P. Francesco Marini
Venagrande di Ascoli Piceno, 19 settembre 1940
Parma, 24 maggio 2016
Il 24 maggio 2016, a Parma in Casa Madre, alle 08,34 è morto, per displasia midollare, P. Francesco Marini. Era in cura dal luglio dello scorso anno. Aveva 75 anni compiuti, essendo nato a Venagrande di Ascoli Piceno il 19.9.1940.
P. Francesco, allievo del Seminario Vescovile di Ascoli Piceno fino alla quinta ginnasio, entrò all'Istituto a S. Pietro in Vincoli nel 1956 in Noviziato; emise la Prima Professione il 19.10.1957; frequentò il Liceo a Desio (57-60) e la Propedeutica a Parma (60-61). Fece l’anno di Prefettato a Zelarino (61-62). Per gli studi teologici fu destinato alla comunità del Collegio internazionale ‘Conforti’ a Roma. Studiò all’Angelicum (62-66);) e all’Accademia Alfonsiana (66-68); il 17.10.1965 fu ordinato. presbitero a Parma. Senza dubbio in sintonia con il clima del Vaticano II (62-65), la dissertazione presentata per il dottorato in Teologia con specializzazione in morale: «Un tentativo di rinnovamento: la filosofia morale delle “Neuf leçons sur les notions premières de la philosophie Morale” di Jacques Maritain».
Dal 1968 al 1976 insegnò teologia dogmatica a Parma nello studentato Filosofico-Teologico Saveriano.
Nel 1976 fu destinato all’Indonesia. Fu un amore a prima vista: «L'Indonesia è il paese della bellezza. Tutto è bello in Indonesia: la natura meravigliosa, la donna, i bambini, il carattere, l'arte, le maniere. In Indonesia poco appaiono gli umiliati, […] gli offesi della vita. Portare un poco di bellezza, di vita insomma, nella storia di questi offesi e in genere di ogni uomo è il sogno del vangelo e l'aspirazione di ogni missionario. Gesù è venuto perché abbiamo la vita e l'abbiamo in abbondanza!»
Fu vice parroco a Aek Kanopan e Aek Nabara; Superiore Regionale dall’81 all’83.
Nel 1983 fu eletto Consigliere Generale e nel 1989 Superiore Generale, mandato che fu riconfermato nel 1995. Nei diciotto anni di servizio dell’autorità fu sempre sostenuto dal convincimento che «la salvezza cristiana rende l’essere umano protagonista umile e libero nel ricevere l’amore del Padre, forte e responsabile nel servire il prossimo».
Dal 2003 al 2015 lavorò ancora in Indonesia, nella pastorale e nella formazione.
A conclusione, qualche testimonianza per il ritratto di P. Francesco: “Quello che io ho sempre ammirato in lui è stata la sua lucidità mentale e la sua capacità di analisi dei problemi e insieme la sua umanità calda e fraterna che diventava amicizia. Questa mescola di intelligenza e di umanità, fatta di umiltà e di disponibilità che lo rendeva amico di tutti, lo rendeva simpatico e lo avvicinava a tutti” (P. Gabriele Ferrari).
“Francesco con quel suo modo assolutamente originale e creativo di coniugare amore alla vita, profonda spiritualità ed ironico distacco - è sempre stato uno stimolo a guardare avanti, a non ripiegarsi su noi stessi, ad esercitare in ogni circostanza un sano spirito critico” (Marco e Anna Bertè).
“Ha conservato fino alla fine un’unica passione: il Vangelo, quel Vangelo sine glossa di cui parlava il Santo di Assisi e di cui ci parla oggi un altro Francesco arrivato sulla sede di Pietro. Il nostro Francesco diventava puntiglioso e severo nella difesa della purezza evangelica della Chiesa e di ciascuno di noi” (Francesco Grasselli).
“È stato un infaticabile ricercatore della verità. Leggeva moltissimo ed era aggiornatissimo sulle questioni di teologia, sulla Chiesa, ma anche sulla politica e tante altre realtà. Cercava sempre il meglio, anche a costo di rimanere insoddisfatto e inquieto” (P. Matteo Rebecchi).
