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Il Volto Umano del Saveriano: Un Viaggio nei Quattro Continenti

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CASA MADRE — Il secondo giorno del convegno sul "volto umano" del saveriano ha offerto uno sguardo ai tratti caratteristici dell’umanità del saveriano, insieme con le sfide e i possibili miglioramenti che si possono apportare nelle realtà in cui opera la famiglia saveriana. 

La giornata si è aperta con un momento di preghiera presieduto dal superiore generale, p. Fernando Garcìa. Successivamente, è stato proiettato un video dedicato all'enciclica "Magnifica Humanitas" di Papa Leone XIV, incentrato sul tema fondamentale della dignità umana.

Il convegno è poi proseguito con un vero e proprio "giro del mondo", strutturato attraverso la metodologia del "vedere, giudicare e agire", per delineare i tratti distintivi, le fragilità e le speranze del volto umano del missionario nei vari continenti.

Riportiamo qui una sintesi di quanto emerso nei vari continenti in cui si opera come Missionari Saveriani.

L'Africa: Interculturalità e Testimonianza

Il contributo del continente africano è stato introdotto da Fabien Kalehezo Chiribuka e presentato online da p. Cassien. 

In terra d'Africa, il volto del saveriano è caratterizzato dall'interculturalità, dallo spirito di famiglia e da una forte apertura ai laici. 

La testimonianza di chi è rimasto accanto alla popolazione anche nei momenti più duri, sfociata talvolta nel martirio, costituisce una traccia indelebile nella società locale.

Al tempo stesso, la comunità è chiamata a un esame di coscienza: vi è la necessità di rifuggire dal nazionalismo, dall'individualismo e dal paternalismo, abbracciando invece con maggiore forza la sinodalità. 

Figure storiche come p. Modesto Todeschi, che per 50 anni in Burundi ha condiviso umilmente la vita con i pigmei, p. Giovanni Montesi con la sua grande capacità di ascolto in Congo e Camerun, e Mons. Augusto Azzolini, costruttore di scuole nel contesto islamico della Sierra Leone, restano modelli luminosi di un'umanità autentica.

Le Americhe: Costruttori di Ponti in Società Polarizzate

Introdotto da p. Felipe Lopez, il quadro delle Americhe ha mostrato l'impegno dei saveriani in contesti segnati da disuguaglianze e spaccature profonde. 

P. Yeremias Yanuarius ha descritto la tensione in Colombia, stretta tra narcotraffico e una dura campagna elettorale polarizzata. In Brasile, come evidenziato da p. Ivanildo De Sousa, la politica ha diviso persino le famiglie, rendendo difficile il dialogo.

La situazione non è meno complessa in Messico, dove p. Roberto Vega ha denunciato un'insicurezza sociale diffusa e la collusione tra governo e narcotrafficanti, spesso nascosta da eventi mediatici. 

Negli Stati Uniti, p. Carl Chudy ha descritto una società afflitta dal "cancro" della polarizzazione, dall'aumento dell'islamofobia e dell'antisemitismo. In mezzo a queste divisioni, il saveriano si pone come un guaritore di ferite, promuovendo il dialogo interreligioso e cercando di unire, ad esempio, ebrei e palestinesi americani nel contesto del genocidio in corso.

L'Asia: La Diversità come Ricchezza e l'Ascolto

P. Renato Filippini ha guidato l'assemblea nell'esplorazione del volto saveriano in Asia. Qui, la diversità di profili e caratteri rappresenta una grande ricchezza, unita da un saldo spirito di famiglia. 

L'umanità del missionario si esprime nella semplicità, nella vicinanza reale ai più poveri, nelle visite alle famiglie e nella condivisione dei pasti. Di grande impatto è la scelta di rimanere sul posto "ad vitam", offrendo una testimonianza preziosa fino all'età avanzata.

Non mancano però le sfide, come il rischio di un individualismo strisciante e dell'isolamento digitale. Viene ribadita l'importanza della Docibilitas, lo spirito di apprendimento, per cui la missione diventa non un compito ma una vera e propria "scuola di umanità". Bisogna curare i legami interni e superare indifferenza, pettegolezzo e pretesa di autosufficienza.

L'Europa: Rimettere la Persona al Centro

L'analisi del contesto europeo, curata da p. Eugenio Montesi, p. Adriano Cunhalima, p. Ferdinandus Supandri e p. Francois Saleh Moll, ha rivelato un volto in chiaroscuro. Tra gli aspetti positivi spiccano l'assenza di clericalismo, la disponibilità al dialogo con culture e religioni, la valorizzazione dei laici e un senso dell'umorismo che sa mettere a proprio agio gli altri.

