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MOZAMBICO: LA STRAGE NEL SILENZIO

9 Août 2024

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Attacchi feroci e poi la fuga. Va avanti così dal 2017 la situazione a Cabo Delgado, la provincia più settentrionale e più povera del Mozambico. Non è bastata la pressione congiunta dei soldati mozambicani e dei loro alleati rwandesi e della Sadc (Comunità di sviluppo dell’Africa meridionale). I miliziani jihadisti legati al sedicente Stato islamico continuano ad attaccare comunità, villaggi, città. Uccidono, distruggono, terrorizzano. Una strage che viene perpetrata nel silenzio della comunità e dei media internazionali.

Nato in Tanzania con il nome di al-Shabaab, il gruppo di fondamentalisti islamici che sta tenendo in pugno la provincia è andato crescendo. Il movimento ha assunto la denominazione di Ahlu Sunna Wal Jama’ah e ha aderito al sedicente Stato islamico. Progressivamente ha intensificato le attività, colpendo le forze armate mozambicane, formate di giovani di leva poco addestrati. 

I motivi della diffusione di questa milizia sono complessi. Si mescolano terrorismo islamico (Isis) e povertà; appropriazione illecita di risorse naturali e minerali e corruzione di alcune figure di potere che cercano un rapido arricchimento attraverso il traffico di droga; tratta di esseri umani e altre attività illecite. Ahlu Sunna Wal Jama’ah sta lavorando anche sul piano ideologico. Per raccogliere consensi, si presenta alla popolazione come una formazione legata al territorio. Fa leva sul malcontento dei contadini che si sentono abbandonati ed emarginati dal potere centrale.


English

MOZAMBIQUE: A SILENT MASSACRE

They fiercely attack and then flight. This has been going on since 2017 in Cabo Delgado, Mozambique’s northernmost and poorest province. Joint pressure from Mozambican soldiers and their Rwandan and Sadc (Southern African Development Community) allies has not been enough: Jihadist militiamen linked to the self-styled Islamic State keep on attacking communities, villages, and towns. They kill, destroy, terrorize. It is a carnage perpetrated while the international community and media remain silent.

Born in Tanzania under the name al-Shabaab, the Islamic fundamentalist group that is holding the province in its grip keeps growing. The movement has taken the name Ahlu Sunna Wal Jama’ah and joined the self-styled Islamic State. It has progressively intensified its activities, targeting the Mozambican armed forces, which are made up of poorly trained conscripts.

The reasons behind the spread of this militia are complex. They are a mix of: Islamic terrorism (Isis) and poverty; illicit appropriation of natural and mineral resources and corruption of certain power figures who seek rapid enrichment through drug trafficking; human trafficking and other illicit activities. Ahlu Sunna Wal Jama’ah operates also on the ideological level. In order to garner support, it presents itself to the population as an organisation linked to the territory. It leverages the discontent of peasants who feel abandoned and marginalized by the central power.