P. Alessio Cabras
Tonara (Nuoro), 29 agosto 1930
Londrina (Brasile), 26 giugno 2014
Il 26 giugno 2014, all’Hospital do Coração di Londrina, intorno alle sei del mattino, ora locale, è morto il P. Alessio Cabras.
Aveva 83 anni compiuti, essendo nato a Tonara (Nuoro – Italia) il 29 agosto 1930.
Risalta nel processo vocazionale di P. Alessio, il fermo orientamento alla missione (“vocazione decisa”, scrisse un suo formatore). E questo in frequente variare delle situazioni: “Ho fatto le elementari a Tonara. Nel 1945 sono entrato nel Seminario di Oristano (Cagliari). Per la IIa ginnasio entrai nel nascente Istituto Missionario Sardo a Tortolì (Nuoro). Questo nel 1947 divenne Casa saveriana di formazione e io vi entrai per la IIIa ginnasio. La IVa l’ho frequentata a Piacenza e la Va a Cremona”. (Scheda personale)
Nel 1950 fu ammesso al Noviziato a San Pietro in Vincoli e il 12 settembre 1951 emise la Prima Professione. Frequentò il Liceo a Desio, alle prese anche con qualche problema di salute. Alla fine del Liceo fu ammesso con giudizio molto favorevole alla Professione Perpetua: “Si è rimesso abbastanza bene in salute. Tipo giudizioso, posato, coscienzioso e maturo, su cui si può fare affidamento: alla tenacia sarda unisce calma e bontà. Pietà molto buona”.
Nel 1955 fu inviato in Brasile Sud dove compì gli studi teologici presso i Cappuccini di Curitiba e dal 1958 a São Paulo presso i Verbiti. Fu ordinato presbitero a Jaguapità il 14 marzo 1959.
Nel 1960 P. Alessio iniziò la sua attività apostolica. Allora i Saveriani del Brasile erano impegnati nelle parrocchie e nella ricerca e formazione di vocazioni per le missioni. P. Alessio fu destinato alla formazione: Vicerettore all’ Instituto Francisco Xavier de Cerro Azul, al Lar dos meninos di Curitiba e al Seminario Saveriano Menor a Laranjeiras do Sul; quindi viceparroco e poi (‘62-’64) parroco a Centenario do Sul.
Dal ’65 al ‘72 svolse l’impegnativo compito di Maestro dei novizi.
Dal ’74 fino al ’79 fu responsabile dell’ufficio stampe della circoscrizione. “Per 14 anni – scriveva nel 1996 – si era parlato solo di attività parrocchiali e vocazionali. Nel ’71 si recupera la dimensione dell’animazione missionaria [...] secondo l’esempio del Fondatore che realizzò il suo carisma inviando missionari tra i non cristiani e animando missionariamente la Chiesa del suo paese”.
Concluse i primi trent’anni brasiliani come vigario a Itaquera (82-86) e conseguendo nel 1983, all’Università di São Paulo, il ‘Maestrado’ in Scienze sociali con specializzazione in Sociologia Religiosa difendendo la tesi Os anjos querem ser homens, Un estudio sobre laicizaçao de Padres no Brasil La dissertazione di laurea lo portò ad approfondire l’impatto del Vaticano II nella Chiesa brasiliana che coraggiosamente “portò alla ribalta l’uomo, la sua dignità, i suoi inviolabili diritti e rinnegando la sua alleanza storica con i potenti, fece la scelta di campo a fianco degli oppressi, delle minoranze, degli esclusi”.
Dal 1986 al 1993 appartenne alla Circoscrizione dell’Italia: Direttore di Missionari Saveriani e Rettore della comunità dello CSAM. Alla fine del suo impegno nella circoscrizione italiana, il Regionale del tempo lo ringraziò ricordando “i momenti non facili e di inevitabili tensioni dovuti prima alla vicenda di Missione Oggi e poi con lo spostamento della sede da Parma a Brescia” Egli dava atto che “Missionari Saveriani in questi anni ha assunto una fisionomia condivisa che lo ha portato ad essere oltreché un foglio di collegamento con i benefattori, un valido strumento di animazione missionaria”.
Ritornato in Brasile, P. Alessio operò nella Pastorale parrocchiale: São Paulo – Guaianazes (94-97), Piracicaba (97-03), Piraju e Tejupa (’03-’07), Londrina. In sintonia con le scelte pastorali delle chiese locali che avevano scoperto le inimmaginabili periferie urbane e si erano riversate in quelle zone alla liberazione integrale dell’uomo. Con il coinvolgimento di numerosi laici ai quali furono aperti ampi spazi di collaborazione. In una ‘nuova chiesa’ formata di corresponsabili al servizio dell’unico Signore”.