Criticamente, però, si percepisce spesso una comunità che ha "perso di umanità", caratterizzata da freddezza tra confratelli e dalla tendenza a privilegiare le appartenenze nazionali rispetto all'identità saveriana. 

Il divario tra gli ideali trasmessi e la vita concreta richiede uno sforzo autentico: l'invito è quello di rimettere al centro la persona e non le strutture o i budget, vivendo la missione in modo più umile, imparando dalla propria fragilità. 

Sintesi: Il Volto Umano in Ogni Continente

  • Africa: Un volto radicato nello spirito di famiglia e nell'interculturalità, che si china sui bisognosi e chiede di estirpare nazionalismo e paternalismo in favore di una maggiore sinodalità.
  • Americhe: Un volto coraggioso e aperto all'incontro, impegnato a costruire ponti e guarire ferite in società gravemente frammentate dalla politica, dalla violenza e dalla polarizzazione.
  • Asia: Un volto accogliente e incarnato, che fa della diversità una ricchezza, testimoniando il Vangelo attraverso la condivisione della quotidianità e la vicinanza agli ultimi.
  • Europa: Un volto umile e vicino alla gente, chiamato oggi a rinnovare le proprie dinamiche interne per sconfiggere freddezza e individualismo, rimettendo la persona umana al centro di ogni azione.

The Human Face of the Xaverian: A Journey Across Four Continents

MOTHER HOUSE — The second day of the conference on the "human face" of the Xaverian offered a look at the characteristic traits of the Xaverian's humanity, along with the challenges and possible improvements that can be made in the realities where the Xaverian family operates.

The day opened with a moment of prayer presided over by the superior general, Fr. Fernando Garcìa. Subsequently, a video dedicated to the encyclical "Magnifica Humanitas" of Pope Leo XIV was screened, focusing on the fundamental theme of human dignity.

The conference then continued with a real "tour of the world", structured through the methodology of "see, judge and act", to outline the distinctive traits, frailties, and hopes of the missionary's human face across the various continents.

Here we report a summary of what emerged in the various continents where the Xaverian Missionaries operate.

Africa: Interculturality and Witness

The contribution of the African continent was introduced by Fabien Kalehezo Chiribuka and presented online by Fr. Cassien.

In the land of Africa, the face of the Xaverian is characterized by interculturality, a family spirit, and a strong openness to the laity.

The witness of those who remained alongside the population even in the hardest moments, sometimes culminating in martyrdom, constitutes an indelible mark on the local society.

At the same time, the community is called to an examination of conscience: there is a need to shun nationalism, individualism, and paternalism, embracing synodality with greater strength instead.

Historical figures like Fr. Modesto Todeschi, who for 50 years in Burundi humbly shared life with the pygmies, Fr. Giovanni Montesi with his great capacity for listening in Congo and Cameroon, and Msgr. Augusto Azzolini, a builder of schools in the Islamic context of Sierra Leone, remain luminous models of authentic humanity.

The Americas: Bridge Builders in Polarized Societies

Introduced by Fr. Felipe Lopez, the picture of the Americas showed the commitment of the Xaverians in contexts marked by deep inequalities and divides.

Fr. Yeremias Yanuarius described the tension in Colombia, squeezed between drug trafficking and a harsh, polarized electoral campaign. In Brazil, as highlighted by Fr. Ivanildo De Sousa, politics has divided even families, making dialogue difficult.

The situation is no less complex in Mexico, where Fr. Roberto Vega denounced widespread social insecurity and collusion between the government and drug traffickers, often hidden by media events.

In the United States, Fr. Carl Chudy described a society afflicted by the "cancer" of polarization, the rise of Islamophobia, and anti-Semitism. In the midst of these divisions, the Xaverian acts as a healer of wounds, promoting interreligious dialogue and seeking to unite, for example, Jewish and Palestinian Americans in the context of the ongoing genocide.

Asia: Diversity as a Wealth and Listening

Fr. Renato Filippini guided the assembly in exploring the Xaverian face in Asia. Here, the diversity of profiles and characters represents a great wealth, united by a firm family spirit.

The humanity of the missionary is expressed in simplicity, in real closeness to the poorest, in visiting families and sharing meals. Of great impact is the choice to remain in the field "ad vitam" (for life), offering precious witness into advanced age.

