P. Narciso Passuello
Barbarano Vicentino (Vicenza), 23 novembre 1939
Parma, 14 giugno 2014
Il 14 giugno 2014, a Parma in Casa Madre, intorno alle ore 06,30, è morto per blocco cardiaco il P. Narciso Passuello. Aveva 74 anni compiuti, essendo nato a Barbarano Vicentino (Vicenza – Italia) il 23.11.1939.
Sulla scelta missionaria della sua vita P. Narciso ha lasciato questo scarno appunto: “Nel 1955 conobbi lo zio Saveriano [Fr. Giuseppe Zanini, missionario in Cina dal ’34 al ’53 e in Indonesia dal ’55 al ‘75], mio fratello Mario entrò nella Casa Apostolica di Vicenza e in me maturò la decisione di farmi missionario”(Note per la scheda anagrafica).
Nel settembre del ‘57 chiese di entrare nella comunità per le Vocazioni adulte di Nizza Monferrato. Gli fu risposto: “Siamo contenti che tu voglia imitare il tuo buon zio” (11.8.57). Dal ’57 al ’61 frequentò i Corsi scolastici previsti per le vocazioni adulte. Nel 1961 fu ammesso al Noviziato che fece a Nizza Monferrato e il 3.10.1962, a Parma, emise la Prima Professione. Frequentò quindi il Liceo a Desio (‘62-‘63) e a Tavernerio (‘63-‘65).
Nel ’65 passò a Parma per gli studi di Teologia, accompagnato da una presentazione più che positiva da parte dei suoi formatori di Liceo: “Coscienzioso, sempre molto impegnato, aperto e, nonostante le apparenze, dotato di una buona vena comica, che mette a profitto per tenere allegra tutta la compagnia. È valido in molti settori di attività .... In tutto gli si può dare fiducia, certi che egli saprà andare in fondo, senza far troppe tragedie. È indubbiamente uno tra gli elementi migliori e di più sicuro affidamento”.
Conferma la sua solida inquadratura spirituale anche la paginetta di appunti preparati per il colloquio con P. Generale durante la Visita canonica del 1968: “Posso dire di essere contento di vivere in questo Istituto; assicura il perfezionamento spirituale nell’incontro con Dio e la formazione alla vita apostolica. ... Vorrei più armonia e intesa per una gioiosa vita comunitaria, missionaria. Non mi piace il modo col quale viene richiesto il rinnovamento postconciliare. Sembra non si voglia ammettere i limiti negli altri e riconoscere la loro buona volontà” (’68).
In occasione dell’ordinazione presbiterale a Parma il 13.10.1968, espresse questi suoi desiderata per la prima destinazione: “Avrei molto piacere di andare quanto prima in Missione, per la lingua e per l’età. Ho sempre avuto una preferenza per l’Indonesia. Mi piace la gente calma, riflessiva, non problematica , semplice. Non sono un tipo di iniziative e di grandi progetti, ma mi piace collaborare in un lavoro ordinario. Nell’eventualità di dover lavorare nella formazione, mi trovo meglio con i ragazzi delle medie inferiori. Resta fermo che voglio vedere, nella scelta dei Superiori la volontà di Dio nei miei riguardi e ritenere come il meglio quanto essi propongono” (12.10.68).
Dopo l'ordinazione fu impegnato nella formazione e nel ministero a Vicenza, Salerno dove si manifestarono i primi sintomi della sindrome bipolare che lo accompagnò per tutta la vita.
“Ultimamente si sentiva stanco, anche se non lo voleva riconoscere - scriveva il cronista di Salerno per Missionari Saveriani, Novembre 1974 - Poi è stato obbligato a prendersi un periodo di riposo. Eravamo abituati a vederlo, P. Narciso, in mezzo a noi come colui che si prestava a fare qualsiasi lavoro, ad assumersi i più svariati compiti, ad aiutare i confratelli nelle loro necessità in qualsiasi momento. P. Narciso è rimasto a Salerno quattro anni ed è stato prima direttore spirituale degli apostolini, poi per un anno amministratore della casa e, ultimamente si è adoperato per la ripresa dei lavori...”
