Skip to main content

Bucari Fr. Remo

2935/500

Fr. Remo Bucari

Avacelli di Arcevia (Ancona), 28 gennaio 1928
Parma, 2 gennaio 2014

Il 2.1.2014, a l’ospedale di Parma, verso le 23.30 è morto Fr. Remo Bucari, colpito da ictus cerebrale. Era in cura a Parma dal 2011. Era prossimo agli 86 anni, essendo nato a Avacelli di Arcevia (Ancona - Italia) il 28 gennaio 1928.

Fr. Bucari entrò all’Istituto nel 1939, a Poggio S. Marcello. Frequentate le medie inferiori, passò a Grumone per il Biennio ginnasiale. Nel 1944 fu ammesso al Noviziato. Emise la Prima Professione il 12.9.1945 a Parma. “Buono, disinvolto, gaio. Ha lavorato con suffi- ciente buona volontà” (Presentazione del P. Maestro).

Naturalmente fu una formazione condizionata dalla cruda presenza della seconda guerra mondiale (’39-’45): “È stata una formazione solida, basata sulla fame e sul freddo”. Caratterizzata a livello esistenziale da un graduale controllo di una accentuata timi- dezza e dal consolidarsi di un vivo desiderio di farsi onore “onorando la Congregazione, la classe, Superiori ed educatori a me cari, le Missioni, amici...”(15.7.48).

Dopo la Prima Professione, frequentò il Liceo (Parma e Desio); fu Prefetto (Vicenza) e insegnante (Zelarino). Infine passò a Piacenza per gli studi teologici. Alla conclusione del secondo anno di teologia, decise di lasciare la via al presbiterato per percorrere quella del ‘fratello’. Si iscrisse a Medicina all’Università di Parma e nel 1959 si laureò in medicina e chirurgia.

Questa è la partecipazione preparata per l’evento: “Remo Bucari sx ringrazia quanti lo hanno aiutato negli studi, partecipa la gioia della sua laureain medicinae chirurgia a servizio delle missioni cattoliche" (19.11.1959).

Nel pieghevole risaltano due citazioni: “Quelli che s’innamoran di pratica sanza scienzia, son come ‘Il nocchiere ch’entra in navilio sanza timone o bussola, che mai ha la certezza ove si vada (Leonardo da Vinci)".“Nessuno possiede lo spirito di Cristo senza condividere le pene di tutti i suoi fratelli, dovunque essi abitino, di qualunque razza essi siano, nè senza desiderare ardentemente loro i benefici che sono ancora retaggio di alcuni paesi privilegiati” (Pio XII).

Completò gli studi universitari con il biennio di medicina interna e conseguendo qualche anno dopo la specializzazione in radiologia.

Dal 1961 al 2011 appartenne alla missione saveriana del Bangladesh. Lavorò per tutta la vita al Fatima Hospital di Jessore, una struttura avviata dai Saveriani come dispensario nel 1957 e divenuta, sotto la Direzione di Fr. Bucari (1966-2001), un ospedale di 70 posti letto, con divisione chirurgica e medica, più la maternità. “E questo tra impegni di ogni genere, come il servizio medico nei villaggi della zona, i lavori di costruzione, la scuola di infermiere, la pratica di chirurgia e medicina con dispensario per lebbrosi”.

Per questi molteplici servizi gli fu conferita l’onorificenza di Cavaliere al merito dellaRepubblica Italiana (27.12.1995).

Pur lavorando in missione non ignorò i dibattiti della Congregazione sui vari problemidella vita saveriana. Con “Mosquito” [73-79], “Lettere non edificanti” e con altri non pochi interventi espresse le sue critiche e le sue proposte riguardo al governo dell’Istituto, la missione e la formazione. Giustificando il suo umorismo e qualche esondazione nell’ironia: “Non è da disprezzare qualche ‘puntura’ che permetta di tenere le giuste proporzioni”.

“Come fratello medico in terra musulmana – dichiarò a Missionari Saveriani 15.3.78 - mi trovo ogni giorno nella occasione di salvare vite umane, di infondere coraggio e consigliare al bene questa gente, rinunciando a fare proseliti. Eppure so per certo che la mia testimonianza è efficace, e porta frutti, anche se non visibili nelle statistiche delle diocesi.

A volte — strano — orgoglioso di questa rinuncia dico a me stesso: ... noi restiamo qui, sotto il sole, nella terra dei Puri, terra arida, ad attendere. Ed in questa attesa non priva di speranza, è la nostra tacita felicità.