“P. Francesco - è la sintesi di P. Luigi Menegazzo - fu missionario contento, tutto proteso a vivere bene il Vangelo. L’Indonesia lo aveva veramente conquistato: parlava bene la lingua, amava la gente, gustava il dialogo interreligioso, studiava la cultura, formava i nuovi missionari, parlava sempre e bene di quella terra. Sobrio, acuto nel pensiero, schietto, e tanto e tanto umano. È stato un confratello e un padre buono, come il Buon Pastore”.
Riposi in pace.
Leggi Il coraggio della verità. Alcuni amici raccontano P. Francesco Marini
Fr. Francesco Marini
Venagrande di Ascoli Piceno, 19 settembre 1940
Parma, 24 maggio 2016
Fr. Francesco Marini died of myeloid dysplasia, on 24 May 2016, in the Mother House, where he had been receiving medical treatment since July last year. Born in Venagrande di Ascoli Piceno (Italy), on 19 September 1940, he was 75 years old.
Fr. Francesco studied at the seminary of Ascoli Piceno until the fifth year of high school, before joining the Xaverians in S. Pietro in Vincoli in 1956 for the Novitiate; he made his First Profession on 19 October 1957; he completed Lyceum studies at Desio (1957-60), the Introductory year at Parma (1960-61) and served as Prefect at Zelarino (1961-62). He was sent to Rome for theology, where he resided at the Collegio Conforti and studied at the Angelicum (1962-66) and the Accademia Alfonsiana (1966-68). He was ordained priest on 17 October 1965 in Parma. For his doctorate in Theology (specialization in moral theology), he presented a dissertation that was in harmony with Vatican II (1962-65): «Un tentativo di rinnovamento: la filosofia morale delle “Neuf leçons sur les notions premières de la philosophie Morale” di Jacques Maritain».
He taught dogmatic theology to the Xaverian students in Parma from 1968 until 1976.
He was assigned to Indonesia in 1976 and it was love at first sight: «Indonesia is the country of beauty. Everything is beautiful in Indonesia: its nature, women, children, character, art, the courtesy of its people...In Indonesia, the people who have been humiliated and wounded by life are not very visible […]. It is the dream of the Gospel and the aspiration of every missionary to bring a little beauty and life to these wounded people and to people in general. Jesus came that we might have life and have it to the full!»
He was assistant priest at Aek Kanopan and Aek Nabara and served as Regional Superior from 1981 until 1983.
In 1983 he was elected to the General Council and, in 1989, he was elected Superior General, a mandate that was confirmed in 1995. During his eighteen years of service on the General Council, he was always inspired by the conviction that «Christian salvation makes the human being a humble and free protagonist in receiving the love of the Father, and strong and responsible in serving his neighbor».
From 2003 until 2015 he was back in Indonesia, where he worked in the pastoral ministry and formation.
Some personal tributes to Fr. Francesco: “I always admired his mental lucidity and ability to analyze problems, combined with a warm, fraternal and friendly humanity. This blend of intelligence and humanity, shaped by his humility and availability, made him a friend of all” (Fr. Gabriele Ferrari).
“Francesco had an absolutely original and creative way of combining love for life, a profound spirituality and ironical detachment; he always encouraged us to look ahead, avoid self-absorption and exercise a healthy critical spirit in every circumstance” (Marco e Anna Bertè).
“Until the very end his sole passion was the Gospel, the Gospel sine glossa that Francis of Assisi and Pope Francis speak about. Fr. Francesco was scrupulous and uncompromising in defending the purity of the Gospel, the Church and each person” (Francesco Grasselli).
“He was tireless in his search for the truth. He was an avid reader and kept up to date with theology, Church affairs, politics and many other matters. He always looked for the best, even at the cost of remaining dissatisfied and restless” (Fr. Matteo Rebecchi).
In the words of Fr. Luigi Menagazzo: “Fr. Francesco was a happy missionary, who always strived to live the Gospel well. Indonesia conquered him: he spoke the language well, he loved the people, he relished interreligious dialogue, he studied the culture, formed new missionaries and always spoke well of the country. He was a moderate man, an acute thinker, frank and and very, very human. He was a good confrere and a good father, just like the Good Shepherd”.
May he rest in peace.
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Père Francesco Marini
Venagrande di Ascoli Piceno, 19 settembre 1940
Parma, 24 maggio 2016
P. Francesco Marini est mort de la dysplasie myéloïde, le 24 mai 2016, à la Maison Mère, où il avait été reçu pour soin médical depuis Juillet dernier. Né à Venagrande di Ascoli Piceno (Italie), le 19 Septembre 1940, il était âgé de 75 ans.
