Mons. Danilo Catarzi
Lucciano di Quarrata (Pistoia) 11 febbraio 1918
Parma, 23 novembre 2004
Alle ore 18 del 23 novembre 2004, in Casa Madre, è morto S. E. Mons. Danilo Catarzi, Vescovo emerito di Uvira. In cura a Parma dal 1980, era stato operato, qualche mese addietro, al femore e ultimamente le sue condizioni si erano sensibilmente aggravate. Aveva 86 anni compiuti, essendo nato a Lucciano di Quarrata (Pistoia) il giorno 11.2.1918.
Allievo del Seminario vescovile di Pistoia fino alla quinta ginnasio, l’11.8.34 entrò tra i Saveriani a S. Pietro in Vincoli “su consiglio del suo Direttore di spirito e per il desiderio di dedicarsi alla vita dell’apostolato tra gli infedeli”(6.7.34). Emise la Prima Professione il 12.9.35. Passò quindi a Parma per il primo anno di liceo, poi a Vicenza viceprefetto e studente di seconda liceo, di nuovo a Parma per la terza liceo. Dopo un secondo anno di prefettato a Poggio S. Marcello (38-39), ritornò in Casa Madre dove frequentò i quattro anni di teologia (39-43) e dove fu ordinato presbitero il 29.6.1943.
La formazione di Mons. Catarzi continuò a Roma (43-46) con il conseguimento della laurea in teologia e della licenza in filosofia; ed anche con l’approfondimento della conoscenza del carisma confortiano: nel “Il testamento del Padre” (in 1895–1945 Cinquant’anni di vita) ci ha consegnato un ritratto nitido e affettuoso del Fondatore e precise puntualizzazioni sulla identità saveriana; “frutto di lenta ed amorosa riflessione sulle nostre Costituzioni”(Lett. 10.2.46).
Dal 1947 al 1953 fu insegnante, e dal 1950 anche vicerettore, nel liceo di Desio. Incarichi vissuti con slancio: “Nel mondo spirituale dei nostri giovani – le nostre vere speranze, i nostri veri pegni d’un avvenire sempre più fecondo di bene – Dio si manifesta, la Madonna lavora” (Lett. 19.4.1951). E con competenza: i valori e la prassi educativa di Mons. Catarzi si possono rintracciare nelle Lettere Circolari del P. Giovanni Gazza che lo volle suo consulente e collaboratore, specialmente nella stesura della Lettera 9, Direttive per la scelta e la formazione di buone vocazioni.
Nel 1953 passò alla Teologia di Piacenza, ancora insegnante e vicerettore. Il 4.1.1957 presentò al P. Generale la domanda di andare in missione, in Africa: “A me costa il lasciare i miei studi e la scuola, ai quali mi dedico con slancio ormai da molti anni, ma sono certo che questa rinuncia mi gioverà… mi sento – nello spirito delle nostre Regole - ‘vittima volontaria’”(Lett. 4.11.57).
Fu inviato in Congo con la prima spedizione saveriana, nel Kivu, “la parte rimasta più abbandonata di queste regioni in cui sembra che la grazia abbia tanto lavorato. Richiede molte braccia, zelo illuminato e tempestivo e molto spirito di sacrificio e di abnegazione” (Lett. 6.12.1958). Fu successivamente Superiore Religioso, Amministratore Apostolico e dal 15.7.1962 Vescovo, il primo, della Diocesi di Uvira. Del suo lungo servizio episcopale non si possono non segnalare la cura per il seminario, l’aperture di nuove parrocchie, la realizzazione e il potenziamento delle strutture per la nuova diocesi, per la pastorale e per lo sviluppo integrale delle persone, l’attenzione ai mezzi di comunicazione. E ancora: le Lettere pastorali, la Lettera mensile di informazione; la partecipazione al Concilio Vaticano II. E tutto questo negli anni drammatici della rivolta mulelista, con la prigionia insieme ai confratelli di Uvira in mezzo ad angherie e a continue minacce di morte (maggio-ottobre 1964); con l’uccisione (28.11.64) dei PP. Giovanni Didonè, Luigi Carrara e Fr. Vittorio Faccin e con la prigionia, durata fino al 1966, dei due confratelli di Nakiliza i PP. Camorani e Veniero.
Nel 1980 lasciò la diocesi per motivi di salute e si ritirò in Casa Madre. Proprio all’inizio del lungo tramonto ringraziava un consigliere della DG per “i sentimenti di fede che mi ispiri perché abbia a saper sfruttare saggiamente le sofferenze che il Signore mi manda” (9.2.1981).
Non c’è dubbio, Mons. Catarzi si è attenuto alle parole ascoltate alla consegna delle Costituzioni il giorno della Professione: “Ti siano luce nelle tenebre, conforto nelle avversità, consiglio nel dubbio, norma nella vita religiosa e apostolica. Adempi fedelmente quanto ti è comandato; così avrai in cielo la corona del combattimento, insieme con gli Apostoli che dilatarono in terra il Regno di Dio”.
