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Inizia il Convegno sul Volto Umano del Saveriano

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PARMA – CASA MADRE - Si è aperto questo pomeriggio, presso la Casa Madre, il Convegno internazionale dedicato al Volto Umano del Saveriano, un appuntamento già previsto dal capitolo generale. Per dieci giorni la Famiglia saveriana si fermerà a riflettere, pregare e camminare insieme attorno a una delle cinque costanti che danno forma alla sua identità e alla sua spiritualità.

Una sala che racconta la Famiglia Saveriana, oggi

A prendere parte all'evento sono trentasette partecipanti. Presenti tutti e cinque i membri della Direzione Generale, rappresentanti delle Circoscrizioni dei ventuno Paesi in cui i Saveriani sono presenti, due sorelle saveriane e, nei prossimi giorni, anche un rappresentante del laicato saveriano e un amico dell'Istituto.

Come ha osservato il Superiore Generale nel suo discorso di apertura, la composizione dell'assemblea dice molto dell'Istituto oggi: una comunità prevalentemente giovane, che porta nel cuore i colori, le lingue e le fatiche di quattro continenti — Asia, Africa, America ed Europa. Un volto profondamente interculturale e intergenerazionale.

Un cammino lungo, quasi una purificazione

Il Convegno arriva al termine di un percorso accidentato. Pensato inizialmente per il 2018, era stato rinviato al 2022 a seguito della Pasqua del compianto p. Luigi Menegazzo nel 2016 e della celebrazione del XVII Capitolo Generale nel 2017; la pandemia di COVID ne aveva poi imposto la cancellazione. Oggi, nell'estate del 2026, fedele alla programmazione del sessennio 2023-2029 che ha posto la Formazione Permanente tra le priorità assolute, l'Istituto può finalmente dare inizio ai lavori.

Non si tratta — ha sottolineato la Direzione Generale — di «fare scuola», ma di camminare insieme a partire dal lavoro già svolto nelle singole Circoscrizioni.

Perché il Volto Umano?

Dopo i Convegni dedicati alla Spiritualità (2006) e alla Missione (2012), lo sguardo si posa ora sull'umanità del saveriano. Il progetto formativo dell'Istituto poggia, infatti, su cinque dimensioni costitutive e inseparabili: la fondazione cristocentrica, la finalità missionaria ad gentes e ad extra, la vita religiosa, lo spirito di famiglia e, appunto, il Volto Umano.

Il riferimento è al carisma del Fondatore, san Guido Maria Conforti, che desiderava per i suoi missionari una «umanità ricca ed equilibrata». L'umanità, ha ricordato il Superiore Generale, non è un rivestimento esterno della grazia: la grazia presuppone la natura, e i doni di Dio trovano stabilità solo se poggiano su una personalità equilibrata, leale, capace di ascolto e di attenzione all'altro.

Il tema si intreccia con quello dell'interculturalità, indicato dal XVIII Capitolo Generale non come un problema da gestire, ma come un valore per la missione. Significativo, in questa prospettiva, anche il richiamo al recente magistero di Papa Leone XIV e all'enciclica Magnifica Humanitas, che ricorda la dignità radicale e incalcolabile di ogni essere umano, immagine di Dio al di là di ciò che produce.

La prima parola a ciascun partecipante

Fedele allo stile fraterno che caratterizza la Famiglia saveriana, l'incontro è iniziato con la presentazione di ogni partecipante, invitato a condividere una parola capace di esprimere il Volto Umano del Saveriano. Ne è emerso un mosaico ricco e significativo: famigliagioiafraternitàaccoglienzadocibilitasgratuitàsemplicitàascoltoprossimitàspirito missionariouna sola famiglia. Parole diverse che, messe insieme, hanno già tracciato il ritratto verso cui il Convegno intende camminare.