P. Francesco a étudié au séminaire d’Ascoli Piceno jusqu'à la cinquième année de l'école secondaire, avant de rejoindre le Xavériens à S. Pietro à Vincoli en1956 pour le noviciat; il fut sa première profession le 19 Octobre 1957; il compléta des études de Lycée à Desio (1957-1960), l'année d'introduction à Parme (1960-1961) et a servi comme préfet à Zelarino (1961-1962). Il a été envoyé à Rome pour la théologie, où il résidait au Collegio Conforti et a étudié à l'Angelicum (1962-66) et l'Accademia Alfonsiana (1966-68). Il a été ordonné prêtre le 17 Octobre 1965 à Parme. Pour son doctorat en théologie (Spécialisation en théologie morale), il a présenté une thèse qui était en harmonie avec Vatican II (1962-1965): «Une tentative de Renouvellement: la philosophie morale dans les "Neuf Leçons sur les notions premières de la philosophie Moral" de Jacques Maritain ». Il a enseigné la théologie dogmatique aux étudiants Xavériens à Parme de 1968 à 1976.
Il a été affecté en Indonésie en 1976 et était tombé amoureux tout de suite : «L'Indonésie est le pays de la beauté. Tout est beau en Indonésie: la nature, les femmes, les enfants, le caractère, l'art, la courtoisie de ses habitants ... En Indonésie, les personnes qui ont été humiliées et blessées par la vie ne sont pas très visibles [...]. C’est le rêve de l'Evangile et l'aspiration de tous missionnaires d’apporter un peu de beauté et de vie à ces personnes blessées ainsi qu’à tout le monde. Jésus est venu pour que nous ayons la vie et que nous l’ayons en abondance! » Il a été vicaire à AekKanopan et AekNabara et a servi comme supérieur régional de 1981 à 1983.
En 1983, il a été élu au Conseil général et, en 1989, il a été élu Supérieur général, un mandat qui a été confirmé en 1995. Au cours de ses dix-huit années de service au Conseil général, il a toujours été inspiré par la conviction que «le salut chrétien rend l'être humain protagoniste humble et libre de recevoir l'amour du Père, fort et responsable au service de son voisin ». De 2003 à 2015 il était de retour en Indonésie, où il a travaillé dans la pastorale et la formation.
Quelques hommages personnels au Père Francesco: "J'ai toujours admiré sa lucidité mentale et sa capacité d'analyser les problèmes, combinées avec une humanité chaleureuse, fraternelle et amicale. Ce mélange de l'intelligence et l'humanité, façonné par son humilité et sa disponibilité, a fait de lui un ami de tous " (Fr. Gabriele Ferrari).
"Francesco avait une manière absolument originale et créative de combiner l'amour pour la vie, une spiritualité profonde et un détachement ironique; Il nous a toujours encouragés à regarder vers l'avenir, d'éviter l'auto-absorption et d'exercer un esprit critique sain en toutes circonstances » (Marco e Anna Bertè).
«Jusqu'à la fin, sa seule passion était l'Evangile, l'Evangile sans glossa dont François d'Assise et le Pape François en parlent. P. Francesco était scrupuleux et sans compromis dans la défense de la pureté de l'Evangile, de l'Eglise et de chaque personne » (Francesco Grasselli).
"Il était infatigable dans sa recherche de la vérité. Il était un lecteur fervent et se tenait au pas avec la théologie, les affaires de l'Église, la politique et beaucoup d'autres questions. Il cherchait toujours le meilleur, même au prix de rester insatisfait et inquiet "(P. Matteo Rebecchi).
Dans les mots du P. Luigi Menegazzo: "P. Francesco était un missionnaire heureux, qui s’est toujours efforcé de bien vivre l'Evangile. L'Indonésie lui avait conquis: il parlait bien la langue, il aimait les gens, il savourait le dialogue interreligieux, il a étudié la culture, formé de nouveaux missionnaires et parlait toujours bien du pays. Il était un homme modéré, un penseur aigu, franc et très humain. Il était un bon confrère et un bon père, tout comme le Bon berger".
Qu'il repose en paix.
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