Msgr. Danilo Catarzi
Lucciano di Quarrata (Pistoia) 11 febbraio 1918
Parma, 23 novembre 2004
Bishop Danilo Catarzi died at 6:00 pm on November 23 2004, in the Mother House, Parma. The former bishop of Uvira had been in nursing care there since 1980. A few months before his death he underwent surgery on his femur and, recently, his health worsened considerable.
Born in Lucciano di Quarrata (Pistoia), on February 11 1918, he was 86 years old.
He studied at the Seminary of Pistoia until the fifth year of High School, before joining the Xaverians on Aug. 11 1934 in S. Pietro in Vincoli “on the advice of his spiritual director and to fulfill his own desire to dedicate his life to the apostolate among the unbelievers” (July 6 1934). He made his First Profession on Sept. 12 1935 and moved to Parma for the first year of liceo. Subsequently, he was sent to Vicenza as vice-prefect and as prefect at Poggio S. Marcello (1938-39); he returned to Parma for Theology studies. He was ordained priest in Parma on June 29 1943. His formation continued in Rome (1943-46) where he obtained degrees in Theology and Philosophy; he also deepened his knowledge of the Confortian charism: in “Il Testamento del Padre” (in 1895-1945 Cinquant’anni di vita), he left us a clear portrait of the Founder and explanations of the Xaverian identity; “the fruit of a long and loving reflection on our Constitutions”.
He taught from 1947 until 1953 (from 1950 he was also vice-rector in the liceo at Desio), tasks that he carried out with great enthusiasm: “God is revealing himself and Our Lady is at work in the spiritual life of our young students, who are our true hope and pledge for a better future” (Letter of Sept. 19 1951). He was a competent formator: the values and formation praxis of Bishop Catarzi can be found in the Circular Letters of Fr. Giovanni Gazza (who chose him as a collaborator), especially in Circular Letter #9: Instructions for the choice and the formation of good vocations. In 1953 he moved to the Theology community of Piacenza as teacher and vice-rector.
On Jan. 4 1957, he presented to the Superior General his request to leave for Africa: “it is a great sacrifice for me to leave the studies and school to which I have zealously dedicated myself for many years, but I am certain that this sacrifice will benefit me… I consider myself – in the spirit of our Rules – ‘a voluntary victim’” (Letter of Nov. 4 1957).
He was part of the first Xaverian expedition to the Congo; he was sent to the Kivu, “the most abandoned part of these regions where grace seems to have worked so much. There is a great need of many workers, enlightened and timely zeal and a great spirit of sacrifice and abnegation” (Letter of Dec. 6 1958). Thereafter, he was Religious Superior, Apostolic Administrator and, from July 15 1962, the first bishop of the Diocese of Uvira. The following aspects of his long Episcopal service are worthy of mention: his attentive care of the seminary, the opening of new parishes, the realization and promotion of structures for the new diocese, pastoral activity and the integral development of persons, attention to the field of communication.
He also wrote pastoral Letters, a monthly Letter of information and took part in the Second Vatican Council, all during the dramatic years of the Mulele rebellion, with a spell in prison together with the confreres of Uvira amidst harassment and continual death threats (May-October 1964). In this period, Frs. Giovanni Didonè, Luigi Carrara and Br. Vittorio Faccin were murdered (Nov. 28 1964). And the two confreres of Nakiliza, Frs. Camorani and Veniero, were imprisoned until 1966.
He left the diocese in 1980 on health grounds and retired to the Mother House. At the beginning of his long twilight years, he thanked a General Councilor for “the sentiments of faith which you inspire in me so that I may know how to profit wisely from the sufferings the Lord sends me” (Feb. 9 1981). Bishop Catarzi undoubtedly fulfilled the words he heard when the Constitutions were given to him on the day of his Profession: “May they enlighten you in times of darkness, comfort you in adversity, counsel you in times of doubts, and be the norm of your religious and apostolic life. Carry out faithfully all that is commanded of you, and you will be crowned with the Apostles who spread the Kingdom of God on earth.”
Monseigneur Danilo Catarzi
Né à Lucciano di Quarrata (Pistoia – Italie) le 11.02.1918
Décédé à Parme (Italie) le 24.11.2004
86 ans. Premier Evêque du Diocèse d’Uvira
Mgr Danilo naît à Lucciano (Pistoia, Italie) le 11.02.1918. Ses parents, Alibert et Adolphine, avaient eu trois enfants : Cesira (née en 1912), Loreno (né en 1914) et Danilo, qui était donc le benjamin. Il commença son itinéraire vocationnel au petit séminaire du diocèse de Pistoia où mûrit en lui le désir de se consacrer à la vie missionnaire. Il continua donc ses études secondaires chez les Missionnaires Xavériens où il fit sa première profession religieuse le 12.09.1935. Après avoir été ordonné prêtre le 29.06.1943, ses supérieurs lui demandèrent de se spécialiser en théologie fondamentale. Ces études supérieures le préparèrent à l’enseignement dans les séminaires xavériens : il rendit ce service à Desio-Milan et Piacenza jusqu’en 1957, année de son affectation au Congo Belge.