A introdurre i lavori sono stati p. Mauro Loda, vicario generale, con la presentazione dell'ordine del giorno e del senso del Convegno, e p. Armando Coletto, per gli aspetti pratici della vita in Casa Madre in questi giorni. Il Superiore Generale, p. Fernando García Rodríguez, ha quindi pronunciato il discorso di apertura.

Un cantiere sempre aperto

«L'orizzonte di questo Convegno è grande e bello: è l'orizzonte stesso di Dio» — sono le parole con cui il Superiore Generale ha consegnato all'assemblea il senso di questi giorni, descritti come un cantiere sempre aperto e urgente, guidato dallo Spirito. Un invito, rivolto a tutti i confratelli e all'intera Famiglia religiosa e missionaria, a custodire con amore quella «magnifica umanità» mostrata nella sua pienezza in Cristo.

Nel salutare l'assemblea, p. García ha ringraziato la Commissione Generale per la Formazione Permanente per il lavoro di preparazione, i confratelli che hanno contribuito alla riflessione e la comunità della Casa Madre per l'accoglienza fraterna.

I lavori proseguiranno nei prossimi dieci giorni, custodendo nel cuore l'auspicio più caro al Fondatore: la formazione di una sola famiglia cristiana capace di abbracciare l'intera umanità.

Continuate a seguire gli aggiornamenti del convegno che pubblicheremo al termine di ogni giorno dei lavori.

«Sia da tutti conosciuto e amato il nostro Signore Gesù Cristo».

The Conference on the Human Traits of the Xaverian Begins

PARMA – MOTHER HOUSE - The international Conference dedicated to the Human Traits of the Xaverianopened this afternoon at the Mother House, an event already foreseen by the General Chapter.  For ten days the Xaverian Family will pause to reflect, pray, and walk together around one of the five constants that shape its identity and its spirituality.

A Hall That Tells the Story of the Xaverian Family Today

Thirty-seven participants are taking part in the event. All five members of the General Direction are present, together with representatives of the Circumscriptions of the twenty-one countries in which the Xaverians are present, two Xaverian sisters and, in the coming days, also a representative of the Xaverian laity and a friend of the Institute.

As the Superior General observed in his opening address, the composition of the assembly says much about the Institute today: a predominantly young community that carries in its heart the colours, the languages and the struggles of four continents — Asia, Africa, America and Europe. A deeply intercultural and intergenerational face.

A Long Journey, Almost a Purification

The Conference comes at the end of a bumpy journey. Initially planned for 2018, it had been postponed to 2022 following the passing into eternal life of the late Fr. Luigi Menegazzo in 2016 and the celebration of the 17th General Chapter in 2017; the COVID pandemic then forced its cancellation. Today, in the summer of 2026, faithful to the programme of the 2023-2029 six-year period that placed Ongoing Formation among the absolute priorities, the Institute can finally begin its work.

It is not a matter — the General Direction stressed — of “giving lessons,” but of walking together starting from the work already carried out in the individual Circumscriptions.

Why the Human Traits?

After the Conferences dedicated to Spirituality (2006) and to the Mission (2012), attention now turns on the humanity of the Xaverian. The Institute’s formative project rests, in fact, on five constitutive and inseparable dimensions: the Christocentric foundation, the missionary purpose ad gentes and ad extra, religious life, the family spirit and, precisely, the Human Traits.

The reference is to the charism of the Founder, Saint Guido Maria Conforti, who desired for his missionaries a “rich and balanced humanity.” Humanity, the Superior General recalled, is not an external covering of grace: grace presupposes nature, and God’s gifts find stability only if they rest on a balanced, loyal personality, capable of listening and of attention to the other.

The theme is interwoven with that of interculturality, indicated by the 18th General Chapter not as a problem to be managed, but as a value for the mission. Significant, in this perspective, is also the reference to the recent magisterium of Pope Leo XIV and to the encyclical Magnifica Humanitas, which recalls the radical and incalculable dignity of every human being, the image of God beyond what they produce.

