Non credo di essere il Saveriano più adatto per un commento alla Lettera Testamento del fondatore, ma visto che mi si chiede che impatto ha avuto nella mia vita missionaria, mi limito ad un paio di sottolineature.
‘’Sforzarci di attuare... le finalità sublimi che si propone l’Istituto’’
All’inizio della lettera il Fondatore esprime la sua gioia per l’ottenuta approvazione delle Costituzioni e ci fa un invito consequenziale a ‘’sforzarci di attuare... le finalità sublimi che si propone l’Istituto’’ e, nonostante la mentalità proselitistica del tempo, non esplicita queste finalità parlando di battesimi, ma di ‘’un crescente ardore alla dilatazione del Vangelo nelle terre infedeli...l’avveramento del vaticinio di Cristo auspicante la formazione di una sola famiglia cristiana che abbracci l’umanità’’. Un paio d’anni dopo la mia Ordinazione, la nostra missione in Pakistan divenne missione in Bangladesh. Allora fui testimone di qualche confratello che a un nostro reduce diceva: ‘’Ma cosa state a fare in quella missione? Venite via tutti, tanto quei musulmani non si faranno mai battezzare!’’ Pensai: “che importa a me se non si battezzano? (a questo penserà Dio come e quando vorrà). Intanto, se fra quella gente potrò dare anche solo una piccola testimonianza d’amore ispirata dal vangelo, forse intorno a me riuscirò a togliere qualche pregiudizio nei confronti dei cristiani e da questa simpatia anche lì può nascere un primo passo verso quella famiglia che abbracci tutta l’umanità”. Chiesi di aggiungermi ai saveriani in Bangladesh e di questo non mi sono mai pentito.

I voti: ‘’la trazione totale’’
Già in noviziato mi faceva impressione la sottolineatura di questa formula, per il Fondatore, irreversibile anche quando richiesto da Roma. Varie volte poi mi è capitato di assistere a discussioni fra confratelli: se era più importante sottolineare che siamo missionari o che siamo religiosi. Ma dalla Lettera mi è sempre sembrato che per Mons. Conforti una cosa è funzionale dell’altra, senza posizioni di primato. Nei tanti anni di Missione mi è sembrato che sia proprio così: il missionario coi voti è una macchina con qualche marcia in più, compresa ‘’la trazione totale’’ che rende facile il percorso anche nelle difficolta con strada scivolosa ghiacciata o strada scivolosa per fango e buche.
‘’Il nome di Dio è Misericordia’’
Su una cosa vorrei fare un piccolo appunto al Fondatore (che presunzione!), ma non è un’accusa perché Lui è figlio di un tempo con sensibilità diversa dall’odierna. Già in noviziato mi suonava molto severo e mi metteva paura ciò che il Fondatore dice di chi lascia la congregazione. Nella mia esperienza poi ho visto uscire qualche confratello...al quale avrei fatto le mie congratulazioni perché non sempre sa di tradimento, ma di decisione giusta e coraggiosa. Per es.: uno, da studente, era stato sempre incoraggiato da superiori e direttori spirituali perché molto buono ‘’non preoccuparti, queste piccole crisi passano col tempo’’. Anni dopo l’Ordinazione non ce la fece più: capiva di aver fatto uno sbaglio ad andare avanti, procedere ancora sarebbe stato un errore ancor più insostenibile (tanto più che la professione, pur preziosissima, non è un Sacramento come il Matrimonio). Un altro Confratello, quando chiese l’esclaustrazione, gli fu negata per anni. Gli consigliavano di sottoscrivere che per lui era stato uno sbaglio farsi ordinare. Ma lui diceva: ‘’Eh no! Ero convinto che era la decisione giusta; perche’ dovrei dire il rovescio? Oggi capisco che la decisione giusta è lasciare col permesso o (purtroppo) senza, e non proseguire in una congregazione in cui non mi ci trovo più’’. A volte sembra notare (raramente per fortuna) qualche confratello molto triste e infelice. Meglio un confratello uscito che un confratello infelice?! In ogni modo io, figlio di questo tempo, sento tanta compassione per questi casi. E se il Fondatore vivesse oggi, certamente sarebbe con Papa Francesco e, rubandogli la parola, forse (su questa faccenda) nella Lettera avrebbe scritto ‘’il nome di Dio è Misericordia’’.
Fine: le ultime righe della Lettera Testamento mi hanno sempre affascinato e, anche se non ci siamo mai visti, in quelle parole mi sento abbracciare forte forte, e il suo affetto mi commuove.
Bangladesh, 19.5.2020.
P. Gabriele Spiga s.x.
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