Il 22 giugno 2023 è stato presentato il Rapporto 2023 sulla libertà religiosa nel mondo, elaborato dalla fondazione pontificia ‘Aiuto alla Chiesa che soffre ‘(ACS) ogni 2 anni.
Su 196 stati in 61 viene violata la libertà di culto. Contando la popolazione degli stessi, sono 4.9 miliardi le persone che vivono in contesti di libertà limitata. Fra queste, 360 milioni sono cristiane sottoposte a persecuzioni.
La modalità di rilevazione è divisa in tre categorie: 1) i paesi “sotto osservazione”, 2) la categoria “arancione”, in cui si rilevano discriminazioni verso i credenti, 3) e quella “rossa”, in cui si registra una vera e propria persecuzione.
Alla prima, in cui si manifesta un peggioramento delle situazioni con episodi di discriminazione, appartengono, ad esempio, Argentina, Benin, Burundi, Indonesia, Madagascar ecc.
Nella seconda, sono segnalati 33 paesi in cui vi sono leggi che violano la libertà religiosa. Essa accoglie tre nuovi arrivi: Haiti, Israele e Emirati Arabi Uniti.
Nella terza si registrano 28 paesi in cui si constata una dura repressione, in taluni casi diversificata per ceti e aree geografiche. Ad essa si ascrivono i due paesi più popolati, Cina e India, e altre 26 nazioni, con una popolazione compressiva di oltre 4 miliardi.
Gli attori delle persecuzioni sono 1) il fondamentalismo islamico, 2) l’islamismo statuale, 3) il radicalismo religioso di stampo nazionalista, 4) l’assenza dell’autorità dello stato con la criminalità diffusa o organizzata, 5) la tradizione antireligiosa comunista, 6) l’anticlericalismo statuale.
Il Rapporto insiste particolarmente sui governi autocratici nelle loro varie declinazioni: “A livello globale, il mantenimento e il consolidamento del potere nelle mani di autocrati e leader di gruppi fondamentalisti hanno portato a un aumento delle violazioni di tutti i diritti umani, inclusa la libertà religiosa”. Gli autocrati statali “possono nascondere le proprie violazioni dei diritti sotto un manto democratico”.
Anzitutto, i casi “ibridi” o di persecuzione “educata”, dove il governo mette in esecuzioni legislazioni anti-libertarie come la legge sulla blasfemia o quella anti-conversione coprendosi con l’autorità della maggioranza. Oppure con la scelta di non perseguire gli attacchi violenti contro le minoranze, garantendo impunità agli aggressori.
Stanno inoltre emergendo i “califfati opportunistici” dove la violenza del fondamentalismo islamico non persegue il possesso del territorio, ma ne produce la desertificazione con l’espulsione della popolazione attraverso singoli atti di violenza, spesso estrema.
Prendono sempre maggiore evidenza 1) i rapimenti e 2) le violenze sessuali che includono la schiavitù sessuale e 3) la conversione religiosa forzata. I rapimenti e il traffico di esseri umani sono stati alimentati dall’aggravarsi della povertà e dall’aumento dei conflitti armati in decine di paesi.
L’Occidente contribuisce in forma crescente all’aggravarsi della situazione anzitutto ignorando le situazioni di violenza antireligiosa e anti-cristiana per un pregiudizio laicista. Il silenzio della comunità internazionale davanti alle atrocità dei regimi autocratici strategicamente importanti ha alimentato una cultura dell’impunità. (da Settimananews.it, 5 luglio 2023, Lorenzo Prezzi)
English
2023 REPORT ON RELIGIOUS FREEDOM IN THE WORLD
On June 22nd, 2023, the 2023 Report on Religious Freedom in the World was published. The report is prepared every two years by the Pontifical Foundation ‘Aid to the Church in Need’ (Aiuto alla Chiesa che soffre - ACS).
Freedom of worship is violated in 61 out of 196 states. Considering the overall population of these states, there are 4.9 billion people that live in contexts of limited freedom. Among them, 360 millions are Christians who suffer persecutions.
The report classifies states into three categories: 1) states “under observation”, 2) the “orange” category, including states where discriminations against believers have been detected, and 3) the “red” one, where a real persecution is occurring.
The first category, where episodes of discriminations manifest a deteriorating situation, includes countries such as Argentina, Benin, Burundi, Indonesia, Madagascar, etc.
The second category lists 33 countries where laws are in force that violate religious freedom. It includes three new entries: Haiti, Israel and the United Arab Emirates.
The third category lists 28 countries where harsh repression has been observed; in some cases, such repression varies according to social classes and geographical areas. To this category belong the most populated countries, China and India, as well as 26 nations, for a total of 4 billion people.
Agents of persecutions are 1) Islamic fundamentalism, 2) state Islam, 3) nationalist religious radicalism, 4) absence of the state authority in situations of widespread or organized crime, 5) the Communist antireligious tradition, 6) state anti-clericalism.
The report, in particular, highlights various types of autocratic governments: “Globally, the retention and consolidation of power in the hands of autocrats and fundamentalist group leaders led to increased violations of all human rights, including religious freedom.” State autocrats “can hide their violation of human rights under the guise of democracy.”
First of all, there are “hybrid” cases or cases of “polite” persecution, in which the government implements anti-libertarian legislations, such as the blasphemy law or the anti-conversion law, by justifying itself with the mandate from the majority. Or the choice not to prosecute violent attacks against minorities, thus ensuring impunity for the aggressors.
Moreover, “opportunistic caliphates” are emerging, where the violence of Islamic fundamentalism does not aim at grabbing a territory, rather at its desertification by expelling the population through individual acts of violence – often extreme violence. 1) Abductions and sexual violence – 2) including sexual enslavement and 3) forced religious conversion – become increasingly evident. In dozens of countries, abductions and human trafficking are fuelled by worsening poverty and increased armed conflicts.
The West is increasingly adding to the deterioration of the situation, first of all, by ignoring the situations of anti-religious and anti-Christian violence; such attitude is buttressed by a secularist bias. The silence of the international community in the face of the atrocities committed by autocratic regimes that are strategically important has fostered a culture of impunity. (from Settimananews.it, July 5th, 2023, Lorenzo Prezzi)