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Gabriele Ferrari s.x.

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Carissimo Carmelo, 

da quando ieri mattina ho appreso della morte di P. Gigi, il suo volto è rimasto piantato nella mia memoria e malgrado le incombenze del ministero e le molte distrazioni della giornata, esso non si stacca. 

Pur sapendo della serietà della malattia, non avevo mai pensato che se ne andasse così in fretta, piantandoci nel lutto. 

Ho il cuore colmo di tristezza. Non so a chi dirlo. Lo dico a te. Mi dispiace come se fosse morto mio padre, anche se io ero più vecchio di lui. 

Gigi era intelligente e capace, ma soprattutto aveva la dolcezza e l’autorevolezza, la fortezza e il cuore di un padre. Sarà difficile dimenticarlo e anche sostituirlo in questo momento. 

Ho pensato subito a te. Un peso inatteso ti cade sulle spalle. Forse ti fa paura. Non scoraggiarti. Gigi da dove si trova ora ti darà una mano pregando per te e per tutti voi della direzione generale. 

Altro non voglio aggiungere perché i sentimenti fanno ressa alla porta del cuore e non riescono a uscire e ad esprimersi compiutamente. 

Ti abbraccio, ti ricordo e prego per te e per gli altri consiglieri in quest’ora di stordimento. 

Gabriele Ferrari s.x.

Gabriele Ferrari s.x.
19 Dicembre 2016
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