Nizza Monferrato, ottobre 1965: da pochi giorni ho lasciato il mio paesello per entrare tra i Saveriani. Il giorno dopo il mio arrivo, domenica 3 ottobre sera, incomincia già l’anno di noviziato. La giornata è minuziosamente articolata tra le varie occupazioni tra mezzogiorno e mezzogiorno e quindici, l’orario contempla l’apprendimento a memoria della Lettera Testamento, passeggiando nel grande viale del parco. È questo il mio primo contatto e ricordo di questo testo maggiore del Fondatore, la cui memoria è tenuta viva nella comunità del noviziato, grazie alla presenza del P. Amatore Dagnino, succeduto a Mons. Conforti alla guida dell’Istituto.
«Divina eloquia cum legente crescunt», recita una celebre massima del papa Gregorio Magno. «Le parole di Dio crescono con colui che le legge!». A ben vedere è una luminosa massima di ermeneutica generale, che vale in particolare per le opere immortali. Il testo nella sua materialità rimane sempre lo stesso, ma il lettore intelligente vi estrae significati nuovi a misura della sua maturità umana e spirituale. Grazie al cammino della vita si accede a una comprensione nuova delle antiche parole. Cinquant’anni fa non mi rendevo conto della verità, profondità e bellezza di questo documento magistrale, con il quale, lo sappiamo, il Fondatore presentava ufficialmente al pusillus grex dei Saveriani di allora l’approvazione, da parte della Santa Sede, delle nuove Costituzioni e che Mons. Conforti affidava come «il testamento del padre.» Senz’altro il suo testo più ispirato.
Nel suo insegnamento, nella sua predicazione, Conforti era fedele ai canoni della retorica ecclesiastica dell’epoca. Utilizzo della Bibbia grazie alle frasi in latino della Volgata, richiamo alle massime della Scolastica e della tradizione ascetica, approccio moralizzante ai vari problemi. Si veda a titolo di esempio l’illustrazione al n. 5 del voto di castità. Ma nella LT traspare anzitutto la gioia del Fondatore per il pronunciamento della Santa Sede, ravvisando in questo episodio un segno chiaro dell’approvazione, da parte del Signore, della nuova famiglia missionaria che aveva visto la luce il 3 dicembre 1895. È l’avverarsi di un sogno, che merita l’azione di grazie e ancor più sollecita la responsabilità dei saveriani che vedono ufficializzato il loro carisma (cf n. 1). Il Fondatore traccia il cammino per «attuare le finalità sublimi che si propone di raggiungere l’Istituto nostro».
Non sarei sincero se dicessi che apro spesso la LT, ma è vero che conservo nella mente e nel cuore parecchie sue espressioni incisive. Si pensi solo all’ossimoro «povertà opulenta» che Conforti ha forgiato. Posso dire invece che tutti i giorni invoco il Fondatore per me e i confratelli, perché ci ottenga una maggiore fedeltà alla «grazia delle origini», al carisma.
Mi sembra che la nostra famiglia abbia bisogno di uno scossone, di una conversione profonda alla bellezza e alla radicalità della consacrazione missionaria, soprattutto in questo tempo, nel quale sta cambiando pelle, con la riduzione progressiva dei confratelli di origine italiana e il crescere del suo carattere internazionale. Auspico quindi che l’avvicinarsi del centenario di approvazione delle Costituzioni sia un’occasione favorevole per un rilancio spirituale del nostro Istituto, accentuando quelle tre caratteristiche che il n. 10 chiama i «coefficienti»: spirito di viva fede, spirito di obbedienza, spirito di amore intenso e a tutta prova per la nostra famiglia. La LT potrebbe benissimo rappresentare il testo base degli Esercizi Spirituali durante gli anni 2020 e 2021. Sarà un atto di memoria riconoscente, che non ci lascerà delusi.
Uno dei suoi «carissimi missionari».
Renzo Larcher
Bafoussam, Cameroun
A thanksgiving memory
Nizza Monferrato, October 1965: a few days ago I left my village to join the Xaverians. The day after my arrival, Sunday 3 October evening, the Novitiate year already begins. The day is meticulously divided among several activities. Between twelve and twelve fifteen, the timetable contemplates learning by heart the Testament Letter (TL), walking in the large park avenue. This is my first contact and remembrance about this major text of the Founder, whose memory is kept alive in the Novitiate community, thanks to the presence of Fr. Amatore Dagnino, who succeeded Mons. Conforti at the head of the Xaverian Institute.
"Divina eloquia cum legente crescunt", says a famous sentence of Pope Gregory the Great. "The Word of God grows with him who reads them!" On closer inspection, this is a luminous maxim of general hermeneutics, which becomes particularly true when it is referred to unforgettable works. The text in its “materiality” always remains the same, but the intelligent reader extracts new meanings from it in proportion to his human and spiritual maturity. Thanks to the journey of life, a new understanding of the ancient words is opened to everybody. Fifty years ago I did not realize the truth, depth and beauty of this masterful document, with which the Founder officially presented to the pusillus grex of the Xaverians the approval, by the Holy See, of the new Constitutions and that Mons. Conforti entrusted as "the will of the father"; certainly his most inspired text.
