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CATECUMENATO IN EUROPA

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Una vera piccola «rivoluzione francese» è la percezione che stiamo vivendo in Francia e che ha occupato le prime pagine di alcuni giornali: 21000 battesimi la notte di Pasqua 2026 (13000 adulti e 8000 adolescenti).

Un fenomeno che da anni interpella la Chiesa in Francia e che ha spinto i vescovi di Parigi della grande periferia (Île-de-France) a proporre un’Assemblea Provinciale sul tema: «Catecumeni e neofiti, nuove prospettive per la vita della nostra Chiesa nelle nostre diocesi». 

Così si esprimono i vescovi: “[...] Vogliamo rendere grazie per questo dono che Dio fa alle nostre Chiese, per questi “nuovi germogli”! Rendere grazie, prima di tutto, ma anche riflettere, perché questi neofiti ci scuotono con i loro percorsi inaspettati e con la loro affermazione semplice e gioiosa della fede. Cercano una comunità fraterna, accogliente e di preghiera. Accompagnarli, formarli, accoglierli nelle nostre comunità cristiane è una vera sfida a cui dobbiamo rispondere con serietà. [...]”

Chi sono queste persone che bussano alla porta della Chiesa e chiedono, da adulti, il battesimo? Oppure, se sono già stati battezzati da bambini, chiedono di fare un cammino, insieme ad altri, per ricevere la comunione e la cresima? Ci sono tanti profili quanti sono i neofiti, ovviamente… Provengono da origini culturali diverse, piuttosto giovani. Sono venuti a bussare alla porta della Chiesa dopo un incontro con un cristiano che li ha colpiti, a seguito di una riflessione approfondita o d’impulso. Hanno vissuto un’esperienza mistica o perlomeno misteriosa. Sono incoraggiati dalla loro famiglia o, al contrario, scuotono un po’ il loro ambiente. Le richieste di battesimo avvengono soprattutto in contesti urbani, ma non solo. La maggior parte proviene da famiglie di origine cristiana. Molti testimoniano di aver percepito Dio durante l’infanzia, mentre la loro famiglia era indifferente.

Tantissime persone che potrebbero riempire libri con le loro storie, ognuna cosi singolare e personale da farti dire: «Il Signore ti ha raggiunto proprio li dove non te lo aspettavi, attraverso un evento (a volte anche doloroso...), un incontro, una parola... A volte anche dopo anni che ti facevi delle domande».

Nadia R., piccola sorella, originaria di Pioltello (MI) ha vissuto per anni tra la Francia e l’Italia, sempre impegnata a sostenere, al di là del contesto sociale e geografico, il cammino di fede di bambini e adulti come il dialogo con altre religioni.   
Ci scrive:
Arrivata nel 2004 à Aulnay s/Bois, diocesi di Saint Denis alla periferia di Parigi, ho scoperto questa realtà del catecumenato per adulti; persone che venivano da paesi diversi (con realtà a volte difficili) che chiedevano di fare un cammino di fede per prepararsi al battesimo e alla cresima. Un cammino impegnativo per queste persone che di solito avevano un lavoro precario, spesso con orari esigenti e una vita di famiglia a volte complessa. Oggi vivo alla fraternità di Pierrefitte, sempre nella diocesi di Saint Denis e, da quattro anni, accompagno un gruppetto di adulti che chiedono di seguire il percorso di iniziazione cristiana.
La diocesi propone degli incontri per l’insieme dei catecumeni e i loro accompagnatori: incontri di formazione durante l’anno e un tempo di ritiro specifico per la preparazione al sacramento che ognuno riceverà; poi ogni unità pastorale si organizza per un accompagnamento più personalizzato. Nella nostra è proposto un incontro mensile, tutti insieme, prendendo spunto da una formazione di base – quest’anno il tema era “Chi era Gesù”; una catechesi che è proposta on line e che poi possono ritrovare e riprendere. È importante seguirla insieme per poter permettere loro di fare domande e dialogare sul tema. Dopo questo tempo insieme, ci separiamo in piccoli gruppi secondo la tappa di preparazione; un’altra possibilità di approfondire il cammino di fede e creare un legame di amicizia tra loro. 

Nel gruppo che si preparava al battesimo l’anno scorso, c’era un signore di 70 anni, M., che ha avuto una vita difficile. Non sapeva leggere e scrivere, diceva di aver sempre creduto in Dio e aveva sempre portato i suoi figli al catechismo, ma lui non era battezzato! Andato in pensione, si è detto: «è il momento!». Incoraggiato dalla famiglia, ha partecipato agli incontri per prepararsi. Ed ecco, il giorno del Battesimo arriva con tutta la famiglia: moglie, figli, nuore, nipotini...Lo accolgo alla porta della chiesa. È elegantissimo: camicia, cravatta papillon, gli dico: «Che bello! È il vestito di un matrimonio!» Risposta: «.... È proprio come un matrimonio!» M. ha capito tutto! Davvero «Beati i puri di cuore…». Ad un giovane che ha iniziato il percorso quest’anno, ho chiesto se fosse interessato a un tema e se avesse il desiderio di approfondirlo. Mi ha detto: «Mi piacerebbe il tema della preghiera... Se puo’ consigliarmi dei libri...Al momento sto leggendo «L’Imitazione di Cristo»!!! Come inizio, non c’é male...
Nel gruppo c’é anche L. madre di famiglia. Suo marito si è convertito all’Islam e lei si è detta: «E io chi sono? In chi credo?» E ha incominciato il cammino di catecumenato.

