Fr. Edoardo Palumbo
Monte Cicerale (Salerno) 10 luglio 1910
Vallo della Lucania, (Salerno) 24 dicembre 1999
Nella Clinica Cobellis di Vallo della Lucania, alle 05,50 del 24 Dicembre 1999, ha cessato di vivere Fr. Edoardo Palumbo. Dal settembre 1994, ridotto alla cecità e costretto a giorni alterni alla dialisi, viveva in famiglia perché la conoscenza degli spazi della casa gli consentiva una certa autonomia e i famigliari gli assicuravano una cordiale e affettuosa assistenza. Dal 1996 gli era stata riscontrata anche una arteriopatia pluridistrettuale alla gamba sinistra che gli causava fortissimi dolori. Poco prima di Natale era stato ricoverato perché era in atto una grave infezione che non riuscì a superare.
Aveva ottantanove anni compiuti, essendo nato a Monte Cicerale (Salerno) il 10.7.1910.
Fr. Edoardo entrò tra i Saveriani a Massa della Lucania nell’agosto del 1934, così presentato dal suo Parroco: “E’ inutile dirle che con la partenza del caro Edoardo resto privo del migliore fra i miei giovani, che colla parola, colla pietà, coll’esempio edificava quanti l’avvicinavano. Delegato degli Aspiranti di Azione Cattolica…” (Lettera s.d.).
Seguì il curriculum formativo dei Fratelli allora vigente: il Noviziato a S. Pietro in Vincoli (RA) concluso con la Prima Professione il 12.9.1936 e, dopo sei anni, la Professione Perpetua a Vallo della Lucania (SA) il 3.12.1942. Netto il motivo profondo della sua scelta, come appare dalla domanda di ammissione alla consacrazione definitiva: “Il mio stato umile e privo di consolazione umana non mi permette di avere in questa richiesta fini umani, ma vi assicuro che sono mosso da una sola volontà: cioè servire il Signore in questo stato di vita a cui la sua amorosa Provvidenza mi ha chiamato” (Lett. 3.9.42).
La vita Saveriana di Fr. Edoardo, tranne una breve parentesi a Parma (40-41), si svolse tutta a Vallo della Lucania (36-65), Salerno (65-94) e negli ultimi anni (94-99) in famiglia a Monte Cicerale e sempre, finché gli fu possibile, da Addetto alla casa, cioè “responsabile della porta e di tutti i lavori agricoli e di muratura… e altri lavoretti di casa, come quello di scopare i corridoi in pianterreno e le stanze degli ospiti” (Lett. 30.11.50).
Sorprendente la sua partecipazione, come risulta dalle lettere, ai dibattiti svoltisi in Congregazione sulla presenza Saveriana nel Sud d’Italia, sulla figura del Fratello e sulle novità venute con il Concilio Vaticano II.
Fr. Edoardo fu uno strenuo e tenace paladino di una presenza saveriana, qualificata e diffusa, nell’Italia Meridionale: sognava che i ragazzi potessero rimanere nel Meridione “con una propria Provincia o Regione, come hanno fatto i Missionari di Milano” (Lett. 4.4.68); un sogno impossibile perché già soffiavano venti di crisi per le scuole apostoliche, abbandonate nel giro di pochi anni per altre modalità di animazione vocazionale.
Riguardo alla figura del Fratello affermava: “il mio compito specifico è quello di dare la possibilità al sacerdote di essere libero per attendere senza altre preoccupazioni al sacro ministero… non è questo o quel lavoro che fa il servo, ma è lo spirito di chi fa e di chi riceve… nessuno considera la mamma… una serva solo perché fa i lavori di casa” (Lett. 22.12.67).
Il Concilio Vaticano II, così come veniva attuato nella vita religiosa, mise a dura prova la sua fede. Ricordando i quarant’anni di vita religiosa scriveva: “Mi conforta un solo pensiero: Gesù è stato il centro della mia mente e del mio cuore. Scelsi la vita religiosa perché in essa vedevo un mezzo più facile per amare il Signore. Per tanti anni è stato così. Oggi è ancora così?” (Lett. 12.9.76).
Il Signore accolga nella sua Casa questo discepolo fedele che ha servito la missione sempre come “Addetto alla casa”.
Br. Edoardo Palumbo
Monte Cicerale (Salerno) 10 luglio 1910
Vallo della Lucania (Salerno), 24 dicembre 1999
Brother Eduardo Palumbo died at 5:50am on Dec. 24 1999, in the Cobellis clinic of Vallo della Lucania. Besides his almost complete blindness, he had been receiving every other day dialysis, while living with his family. He was 89 years old, born at Monte Cicerale (Salerno) on July 10, 1910.
Brother Eduardo entered the Xaverians at Massa della Lucania in August 1934, introduced by his pastor in these words: "It is useless to say that with the departure of our dear Edoardo, I will miss the best of my youth group, who, with his words, devotion and example inspired many who approached him. He is a delegate of the Aspirants of Catholic Action..." He joined the studies of brothers at that time, with Novitiate at S. Pietro in Vincoli (RA), where he professed Religious Vows on Sept. 12 1936, and Perpetual Vows on Dec. 3 1942 at Vallo della Lucania (SA). Recognizing his humble life, Br. Palumbo was precise in writing about his missionary vocation, for he wanted to “serve the Lord in this state of life to which I have been called by the loving Providence.” (Letter of Sept. 3 1942)
Except for a couple of years in Parma (1940-41), most of Brother Eduardo’s Xaverian life was spent in Southern Italy, at Vallo della Lucania (1936-65), Salerno (1965-94) and finally with his family at Monte Cicerale until his death, "...with the responsibility of garden, welcoming people at the door, farming and construction works." (Letter of Nov. 30 1950)
Br. Palumbo contributed tremendously towards the understanding of the vocation of the brother following Vatican Council II, and his willingness to contribute to the joy and serenity of formation communities, especially with the children in formation. He was certainly a spokesperson for a qualified and extended presence of the Xaverians in Southern Italy, for he dreamed of "a Southern Italian Province of the Xaverians, like the PIME have done." (Letter of April 4 1968). That was written at a time when the first crises of apostolic schools were becoming apparent, so much that soon after missionary animation took a different course.
Regarding the ministry of a Brother, he concluded: "My specific duty is to allow the Priest confrere to be free to exercise his pastoral ministry... It is not this or that work which make us slaves, but the spirit of those who do the work, and those who receive its benefits... No one would consider the mother of the family as a slave, only because she does the works around the house!" (Letter of Dec. 22 1967)
As he reflected on Vatican Council II, and its influence on Religious Life on his 40 years of missionary life, Br. Palumbo wrote: "What brings me comfort is the thought that Jesus has ever been center of my mind and heart. I chose Consecrated Life for in it I saw the easiest means to love the Lord. For many years, it was that way. Could we say the same thing of today?" (Letter of Sept. 12 1976)
May the Lord welcome home this faithful servant who always served the mission as the “one responsible of the house.”
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