Challenges are not lacking, however, such as the risk of creeping individualism and digital isolation. The importance of Docibilitas, the spirit of learning, is reaffirmed, through which the mission becomes not a task but a true "school of humanity." Internal bonds must be nurtured, and indifference, gossip, and the pretense of self-sufficiency must be overcome.

Europe: Putting the Person Back at the Center

The analysis of the European context, curated by Fr. Eugenio Montesi, Fr. Adriano Cunhalima, Fr. Ferdinandus Supandri and Fr. Francois Saleh Moll, revealed a face of light and shadow. Among the positive aspects, the absence of clericalism, the willingness to dialogue with cultures and religions, the valorization of the laity, and a sense of humor that knows how to put others at ease stand out.

Critically, however, a community that has "lost its humanity" is often perceived, characterized by coldness among confreres and a tendency to privilege national affiliations over the Xaverian identity.

The gap between transmitted ideals and concrete life requires an authentic effort: the invitation is to put the person, not structures or budgets, back at the center, living the mission in a more humble way, learning from one's own fragility.

Summary: The Human Face in Every Continent

Africa: A face rooted in family spirit and interculturality, leaning towards the needy and asking to eradicate nationalism and paternalism in favor of greater synodality.

Americas: A courageous face open to encounter, committed to building bridges and healing wounds in societies severely fragmented by politics, violence, and polarization.

Asia: A welcoming and incarnate face, which makes diversity a wealth, witnessing the Gospel through sharing daily life and closeness to the least.

Europe: A humble face close to the people, called today to renew its internal dynamics to defeat coldness and individualism, putting the human person back at the center of every action.

El Rostro Humano del Javeriano: Un Viaje por los Cuatro Continentes

CASA MADRE — El segundo día del congreso sobre el "rostro humano" del javeriano ofreció una mirada a los rasgos característicos de la humanidad del javeriano, junto con los desafíos y las posibles mejoras que se pueden aportar en las realidades en las que opera la familia javeriana.

La jornada se abrió con un momento de oración presidido por el superior general, el P. Fernando García. Posteriormente, se proyectó un video dedicado a la encíclica "Magnifica Humanitas" del Papa León XIV, centrado en el tema fundamental de la dignidad humana.

El congreso continuó luego con una verdadera "vuelta al mundo", estructurada a través de la metodología de "ver, juzgar y actuar", para delinear los rasgos distintivos, las fragilidades y las esperanzas del rostro humano del misionero en los distintos continentes.

Presentamos aquí una síntesis de lo que surgió en los diversos continentes donde operan los Misioneros Javerianos.

África: Interculturalidad y Testimonio

La contribución del continente africano fue introducida por Fabien Kalehezo Chiribuka y presentada en línea por el P. Cassien.

En tierras africanas, el rostro del javeriano se caracteriza por la interculturalidad, el espíritu de familia y una fuerte apertura a los laicos.

El testimonio de quienes han permanecido junto a la población incluso en los momentos más duros, que a veces ha culminado en el martirio, constituye una huella indeleble en la sociedad local.

Al mismo tiempo, la comunidad está llamada a un examen de conciencia: existe la necesidad de huir del nacionalismo, el individualismo y el paternalismo, abrazando en cambio la sinodalidad con mayor fuerza.

Figuras históricas como el P. Modesto Todeschi, que durante 50 años en Burundi compartió humildemente la vida con los pigmeos, el P. Giovanni Montesi con su gran capacidad de escucha en el Congo y Camerún, y Mons. Augusto Azzolini, constructor de escuelas en el contexto islámico de Sierra Leona, siguen siendo modelos luminosos de una humanidad auténtica.

Las Américas: Constructores de Puentes en Sociedades Polarizadas

Introducido por el P. Felipe Lopez, el panorama de las Américas mostró el compromiso de los javerianos en contextos marcados por profundas desigualdades y divisiones.

El P. Yeremias Yanuarius describió la tensión en Colombia, atrapada entre el narcotráfico y una dura campaña electoral polarizada. En Brasil, como destacó el P. Ivanildo De Sousa, la política ha dividido incluso a las familias, dificultando el diálogo.

La situación no es menos compleja en México, donde el P. Roberto Vega denunció una inseguridad social generalizada y la colusión entre el gobierno y los narcotraficantes, a menudo oculta por eventos mediáticos.