Poi, cammin facendo, la relazione si approfondisce e le persone sono invitate ad esprimersi riguardo al percorso. Le persone mi hanno scritto: «Buongiorno, sorella. Spero che tu stia bene. Ti invio le mie riflessioni sul percorso che stiamo compiendo. Mi ha fatto piacere stare con te e con il gruppo; mi sono sentito ben accolto e a mio agio. Ciò che mi è piaciuto e che ho imparato è che tutti hanno il proprio posto nella Chiesa, che ognuno ha un ruolo da svolgere e che nessuno è migliore o peggiore di un altro: dobbiamo aiutarci a vicenda. Come ha detto nostro Signore: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”». «Durante questo percorso, mi aspettavo sostegno, ascolto, insegnamento e comunicazione. Ho ritrovato queste qualità lungo il cammino. Voi eravate presenti e pronte ad ascoltarci e a insegnarci la vita cristiana. Ciò che mi è sembrato difficile è stato l’orario e comprendere a fondo alcuni aspetti della vita cristiana che sono diversi dal mio modo di essere. Quindi per me può essere complicato. Per il futuro, desidero le stesse cose: accompagnamento, sostegno, insegnamento, più meditazione o momenti di preghiera».

Come Nadia, altre piccole sorelle che vivono in Francia sono impegnate nel cammino catecumenale. 
Elisa, originaria di Verona ha vissuto diversi anni in Camerun in un contesto di prima evangelizzazione, con i pigmei della foresta equatoriale. Ha accompagnato piccoli gruppi di adulti che interpellati dalla Parola di Dio chiedevano di iniziare un cammino per diventare cristiani; un ricco percorso di catecumenato. 
Ecco cosa ci scrive. 
Dal mio arrivo in Francia nel 2022 mi é stato chiesto di accompagnare dei ragazzi interessati a ricevere i sacramenti del battesimo e della comunione.
Bisogna premettere che la nostra fraternità vive in un quartiere limitrofe alla periferia di Parigi e che la nostra comunità parrocchiale è multietnica e multiculturale: una bella comunità insomma nella quale convivono cristiani di diverse origini (Africa-Asia-America Latina-Caraibi) e famiglie per così dire franco francesi. Il quartiere invece presenta una forte presenza musulmana.
Nel 2022 solo 2 ragazzi tra i 17 e i 18 anni e uno di 12 anni hanno ricevuto i sacramenti. A partire dall'anno successivo fino ad ora una decina di ragazzi ogni anno hanno fatto la medesima richiesta. 
Sono preadolescenti e adolescenti con genitori perlopiù d'origine africana o caraibica ma, non manca qualche ragazzo/a d' origine francese proveniente da famiglie indifferenti alla religione cattolica, ma magari interpellati dalla fede di una nonna per esempio.
Penso anche che i ragazzi siano motivati dal fatto che nella nostra parrocchia c'è una bella realtà, molto simile allo stile " oratorio", diremmo noi in Italia, che accoglie e propone ai ragazzi varie attività, ludiche ma anche formative e di servizio. I ragazzi che lo frequentano cominciano ad essere numerosi, e questi, già cristiani, invitano altri amici non necessariamente credenti o battezzati. A poco a poco alcuni tra di loro, più o meno tra i 14 e i 18 anni, integrano il cammino parrocchiale nei gruppi dei preadolescenti e degli adolescenti. Se esprimono il desiderio di far parte anche loro della grande famiglia dei credenti cattolici iniziano un percorso di almeno 2 anni, un serio impegno per questi ragazzi. Questo percorso catecumenale non esclude i ragazzi dalle altre attività del centro parrocchiale, anzi ognuno di loro é fortemente incoraggiato ad impegnarsi in tutte le dinamiche proposte.
Per quanto riguarda i ragazzi più giovani, tra gli 11 e i 13 anni, sono spesso accompagnati e iscritti per volere dei loro genitori o di fratelli maggiori che hanno precedentemente intrapreso lo stesso percorso. Alcuni di loro, dopo un inizio un po’ forzato, si integrano alla vita della comunità parrocchiale e continuano, gli anni sucessivi, il cammino con gli altri ragazzi.

Sono felice di porter accompagnare questi ragazzi alla scoperta di Cristo e della Sua Chiesa, felice che questo contribuisca alla loro crescita umana e spirituale...Che ciò li tolga dalla strada almeno per un po' e che la conoscenza di Gesù e del Suo Vangelo favorisca un buon discernimento per la loro vita e le loro scelte future.

«Tu, Tu chi sei? Tu che parli nel silenzio, Tu che abiti i deserti del mio cuore…
Ed io, chi sono io?........Guardami, Signore, poca terra ho nelle mani, ma se vuoi, anche la mia terra fiorirà. Guardami Signore, nel mio nulla ho confidato in te, nel tuo Amore, tutta la mia vita canterà»
(Chiara Bizzeti).   
Mi sembra proprio che i catecumeni incarnino questo canto!

Storie nella grande Storia d’Amore che Dio ha intrecciato con l’umanità, «perché tutti abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza»

Saint Denis, 5 settembre 2026

Nadia e Elisa
Piccole Sorelle del Vangelo

Nadia e Elisa, Piccole Sorelle del Vangelo
18 September 2026
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