The First Word to Each Participant

Faithful to the fraternal style that characterises the Xaverian Family, the meeting began with the presentation of each participant, invited to share a word capable of expressing the Human Traits of the Xaverian. A rich and meaningful mosaic emerged: familyjoyfraternitywelcomedocibilitasgratuitousnesssimplicitylisteningclosenessmissionary spiritone single family. Different words that, put together, have already traced the portrait toward which the Conference intends to walk.

The proceedings were introduced by Fr. Mauro Loda, Vicar General, with the presentation of the agenda and of the meaning of the Conference, and by Fr. Armando Coletto, for the practical aspects of life at the Mother House during these days. The Superior General, Fr. Fernando García Rodríguez, then delivered the opening address.

An Ever-Open Worksite

“The horizon of this Conference is great and beautiful: it is the very horizon of God” — these are the words with which the Superior General entrusted to the assembly the meaning of these days, described as an ever-open and urgent worksite, guided by the Spirit. An invitation, addressed to all the confreres and to the entire religious and missionary Family, to guard with love that “magnificent humanity” shown in its fullness in Christ.

In greeting the assembly, Fr. García thanked the General Commission for Ongoing Formation for the preparatory work, the confreres who contributed to the reflection, and the community of the Mother House for its fraternal welcome.

The work will continue over the next ten days, keeping in the heart the wish dearest to the Founder: the formation of one single Christian family capable of embracing the whole of humanity.

Continue to follow the updates on the conference that we will publish at the end of each day of work.

“May our Lord Jesus Christ be known and loved by all.”

Comienza el Encuentro sobre el Rostro Humano del Javeriano

PARMA – CASA MADRE - El Encuentro internacional dedicado al Rostro Humano del Javeriano se ha inaugurado esta tarde, en la Casa Madre, una cita ya prevista por el Capítulo General.  Durante diez días la Familia Javeriana se detendrá a reflexionar, orar y caminar juntos en torno a una de las cinco constantes que dan forma a su identidad y a su espiritualidad.

Una sala que narra la Familia Javeriana, hoy

Toman parte en el evento treinta y siete participantes. Están presentes los cinco miembros de la Dirección General, representantes de las Circunscripciones de los veintiún países en los que están presentes los Javerianos, dos hermanas javerianas y, en los próximos días, también un representante del laicado javeriano y un amigo del Instituto.

Como ha observado el Superior General en su discurso de apertura, la composición de la asamblea dice mucho del Instituto hoy: una comunidad predominantemente joven, que lleva en el corazón los colores, las lenguas y las fatigas de cuatro continentes — Asia, África, América y Europa. Un rostro profundamente intercultural e intergeneracional.

Un camino largo, casi una purificación

El Encuentro llega al término de un recorrido accidentado. Pensado inicialmente para 2018, había sido aplazado a 2022 a raíz de la Pascua del recordado P. Luigi Menegazzo en 2016 y de la celebración del XVII Capítulo General en 2017; la pandemia de COVID impuso después su cancelación. Hoy, en el verano de 2026, fiel a la programación del sexenio 2023-2029 que ha situado la Formación Permanente entre las prioridades absolutas, el Instituto puede por fin dar inicio a los trabajos.

No se trata — ha subrayado la Dirección General — de «dar clase», sino de caminar juntos a partir del trabajo ya realizado en cada una de las Circunscripciones.

¿Por qué el Rostro Humano?

Después de los Encuentros dedicados a la Espiritualidad (2006) y a la Misión (2012), la mirada se posa ahora sobre la humanidad del javeriano. El proyecto formativo del Instituto se apoya, en efecto, en cinco dimensiones constitutivas e inseparables: la fundación cristocéntrica, la finalidad misionera ad gentes y ad extra, la vida religiosa, el espíritu de familia y, precisamente, el Rostro Humano.