Certo che la vita non è facile qui. È inutile illuderci o illudere gli altri con ingenui ottimismi .... Solo una ricchezza interiore può renderci sereni, attivi e tenaci nel rompere la monotonia del lavoro quotidiano.

Eppure, quando vedo Padri e Fratelli intenti allo stesso lavoro, avversati dalle stesse difficoltà, con eguali possibilità di penetrazione, penso: Non si poteva scegliere una missione più bella”.

Riposi in pace.

Clicca qui per visualizzare la copertina del Profilo


English

Br. Remo Bucari

Avacelli di Arcevia (Ancona), 28 gennaio 1928
Parma, 2 gennaio 2014

Br. Remo Bucari died in hospital of a brain hemorrhage, on 2 January 2014, in Parma, where he had been receiving nursing care in the Mother House since 2011. Born in Avacelli di Arcevia (Ancona, Italy), on 28 January 1928, he was almost 86 years old.

Br. Bucari joined the Institute in 1939 at Poggio S. Marcello. He attended junior high school before moving to Grumone to continue his studies. In 1944 he was admitted to Novitiate and made his First Profession on 12 September 1945 in Parma. “He is a good lad, self-assured and cheerful. He has worked with a sufficient degree of good will” (Report of the Novice Master).

His formation was influenced by the crude reality of World War Two (1939-45): “It was a solid formation, based on hunger and cold”. He worked to gradually overcome his timidity, consolidate his desire to live honorably “by honoring the Congregation, my class, my beloved Superiors and formators, the Missions, my friends ...”(15.7.48).

After his First Profession, he continued his studies in Parma and Desio; he was Prefect at Vicenza and teacher at Zelarino. He then moved to Piacenza to study theology. At the end of the second year of theology, he decided to abandon the path to the priesthood to become a brother. He enrolled in Medicine at the University of Parma and he graduated in 1959.

Announcing his graduation, he wrote: “Remo Bucari sx thanks everyone who helped him in his studies and is pleased to inform you of his graduation as a physician at the service of the Catholic missions (19.11.1959).Two quotations stand out in the graduation leaflet: “Those who are passionate about practice without knowledge are like a helmsman of a boat without rudder or compass, who never knows where he is headed (Leonardo da Vinci)".“No one possesses the spirit of Christ without sharing the sufferings of others, wherever they might live, whatever their race, nor without deeply desiring that they, too, share in the benefits that are still the heritage of the privileged countries” (Pope Pius XII).

He completed his university studies with a two-year course in internal medicine; some years later, he also obtained a specialization in radiology.

From 1961 until 2011 he worked in the Xaverian mission of Bangladesh, where he spent his entire life at the Fatima Hospital, Jessore, a structure that was set up by the Xaverians as a dispensary in 1957, and which became, under the direction of Br. Bucari (1966-2001), a hospital with 70 beds, with surgical, medical and maternity wards. “In addition, we also provided medical attention to the people of the surrounding villages, we did construction work, had a school of nursing, and provided surgery and medicine and a dispensary for the lepers”.

In recognition of these many services, he was awarded the title of Cavaliere al merito della Repubblica Italiana (27.12.1995).

Although he was in the missions, he did not ignore the debate that was going on in theCongregation concerning the various problems of Xaverian life. In Mosquito [1973-79], Lettere non edificanti and many other interventions, he voiced his criticism and proposals regarding the government of the Institute, the mission and formation.

In an interview with Missionari Saveriani on 15 March 1978, he said. “As a brother who is a physician in Muslim lands, I find myself daily in a position to save human lives, give courage and exhort the people to do good, without trying to make proselytes. Yet I know for sure that my witness is effective and bears fruit, even though these are not visible in the diocesan statistics.

Without a doubt, life here is far from easy. It is useless to deceive ourselves or others with naïve optimism .... Only an inner richness can make us serene, active and tenacious in breaking the monotony of daily work.

And yet, when I see Fathers and Brothers intent on the same work, facing the same difficulties, I think: I could not have chosen a better mission”.

May he rest in peace.


DG
02 Enero 2014
2935 Vistas
Etiquetas

Enlaces y
Descargas

Esta es un área reservada a la Familia Javeriana.
Accede aquí con tu nombre de usuario y contraseña para ver y descargar los archivos reservados.
Documentos públicos Tamaño
1-14-Bucari-luttino
229.46 KB
Free
Descarga