Soprattutto – scrisse nel’96 - nella fedeltà allo spirito di S. Guido Conforti e dei primi Saveriani arrivati in Brasile che “sceglievano i campi di lavoro nelle situazioni geografiche e umane più difficili, per essere sempre e ovunque missionari”.
Riposi in pace.
Fr. Alessio Cabras
Tonara (Nuoro), 29 agosto 1930
Londrina (Brasile), 26 giugno 2014
On June 26, 2014, Father Alessio Cabras died at the Hospital do Coração in Londrina, around 6:00 a.m. local time. He was 83 years old, born in Tonara (Nuoro, Italy) on August 29, 1930.
Fr. Alessio's vocational journey was marked by a firm focus on mission ("a determined vocation," wrote one of his formators). This was evident in frequently changing circumstances: "I attended elementary school in Tonara. In 1945, I entered the Seminary in Oristano (Cagliari). For my second year of high school, I entered the nascent Sardinian Missionary Institute in Tortolì (Nuoro). In 1947, this became a Xaverian Formation House, and I entered there for my third year of high school. I attended my fourth year in Piacenza and my fifth year in Cremona." (Personal Profile)
In 1950, he was admitted to the Novitiate at San Pietro in Vincoli and made his First Profession on September 12, 1951. He attended Lyceum in Desio, experiencing with some health problems. Upon graduating, he was admitted to Final Profession with a very favorable assessment: "He has recovered quite well. He is a sensible, calm, conscientious, and mature man, one you can rely on: he combines Sardinian tenacity with calm and kindness. He has a very good piety."
In 1955, he was sent to South Brazil, where he completed his theological studies with the Capuchins of Curitiba and, from 1958, with the Divine Word Friars at São Paulo. He was ordained a priest in Jaguapità on March 14, 1959.
In 1960, Father Alessio began his apostolic activity. At that time, the Xaverians in Brazil were engaged in parishes and in seeking and training vocations for the missions. Father Alessio was assigned to formation: Vice-Rector of the Instituto Francisco Xavier de Cerro Azul, at the Lar dos Meninos in Curitiba, and at the Xaverian Minor Seminary in Laranjeiras do Sul; then assistant pastor and then parish priest (1962-1964) at Centenario do Sul.
From 1965 to 1972, he carried out the demanding task of Novice Master. From 1974 to 1979, he was in charge of the district's press office. He wrote in 1996: "For 14 years, there had been talk only of parish and vocational activities. In 1971, the dimension of missionary animation was recovered [...] following the example of the Founder, who realized his charism by sending missionaries among non-Christians and by animating the Church of his country with missionary animation."
He completed his first thirty years in Brazil as a vicar in Itaquera (1982-86) and in 1983, at the University of São Paulo, earned a Master's degree in Social Sciences with a specialization in Religious Sociology, defending the thesis "Os anjos querem ser homens, Un estudio sobre laicização de Padres no Brasil." His dissertation led him to explore the impact of Vatican II on the Brazilian Church, which courageously "brought man, his dignity, his inviolable rights to the forefront, and, renouncing his historic alliance with the powerful, chose to side with the oppressed, minorities, and the excluded."
From 1986 to 1993, he belonged to the Italian Region: Director of the Xaverian Missionaries and Rector of the CSAM community. At the end of his service in Italy, the Regional Superior at the time thanked him, recalling "the difficult times and inevitable tensions due first to the Missione Oggi affair, and then to the move of the headquarters from Parma to Brescia." He acknowledged that "the Xaverian Missionaries in recent years have taken on a shared identity that has led them to be not only a link with benefactors, but also a valuable tool for missionary outreach."
Returning to Brazil, Father Alessio worked in parish ministry: São Paulo – Guaianazes (1994-97), Piracicaba (1997-03), Piraju and Tejupa (2003-2007), and Londrina. This was in harmony with the pastoral choices of the local churches that had discovered the unimaginable urban peripheries and had poured into those areas for the integral liberation of humanity. This involved numerous lay people, who were given broad opportunities for collaboration. In a “'new church' made up of co-responsible people in the service of the one Lord."
As he wrote in 1996, above all in fidelity to the spirit of St. Guido Conforti and the first Xaverians who came to Brazil, "chose work camps in the most difficult geographical and human situations, in order to be missionaries always and everywhere."
May he rest in peace.
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