglio vivere, come un dono, sì amen!»
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