Lo storico americano Henry Adams ha detto: “Ogni esperienza è un arco su cui costruire.” Io e Fratel Siprianus Sagoroujou Sokkot siamo arrivati col treno a Taranto il 31 marzo 2026. Taranto è lontano da Parma dove si trova la Casa Madre e dove stiamo vivendo il nostro “Anno della Saverianità”.
A Taranto i confratelli ci hanno accolto molto bene. Ci hanno portato in giro a visitare la città. È una città piena di sole, ma il nostro arrivo è coinciso con un periodo di pioggia. I primi tre giorni ha sempre piovuto. Il 1° aprile 2026, cioè il Mercoledì Santo, ho accompagnato p. Gianni Zampini ad una comunità terapeutica che si chiama “Comunità Terapeutica Airone”, dove vivono donne giovani bisognose di essere guarite da varie forme di dipendenza. Lì ho ascoltato le confessioni. C’è motivo di sperare per il loro recupero integrale.
Il Giovedì Santo, ho avuto il privilegio di partecipare con il presbiterio della Arcidiocesi di Taranto al ritiro spirituale a cui è poi seguita la Messa Crismale presieduta dall’Arcivescovo di Taranto, Mons. Ciro Miniero. Il Venerdì Santo, mi sono unito alla celebrazione della Passione e venerazione della croce in una Casa per anziani. Il Sabato Santo, ho partecipato alla Messa della Vigilia nella Parrocchia della Santa Famiglia. La comunità parrocchiale ha partecipato numerosa ed attivamente. Mi è parso un segno di speranza. Questo mi ha aiutato a capire che la Chiesa in Italia ha un futuro. Comunque, ha bisogno di essere creativa per attirare i giovani alla fede cattolica.
A Pasqua, sono stato di nuovo nella casa di riposo. Ho potuto vedere la grande gioia di Pasqua sui volti degli anziani. È stata una buona esperienza che mi spinge ad amare la Chiesa prestando cura ai suoi membri vulnerabili: quelli che combattono con varie forme di dipendenza e gli anziani, giusto per elencarne alcuni. Sono grato alla nostra comunità saveriana e alla gente di Taranto che ci hanno accolti calorosamente. (Martin Ali Keke Ndemsou sx)
English
“YEAR OF XAVERIAN SPIRITUALITY” – THE XAVERIAN COMMUNITY OF TARANTO - ITALY
The American historian, Henry Adams said, “All experience is an arc to build upon.” Brother Siprianus Sagoroujou Sokkot and I arrived in Taranto on 31 March 2026 by train. Taranto is far from Parma where our Mother House is and where we are having our Year of Xaverian Spirituality.
The confreres welcomed us very well a Taranto. They took us around to visit the city. It is a sunny city even though our arrival there coincided with the rains; the first three days were rainy days. On 1st April 2026, that is Holy Wednesday, I accompanied Fr. Gianni Zampini to a “therapeutic Community” called “Comunità Terapeutica Airone” where live young women that need to be healed from various addictions. There, I listened to confessions. There is hope for their integral healing.
On Holy Thursday, I have had the privilege to participate, with the presbyterium of the Archdiocese of Taranto, in the spiritual retreat followed by the Chrism Mass celebrated by the Archbishop of Taranto, Mgr. Ciro Miniero. On Holy Friday, I participated in the celebration of the Passion and veneration of the cross in a House for elderly people. On Holy Saturday, I participated in the Vigil Mass at the Holy Family Parish. A numerous and living participation of the local community. It was a sign of hope. This helped me understand that the Church in Italy has a future. However, she needs to be creative to attract the youth to catholic faith.
At Easter, I was again at the Casa of riposo. I could see the great joy of Easter on the face of the elderly. It was a good experience which impels me to love the Church by caring for her vulnerable members: those struggling with various addictions, the elderly to name but a few. I am grateful to our Xaverian community and the people of Taranto that warmly welcomed us. (Martin Ali Keke Ndemsou sx)