Fr. Domenico Cafaro
Massa di Vallo della Lucania (Salerno) 1 aprile 1928
Parma, 27 febbraio 2002
Il 27.2.2002, alle ore 17,45, è morto a Parma Fr. Domenico Cafaro. Il Fratello, affetto da asma bronchiale cronica, era ricoverato dal 14.01.02 alla Casa di Cura delle Piccole Figlie per i consueti controlli annuali. Il ricovero si era prolungato per l’ennesimo episodio acuto della malattia polmonare: questo, fortunatamente, si risolveva con le cure apprestate.
La situazione è precipitata il sabato 23.2.02 per l’insorgenza di una complicanza addominale causata dalla perforazione di un diverticolo. L’unica soluzione possibile, l’intervento chirurgico, era purtroppo impraticabile perché l’insufficienza polmonare ormai aveva compromesso la funzione cardiaca. Il Fratello è entrato progressivamente in uno stato di coma fino alla morte avvenuta mentre veniva riportato in Casa Madre.
Era prossimo ai 74 anni essendo nato a Massa di Vallo della Lucania (SA) il 1.4.1928.
Fr. Domenico, quarto di sei fratelli, orfani dal 1934, finite le elementari, capitò all’Istituto Saveriano, aiutante di Fr. Palumbo per i lavori nell’orto dell’Istituto. Nel 1945 chiese di rimanere con i Saveriani e fu accolto come probando. Dopo due anni e mezzo, nei quali frequentò un corso di meccanico d’auto, passò a S. Pietro in Vincoli (RA) per l’anno di Noviziato: “allegro e faceto, docile ed ubbidiente – così il P. Maestro nella presentazione per la Prima Professione (agosto 1949) - A colloquio ha poco da dire, ma appare sempre sereno. Ottimo elemento per buon senso pratico, amore, attitudine e diligenza nei vari lavori: contadino, falegname, meccanico”.
Dopo la Prima Professione (12.9.1949) continuò l’iter formativo dei Fratelli a Parma: tre anni di corsi organizzati per i Fratelli e contemporaneamente macchinista tipografo nella tipografia della Casa Madre, la STIME (Società Tipografica Istituto Missioni Estere).
Dal 1952 al 1962 fu autista e aiuto economo: autista della DG e in particolare del Superiore Generale P. Castelli, ma soprattutto conducente del glorioso 501 e poi del 615 FIAT sulle strade delle province di Parma, Piacenza e Pavia, nella cerca del frumento, del riso e della conserva di pomodoro per i missionari. Con l’umorismo che gli era abituale scriveva il 12.2.82: “… facevo volentieri anche il “cercone” anche se era umiliante. Del resto non avrei potuto avere tante pretese, dato i miei pochi studi e neppure regolari…”(12.2.82).
Dal 1962 al 1989 lavorò in Indonesia. Appresa, con risultati più che accettabili, la lingua, fu l’autista del vescovo Mons. Bergamin. Di fatto era un uomo tuttofare, tappabuchi – come si definiva lui - per gli immancabili problemi meccanici, elettrici, idraulici: in particolare a Fr. Domenico va il merito di aver organizzato il collegamento regolare tra le isole Mentawai e Padang: con la S. Maria assicurava la consegna della posta, i rifornimenti indispensabili e gli spostamenti delle persone, specialmente di catechisti e missionari.
Nel 1977, il 4 marzo, il drammatico incidente del piede tranciato che segnò l’inizio del calvario di Fr. Domenico. Dopo vari interventi, in Italia, per l’applicazione di una protesi ortopedica, ritornò in Indonesia come addetto all’assistenza tecnica all’ospedale Yos Sudarso di Padang (78-89). Nell’aprile del 1989 rientrò definitivamente in Italia. “Si ritirò a Parma nel sottosuolo della casa della Delegazione a rifare, preparare e spedire casse e materiale in missione. Servizio ai confratelli, sacrificio gradito al Signore” (P. Bertazza, Omelia funebre). Infine la comparsa della terribile asma che gli consentì il semplice servizio del telefono e della posta.
Gli ultimi anni di Fr. Domenico sono stati davvero un viaggio nel dolore, “continuazione e completamento [dei tanti altri viaggi della sua vita]… forse il più fruttuoso, per i confratelli e per le isole Mentawai, di tutti i viaggi precedenti” (I confratelli della DG, 11.3.777).
Riposi in pace.
Br. Domenico Cafaro
Massa di Vallo della Lucania (Salerno) 1 aprile 1928
Parma, 27 febbraio 2002
Br. Domenico Cafaro died in Parma on Feb. 27 2002, at 5.45 pm. Suffering from chronic bronchial asthma, he was admitted in the clinic "Casa di Cura delle Piccole Figlie"on Jan. 14 for his customary annual check-up. His stay was longer than expected because of an acute attack of his illness, which eventually responded to treatment. His health took a sudden turn for the worse on Saturday March 23, the consequence of abdominal complications arising from the rupture of a diverticulum. The only possible solution, surgery, was not possible because his pulmonary insufficiency had severely weakened his heart. He slowly sank into coma and died while he was being taken back to the Mother House.
He was born on April 1, 1928, in Massa di Vallo della Lucania (Salemo), and would have celebrated his 74th birthday this year.
The fourth of six children, orphaned in 1934, Br. Domenico got to know the Xaverians through Br. Palumbo whom he helped in his work in the garden. Upon his request, he was accepted on probation in 1945. After two and a half years, during which he trained as a car mechanic, he went to S. Pietro in Vincoli (Ravenna) for Novitiate: "cheerful and jesting, docile and obedient - was how the Novice Master described him in the presentation to First Profession (August 1949) - He is a man of few words but he always seems to be serene. He has an excellent practical sense, loving, diligent in the various works entrusted to him: farm hand, carpenter, mechanic".
After his First Profession (Sept. 12 1949), he continued the Brothers' formation program in Parma: three years of studies for brothers while doing the press operator of the typography of the Mother House, the STIME (Typography Society of the Institute of Foreign Missions).
In the period 1952-62, he worked as assistant administrator and chauffeur to the General Direction and, in particular, to the Superior General, Fr. Castelli. Driving the Fiat 500 and 615 in the provinces of Parma, Piacenza and Pavia, he collected wheat, rise and tomato sauce for the missionaries. With his usual humor, he wrote: "... I willingly became even a beggar, even though it was a humbling experience. After all, I could not pretend much, considering my few and irregular studies.." (Feb. 12, 1982).
From 1962 until 1989, he worked in Indonesia. He learned the language quite well and was chauffeur to Bishop Bergamin. He was an all-round worker, displaying his skills in solving mechanical and plumbing problems. His particular merit was in organizing the regular connection between the Mentawai islands and Padang, postal delivery and the passenger transport, especially of the catechists and missionaries.
On March 4 1977, the loss of a foot in an accident marked the beginning of his personal ordeal. After various operations in Italy, for the application of an artificial foot, he returned to Indonesia as a technical assistant in the Yos Sudarso hospital, Padang (1978-89). In April 1989, he returned to Italy for good. "He retired to Parma, working in the basement of the Delegation House, sending supplies to the missions. He served his brothers, an offering acceptable to the Lord" (Fr. Bertazza, Homily at the funeral Mass). The severe form of asthma reduced his service to answering the telephone and looking after the mail.
His final years were ones of suffering, "the continuation and completion (of his many journeys) ... perhaps the most fruitful, for the confreres and the Mentawai islands, of all his previous journeys" (Confreres of the General Direction, March 11 1997).
May he rest in Peace.
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