En los Estados Unidos, el P. Carl Chudy describió una sociedad afligida por el "cáncer" de la polarización, el aumento de la islamofobia y el antisemitismo. En medio de estas divisiones, el javeriano se erige como un sanador de heridas, promoviendo el diálogo interreligioso y buscando unir, por ejemplo, a judíos y palestinos estadounidenses en el contexto del genocidio en curso.

Asia: La Diversidad como Riqueza y la Escucha

El P. Renato Filippini guió a la asamblea en la exploración del rostro javeriano en Asia. Aquí, la diversidad de perfiles y caracteres representa una gran riqueza, unida por un firme espíritu de familia.

La humanidad del misionero se expresa en la sencillez, en la cercanía real a los más pobres, en las visitas a las familias y en la posibilidad de compartir las comidas. De gran impacto es la opción de permanecer en el lugar "ad vitam", ofreciendo un precioso testimonio hasta una edad avanzada.

Sin embargo, no faltan los desafíos, como el riesgo de un individualismo latente y del aislamiento digital. Se reafirma la importancia de la Docibilitas, el espíritu de aprendizaje, por el cual la misión se convierte no en una tarea, sino en una verdadera "escuela de humanidad". Es necesario cuidar los vínculos internos y superar la indiferencia, los chismes y la pretensión de autosuficiencia.

Europa: Volver a Poner a la Persona en el Centro

El análisis del contexto europeo, a cargo del P. Eugenio Montesi, el P. Adriano Cunhalima, el P. Ferdinandus Supandri y el P. Francois Saleh Moll, reveló un rostro de luces y sombras. Entre los aspectos positivos destacan la ausencia de clericalismo, la disposición al diálogo con las culturas y religiones, la valorización de los laicos y un sentido del humor que sabe hacer sentir cómodos a los demás.

Críticamente, sin embargo, a menudo se percibe una comunidad que ha "perdido humanidad", caracterizada por la frialdad entre los cohermanos y la tendencia a privilegiar las afiliaciones nacionales sobre la identidad javeriana.

La brecha entre los ideales transmitidos y la vida concreta requiere un esfuerzo auténtico: la invitación es a volver a poner en el centro a la persona y no las estructuras o los presupuestos, viviendo la misión de manera más humilde, aprendiendo de la propia fragilidad.

Síntesis: El Rostro Humano en Cada Continente

África: Un rostro arraigado en el espíritu de familia y en la interculturalidad, que se inclina hacia los necesitados y pide erradicar el nacionalismo y el paternalismo en favor de una mayor sinodalidad.

Américas: Un rostro valiente y abierto al encuentro, comprometido en construir puentes y sanar heridas en sociedades gravemente fragmentadas por la política, la violencia y la polarización.

Asia: Un rostro acogedor y encarnado, que hace de la diversidad una riqueza, testimoniando el Evangelio a través de compartir la cotidianidad y la cercanía a los últimos.

Europa: Un rostro humilde y cercano a la gente, llamado hoy a renovar sus dinámicas internas para derrotar la frialdad y el individualismo, volviendo a poner a la persona humana en el centro de cada acción.

Le Visage Humain du Xavérien : Un Voyage à Travers Quatre Continents

MAISON MÈRE — Le deuxième jour du congrès sur le « visage humain » du xavérien a offert un regard sur les traits caractéristiques de l'humanité du xavérien, ainsi que sur les défis et les améliorations possibles qui peuvent être apportées dans les réalités où opère la famille xavérienne.

La journée s'est ouverte par un moment de prière présidé par le supérieur général, le P. Fernando Garcìa. Ensuite, une vidéo consacrée à l'encyclique « Magnifica Humanitas » du pape Léon XIV a été projetée, centrée sur le thème fondamental de la dignité humaine.

Le congrès s'est ensuite poursuivi par un véritable « tour du monde », structuré à travers la méthodologie du « voir, juger et agir », pour esquisser les traits distinctifs, les fragilités et les espérances du visage humain du missionnaire sur les différents continents.

Nous rapportons ici une synthèse de ce qui a émergé dans les différents continents où opèrent les Missionnaires Xavériens.

L'Afrique : Interculturalité et Témoignage

La contribution du continent africain a été introduite par Fabien Kalehezo Chiribuka et présentée en ligne par le P. Cassien.

En terre d'Afrique, le visage du xavérien se caractérise par l'interculturalité, l'esprit de famille et une forte ouverture aux laïcs.

Le témoignage de ceux qui sont restés aux côtés de la population même dans les moments les plus durs, aboutissant parfois au martyre, constitue une trace indélébile dans la société locale.

