L’ 8 Agosto è deceduto a Batatais (Stato di San Paolo, Brasile) il vescovo Pedro Casaldáliga, 92 anni, prelato emerito di São Félix (Mato Grosso), appartenente alla Congregazione dei missionari Figli dell’Immacolato Cuore di Maria (Claretiani).
Dom Casaldáliga, era nato a Balsareny, in Catalogna ed è stato prelato di São Félix dal 1971 al 2005. Oltre ad essere poeta e aver scritto vari libri, Dom Casaldáliga fu uno dei principali testimoni viventi e credibili della Teologia della Liberazione. E’ stato un vescovo molto conosciuto e punto di riferimento per le sue battaglie a favore dei diritti umani, dei diritti degli indigeni e del creato. Nel 1971 scrisse la coraggiosa lettera pastorale “Una Chiesa nell’Amazzonia in guerra contro il latifondo e l’emarginazione sociale”, nella quale denunciava mali più che mai attuali: l’accaparramento delle terre, le crescenti diseguaglianze, la sofferenza delle popolazioni locali. Fu più volte minacciato di morte e di espulsione dal Brasile dalla dittatura militare. Può essere senza dubbio considerato un precursore di quella sensibilità e pratica pastorale che ha dato vita al recente Sinodo per l’Amazzonia (ndr).
La Pasqua di mons. Pedro Casaldáliga segna l'ingresso nell'eternità non solo di un vescovo profeta, ma di quella straordinaria generazione di "santi padri della Chiesa latinoamericana", di cui egli era l'ultimo sopravvissuto, che ha saputo sognare, promuovere e incarnare una Chiesa popolo di Dio radicata nello spirito del Concilio Vaticano II e rinnovata nell'opzione per i poveri.
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