Seguirono 4 anni di cura a Parma (’76-’80). Dal 1980 appartenne alla comunità di Ancona. “Nell’attesa – come gli scrisse P. Generale (19.10.83) – che tu ti senta bene per affrontare un clima diverso da quello italiano, lo sforzo per apprendere la lingua e ambientarti in un mondo differente. Accettando, in attesa di questa certezza (o quasi certezza: è difficile essere ‘certi’ in questi campi!), noi stessi e la nostra storia, noi e i nostri problemi, vedendoli nella luce del Signore Crocifisso e Risorto che ha realizzato la sua missione proprio nel momento in cui sembrava non avere alcun valore, anzi sembrava perdere tutto”.
Riposi in pace.
Clicca qui per scaricare la copertina del profilo
Fr. Narciso Passuello
Barbarano Vicentino (Vicenza), 23 novembre 1939
Parma, 14 giugno 2014
Fr. Narciso Passuello died on 14 June 2014 in the Mother House, Parma. Born on 23 November 1939, in Barbarano Vicentino (Vicenza – Italy), he was 74 years old.
Fr. Narciso wrote the following words about his decision to become a missionary: “In 1955 I met my Xaverian uncle [Br. Giuseppe Zanini, who was a missionary in China from 1934 until 1953, and in Indonesia from 1955 until 1975]; my brother Mario joined the junior seminary in Vicenza and I also took the decision to become a missionary”.
In September 1957 he asked to join the community for adult vocations in Nizza Monferrato. He was told: “We are pleased that you wish to follow in the footsteps of your good uncle” (11.8.57).
From 1957 until 1961, he attended the academic courses for adult vocations. In 1961 he was admitted to Novitiate at Nizza Monferrato and he made his First Profession in Parma on 3 October 1962. He then continued his studies at Desio (1962-63) and Tavernerio (1963-65).
In 1965 he moved to Parma to study Theology, accompanied by a very positive report from his formators: “He is a conscientious young man, always very dedicated, open and, despite appearances, equipped with a very good sense of humor, which he uses to keep the whole group cheerful. He is skilled in many areas of activity …. He is trustworthy and, undoubtedly, one of the best members of the community”.
The notes he prepared for a conversation with the Superior General during a canonical visit in 1968 also confirm his solid spiritual character: “I can safely say that I am happy in this Institute; it guarantees the possibility of spiritual growth in the encounter with God and formation to the apostolic life. … I would like to see more harmony and understanding in a joyful community and missionary life” (1968).
On the occasion of his ordination to the priesthood in Parma, on 13 October 1968, he expressed these desires regarding his first assignment: “I would be very happy to go to the missions as soon as possible, given my age and the need to learn a language. I have always had a preference for Indonesia. I like people who are calm, reflective, simple and not problematic. I am not a man of initiative and grand projects, but I like to collaborate in an ordinary work. Should I be asked to work in formation, I find myself more at ease with students at the junior high school stage. Nevertheless, I wish to emphasize that I will see the will of God in whatever my Superiors decide for me” (12.10.68).
After his ordination he was assigned to formation and ministry in Vicenza and Salerno, where the first signs emerged of the bipolar disorder that was to accompany him for the rest of his life.
The correspondent of Missionari Saveriani for Salerno wrote in November 1974: “Recently he had been feeling tired, though he did not want to admit it. He was then obliged to take a period of rest. We were used to seeing Fr. Narciso among us as one who was willing to do any kind of work and help the confreres in their necessities at any time. Fr. Narciso remained at Salerno for four years and served as the spiritual director of the junior seminarians and, for one year, as treasurer of the house”.
These were followed by four years of treatment in Parma (1976-80). From 1980 onwards he belonged to the community of Ancona. The Superior General wrote to him on 19 October 1982. “We wait for you to get better and become able to cope with another climate, language study and life in another milieu; let us accept ourselves, our own history and our problems, looking at them in the light of the Crucified and Risen Lord, who accomplished his mission precisely when it seemed that all had been in vain; indeed, just when everything seemed to be lost”.
May he rest in peace.