Dans le même temps, la communauté est appelée à un examen de conscience : il est nécessaire de fuir le nationalisme, l'individualisme et le paternalisme, en embrassant plutôt avec plus de force la synodalité.

Des figures historiques comme le P. Modesto Todeschi, qui pendant 50 ans au Burundi a humblement partagé la vie avec les pygmées, le P. Giovanni Montesi avec sa grande capacité d'écoute au Congo et au Cameroun, et Mgr Augusto Azzolini, bâtisseur d'écoles dans le contexte islamique de la Sierra Leone, restent des modèles lumineux d'une humanité authentique.

Les Amériques : Bâtisseurs de Ponts dans des Sociétés Polarisées

Introduit par le P. Felipe Lopez, le tableau des Amériques a montré l'engagement des xavériens dans des contextes marqués par de profondes inégalités et fractures.

Le P. Yeremias Yanuarius a décrit la tension en Colombie, coincée entre le trafic de drogue et une dure campagne électorale polarisée. Au Brésil, comme l'a souligné le P. Ivanildo De Sousa, la politique a divisé même les familles, rendant le dialogue difficile.

La situation n'est pas moins complexe au Mexique, où le P. Roberto Vega a dénoncé une insécurité sociale généralisée et la collusion entre le gouvernement et les trafiquants de drogue, souvent cachée par des événements médiatiques.

Aux États-Unis, le P. Carl Chudy a décrit une société affligée par le « cancer » de la polarisation, la montée de l'islamophobie et de l'antisémitisme. Au milieu de ces divisions, le xavérien se pose en guérisseur de blessures, promouvant le dialogue interreligieux et cherchant à unir, par exemple, les juifs et les palestiniens américains dans le contexte du génocide en cours.

L'Asie : La Diversité comme Richesse et l'Écoute

Le P. Renato Filippini a guidé l'assemblée dans l'exploration du visage xavérien en Asie. Ici, la diversité des profils et des caractères représente une grande richesse, unie par un solide esprit de famille.

L'humanité du missionnaire s'exprime dans la simplicité, dans la proximité réelle avec les plus pauvres, dans les visites aux familles et dans le partage des repas. D'un grand impact est le choix de rester sur place « ad vitam », offrant un témoignage précieux jusqu'à un âge avancé.

Les défis ne manquent cependant pas, comme le risque d'un individualisme rampant et de l'isolement numérique. L'importance de la Docibilitas, l'esprit d'apprentissage, est réaffirmée, par laquelle la mission devient non pas une tâche mais une véritable « école d'humanité ». Il faut soigner les liens internes et surmonter l'indifférence, les commérages et la prétention à l'autosuffisance.

L'Europe : Remettre la Personne au Centre

L'analyse du contexte européen, dirigée par le P. Eugenio Montesi, le P. Adriano Cunhalima, le P. Ferdinandus Supandri et le P. Francois Saleh Moll, a révélé un visage en clair-obscur. Parmi les aspects positifs, on retiendra l'absence de cléricalisme, la disponibilité au dialogue avec les cultures et les religions, la valorisation des laïcs et un sens de l'humour qui sait mettre les autres à l'aise.

De manière critique, cependant, on perçoit souvent une communauté qui a « perdu en humanité », caractérisée par une froideur entre confrères et par la tendance à privilégier les appartenances nationales par rapport à l'identité xavérienne.

L'écart entre les idéaux transmis et la vie concrète exige un effort authentique : l'invitation est de remettre au centre la personne et non les structures ou les budgets, en vivant la mission de manière plus humble, en apprenant de sa propre fragilité.

Synthèse : Le Visage Humain sur Chaque Continent

Afrique : Un visage enraciné dans l'esprit de famille et dans l'interculturalité, qui se penche sur les nécessiteux et demande d'éradiquer le nationalisme et le paternalisme en faveur d'une plus grande synodalité.

Amériques : Un visage courageux et ouvert à la rencontre, engagé à construire des ponts et à guérir des blessures dans des sociétés gravement fragmentées par la politique, la violence et la polarisation.

Asie : Un visage accueillant et incarné, qui fait de la diversité une richesse, témoignant de l'Évangile à travers le partage du quotidien et la proximité avec les plus petits.

Europe : Un visage humble et proche des gens, appelé aujourd'hui à renouveler ses dynamiques internes pour vaincre la froideur et l'individualisme, en remettant la personne humaine au centre de chaque action.

Pietro Rossini, SX
18 Juin 2026
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