La referencia es al carisma del Fundador, san Guido María Conforti, que deseaba para sus misioneros una «humanidad rica y equilibrada». La humanidad, ha recordado el Superior General, no es un revestimiento externo de la gracia: la gracia presupone la naturaleza, y los dones de Dios encuentran estabilidad solo si se apoyan en una personalidad equilibrada, leal, capaz de escucha y de atención al otro.

El tema se entrelaza con el de la interculturalidad, indicada por el XVIII Capítulo General no como un problema que gestionar, sino como un valor para la misión. Significativa, en esta perspectiva, es también la referencia al reciente magisterio del Papa León XIV y a la encíclica Magnifica Humanitas, que recuerda la dignidad radical e incalculable de todo ser humano, imagen de Dios más allá de lo que produce.

La primera palabra a cada participante

Fiel al estilo fraterno que caracteriza a la Familia Javeriana, el encuentro comenzó con la presentación de cada participante, invitado a compartir una palabra capaz de expresar el Rostro Humano del Javeriano. De ahí surgió un mosaico rico y significativo: familiaalegríafraternidadacogidadocibilitasgratuidadsencillezescuchacercaníaespíritu misionerouna sola familia. Palabras diversas que, puestas juntas, han trazado ya el retrato hacia el que el Encuentro pretende caminar.

Introdujeron los trabajos el P. Mauro Loda, vicario general, con la presentación del orden del día y del sentido del Encuentro, y el P. Armando Coletto, para los aspectos prácticos de la vida en la Casa Madre en estos días. El Superior General, P. Fernando García Rodríguez, pronunció a continuación el discurso de apertura.

Una obra siempre abierta

«El horizonte de este Encuentro es grande y hermoso: es el horizonte mismo de Dios» — son las palabras con las que el Superior General entregó a la asamblea el sentido de estos días, descritos como una obra siempre abierta y urgente, guiada por el Espíritu. Una invitación, dirigida a todos los hermanos y a toda la Familia religiosa y misionera, a custodiar con amor aquella «magnífica humanidad» mostrada en su plenitud en Cristo.

Al saludar a la asamblea, el P. García agradeció a la Comisión General para la Formación Permanente el trabajo de preparación, a los hermanos que contribuyeron a la reflexión y a la comunidad de la Casa Madre por la acogida fraterna.

Los trabajos proseguirán en los próximos diez días, custodiando en el corazón el anhelo más querido del Fundador: la formación de una sola familia cristiana capaz de abrazar a toda la humanidad.

Sigan atentos a las actualizaciones del encuentro que publicaremos al término de cada jornada de trabajo.

«Sea por todos conocido y amado nuestro Señor Jesucristo».

La Rencontre sur le Visage Humain du Xavérien commence

PARME – MAISON-MÈRE - La Rencontre internationale consacrée au Visage Humain du Xavérien s’est ouverte cet après-midi, à la Maison-Mère, un rendez-vous déjà prévu par le Chapitre Général. Pendant dix jours, la Famille xavérienne s’arrêtera pour réfléchir, prier et marcher ensemble autour de l’une des cinq constantes qui donnent forme à son identité et à sa spiritualité.

Une salle qui raconte la Famille xavérienne, aujourd’hui

Trente-sept participants prennent part à l’événement. Les cinq membres de la Direction Générale sont présents, ainsi que des représentants des Circonscriptions des vingt et un pays où les Xavériens sont présents, deux sœurs xavériennes et, dans les prochains jours, également un représentant du laïcat xavérien et un ami de l’Institut.

Comme l’a observé le Supérieur Général dans son discours d’ouverture, la composition de l’assemblée en dit long sur l’Institut aujourd’hui : une communauté majoritairement jeune, qui porte dans son cœur les couleurs, les langues et les peines de quatre continents — Asie, Afrique, Amérique et Europe. Un visage profondément interculturel et intergénérationnel.