L’année suivante, avec cinq autres confrères (Fellini, Pansa, Tomaselli, Vagni et Viotti), il commença la présence xavérienne au Congo. Ces six confrères en étant tous à leur première expérience de mission et dans un milieu tout à fait nouveau pour les Xavériens, ils firent communauté avec les missionnaires d’Afrique, témoins de l’Evangile dans cette zone du Pays, l’actuel Sud-Kivu, depuis l’année 1880. Très tôt, en 1961, le père Catarzi, en tant que supérieur de cette jeune équipe, reçut la responsabilité sur ce vaste territoire, érigé plus tard en diocèse d’Uvira. Le 15.07.1962, Mgr Catarzi en devint le premier évêque.
L’Eglise vivait en ce moment-là une période de renouveau grâce au Concile Vatican II. Mgr Catarzi participa aux séances conciliaires et, notamment, à l’élaboration du document conciliaire « Ad Gentes ». Le jeune évêque d’Uvira fut vite éprouvé par la croix, la rébellion muléliste (1960-1964), à son comble en octobre 1964 par l’assassinat de quatre « fils » du pasteur d’Uvira (le frère Faccin, les pères Carrara, Didonné et l’abbé Jubert). Un autre événement douloureux a marqué l’épiscopat de Mgr Danilo : l’accident d’avion d’un petit-porteur où, le 10.02.1970, moururent trois xavériens actifs dans le diocèse d’Uvira (le frère et pilote Pirani et les pères Guerini et Simoncelli).
Dès le début de son ministère épiscopal, Mgr Catarzi déploya ses énergies pour l’ouverture de nouvelles paroisses (Kiliba, Mwenga, Fizi, Kidote, Nakiliza, Kitutu) en composant les communautés de façon à respecter les sensibilités de ses prêtres et religieux et à promouvoir la bonne entente et la cohérence du témoignage évangélique. Il soutenait aussi les œuvres de développement pour rendre concrète l’action apostolique : constructions d’églises, presbytères, dispensaires, écoles, ateliers, pistes d’aviation... Malgré la situation socio-politique instable et ses conséquences sur les personnes et les structures, il sut maintenir l’espérance, soigner la formation chrétienne et soutenir les œuvres de charité. Vis-à-vis des tensions et conflits, il se passait de discours et relativisait les aspects secondaires en visant toujours l’unité de son diocèse et de l’Eglise Universelle selon l’esprit conciliaire. Il cultivait une profonde spiritualité personnelle, scandée par la liturgie des heures, par la Messe, la confession et la prière du chapelet.
En 1980, il contracta une maladie qui signa un tournant dans sa vie : un problème de circulation sanguine empêchait que son cerveau soit suffisamment irrigué. En conséquence, il eut des pertes de vue et de forts malaises physiques qui rendirent impossible de continuer l’exercice de son ministère épiscopal. Il présenta alors sa démission et termina son séjour sur terre à Parme, à la Maison-Mère de sa congrégation religieuse. Il y a enduré de longues années de souffrance qui ont pris fin le 24 novembre 2004, jour de sa mort.
Extrait de l’homélie de Mgr Cesare Bonicelli, Evêque de Parme-Italie, prononcée lors des obsèques de Mgr Catarzi (Parme, le 26.11.2004)
J’ai entendu le nom de Mgr Catarzi au Séminaire de Bergame. Il était cité au nombre des missionnaires héroïques. Il éveillait quelque peu notre imagination. Il faisait l’objet de nos lectures. Les missionnaires xavériens avaient tellement l’habitude de venir dans ma paroisse de Sainte Anne qu’ils y étaient comme dans leur propre famille. Quasiment une dizaine d’enfants de cette paroisse sont devenus par la suite missionnaires xavériens. (…)
Aujourd’hui nous remettons à Dieu le Père, un évêque missionnaire, notre cher Mgr Danilo Catarzi. Il croyait fermement qu’à l’origine de sa vie il y avait un appel de Dieu, une vocation qui lui donna la grâce de transformer sa vie en un service total pour sauver les âmes, pour être exécuteur du projet de la miséricorde de Dieu pour son Congo. (…)
Les activités missionnaires ne suffisent pas : il faut la vie de Dieu. Le missionnaire est d’abord l’homme de la foi. Il naît de la foi. Il vit de foi. Pour cela il souffre à nouveau. Le missionnaire vit la réalité suivante : Tout entier, toujours, uniquement, pour Dieu. Ces cinq mots résument et expriment son idéal, son désir, le sens de sa vie.
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