Un long chemin, presque une purification

La Rencontre arrive au terme d’un parcours accidenté. Pensée initialement pour 2018, elle avait été reportée à 2022 à la suite de la Pâque du regretté P. Luigi Menegazzo en 2016 et de la célébration du XVIIe Chapitre Général en 2017 ; la pandémie de COVID en avait ensuite imposé l’annulation. Aujourd’hui, à l’été 2026, fidèle à la programmation du sexennat 2023-2029 qui a placé la Formation Permanente parmi les priorités absolues, l’Institut peut enfin entamer ses travaux.

Il ne s’agit pas — a souligné la Direction Générale — de « faire la leçon », mais de marcher ensemble à partir du travail déjà accompli dans chacune des Circonscriptions.

Pourquoi le Visage Humain ?

Après les Rencontres consacrées à la Spiritualité (2006) et à la Mission (2012), le regard se pose maintenant sur l’humanité du xavérien. Le projet de formation de l’Institut repose, en effet, sur cinq dimensions constitutives et inséparables : la fondation christocentrique, la finalité missionnaire ad gentes et ad extra, la vie religieuse, l’esprit de famille et, justement, le Visage Humain.

La référence est au charisme du Fondateur, saint Guido Maria Conforti, qui désirait pour ses missionnaires une « humanité riche et équilibrée ». L’humanité, a rappelé le Supérieur Général, n’est pas un revêtement externe de la grâce : la grâce présuppose la nature, et les dons de Dieu ne trouvent leur stabilité que s’ils reposent sur une personnalité équilibrée, loyale, capable d’écoute et d’attention à l’autre.

Le thème s’entrelace avec celui de l’interculturalité, indiquée par le XVIIIe Chapitre Général non comme un problème à gérer, mais comme une valeur pour la mission. Significatif, dans cette perspective, est aussi le rappel du récent magistère du Pape Léon XIV et de l’encyclique Magnifica Humanitas, qui rappelle la dignité radicale et incalculable de tout être humain, image de Dieu au-delà de ce qu’il produit.

La première parole à chaque participant

Fidèle au style fraternel qui caractérise la Famille xavérienne, la rencontre a commencé par la présentation de chaque participant, invité à partager un mot capable d’exprimer le Visage Humain du Xavérien. Il en est ressorti une mosaïque riche et significative : famillejoiefraternitéaccueildocibilitasgratuitésimplicitéécouteproximitéesprit missionnaireune seule famille. Des mots différents qui, mis ensemble, ont déjà tracé le portrait vers lequel la Rencontre entend marcher.

Les travaux ont été introduits par le P. Mauro Loda, vicaire général, avec la présentation de l’ordre du jour et du sens de la Rencontre, et par le P. Armando Coletto, pour les aspects pratiques de la vie à la Maison-Mère ces jours-ci. Le Supérieur Général, le P. Fernando García Rodríguez, a ensuite prononcé le discours d’ouverture.

Un chantier toujours ouvert

« L’horizon de cette Rencontre est grand et beau : c’est l’horizon même de Dieu » — telles sont les paroles par lesquelles le Supérieur Général a confié à l’assemblée le sens de ces journées, décrites comme un chantier toujours ouvert et urgent, guidé par l’Esprit. Une invitation, adressée à tous les confrères et à toute la Famille religieuse et missionnaire, à garder avec amour cette « magnifique humanité » manifestée dans sa plénitude dans le Christ.

En saluant l’assemblée, le P. García a remercié la Commission Générale pour la Formation Permanente pour le travail de préparation, les confrères qui ont contribué à la réflexion et la communauté de la Maison-Mère pour l’accueil fraternel.

Les travaux se poursuivront au cours des dix prochains jours, en gardant dans le cœur le vœu le plus cher au Fondateur : la formation d’une seule famille chrétienne capable d’embrasser l’humanité tout entière.

Continuez à suivre les mises à jour de la rencontre que nous publierons à la fin de chaque journée de travaux.

« Que Notre Seigneur Jésus-Christ soit connu et aimé par tous ».

Pietro Rossini, SX
17 Juin 2026
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