In his teaching and his preaching, Conforti was faithful to the principles of ecclesiastical rhetoric of his time. Use of the Bible through to the Latin sentences of the Vulgata; reference to the maxims of the Scholasticism and the ascetic tradition and moralizing approach to various problems. See as an example the description at no. 5 of the TL, of the vow of chastity. However, in the TL, first of all, the joy of the Founder shines through because of the declaration of the Holy See, recognizing in this event a clear sign of the Lord's approval of the new missionary Family that had seen the light on December 3, 1895. It is a dream coming true; which deserves thanksgiving and even more urges the responsibility of Xaverians who see their charism officially confirmed by the Church (cf TL 1). The Founder traces the path «we must strive to fulfill the sublime goals of the Institute».
I wouldn't be sincere if I say that I often open LT, but it is true that I keep many of its sharp expressions in my mind and heart. Just think of the paradox "opulent poverty" that Conforti has molded. I can say instead that every day I invoke the Founder for myself and my confreres, so that he may obtain for us greater fidelity to the "grace of the origins", to the charism.
It seems to me that our Family needs a “shock”, a profound conversion to the beauty and radicality of missionary consecration, especially in this time, in which our Institute is changing “its skin”, with the progressive reduction of the confreres of Italian origin and the growth of its international character. I therefore hope that the celebration of the jubilee year for the approval of the Constitutions will be a favorable occasion for a spiritual revitalization of our Institute, emphasizing those three characteristics that n. 10 calls the "components": a spirit of living faith, a spirit of prompt and ready obedience, a spirit of intense and fully tested love for our missionary Family. The TL could very well represent the basic text of the Spiritual Exercises during the years 2020 and 2021. It will be an act of grateful remembrance that will not leave us disappointed.
One of his "dear missionaries".
Renzo Larcher
Bafoussam, Cameroun.
Une mémoire reconnaissante
Nous sommes à Nizza Monferrato, octobre 1965 : Je venais de quitter mon petit village pour rejoindre les Missionnaires Xavériens. Le lendemain de mon arrivée, au soir du dimanche 3 octobre, commence déjà l’année de noviciat. La journée est minutieusement articulée. Parmi les différentes occupations, entre midi et midi quinze, l’horaire contemple l’apprentissage à mémoire de la Lettre Testament (LT), en se promenant sur la grande avenue du jardin. Tel est mon premier contact et souvenir de ce texte majeur du Fondateur, dont la mémoire est restée vivante dans la communauté du noviciat, grâce à la présence du P. Amatore Dagnino, qui a succédé Mgr. Conforti à la tête de l’Institut.
« Divina eloquia cum legente crescunt », récite une célèbre maxime du pape Grégoire le Grand. « Les paroles de Dieu croissent avec celui qui les lit ». Si l’on y pense bien, il constitue une maxime lumineuse de l’herméneutique générale, qui s’applique en particulier aux œuvres immortelles. Le texte dans sa matérialité reste toujours le même, mais le lecteur intelligent y extrait des significations nouvelles à la mesure de sa maturité humaine et spirituelle. Grâce au chemin de la vie, on accède à une compréhension nouvelle des anciennes paroles. Il y a cinquante ans, je ne me rendais pas compte de la vérité, de la profondeur et de la beauté de ce document magistral, par lequel, nous le savons, le Fondateur présentait officiellement au pusillus grex des Xavériens d’alors l’approbation, de la part du Saint-Siège, des nouvelles Constitutions et le leur confiait comme « le testament du père ». C’est certainement son texte le plus inspiré.
Dans son enseignement, dans sa prédication, Conforti était fidèle aux normes de la rhétorique ecclésiastique de l’époque. Utilisation de la Bible grâce aux phrases en latin de la Vulgate, recours aux maximes de la Scholastique et de la tradition ascétique, approche moralisante aux différents problèmes. Voir à titre d’exemple l’illustration au n. 5 du vœu de chasteté. Mais dans la LT transparaît avant tout la joie du Fondateur pour l’avis favorable du Saint-Siège, en voyant dans cet épisode un signe clair de l’approbation, par le Seigneur, de la nouvelle famille missionnaire qui avait vu le jour le 3 décembre 1895. C’est la réalisation d’un rêve, qui mérite une action de grâce et qui en plus appelle à la responsabilité les xavériens qui voient officialisé leur charisme (cf. n.1). Le Fondateur trace le chemin pour « réaliser les finalités sublimes que notre Institut se propose d’atteindre ».
Je ne serais pas sincère si je disais que j’ouvre souvent la LT, mais il est vrai que je conserve dans mon esprit et dans mon cœur plusieurs expressions incisives. Pensons seulement à l’oxymore « pauvreté opulente » que Conforti a forgé. Je peux dire cependant que tous les jours j’invoque le Fondateur pour moi et les confrères, afin qu’il nous obtienne une plus grande fidélité à la « grâce des origines », au charisme.
Il me semble que notre famille a besoin d’une poussée, d’une conversion profonde à la beauté et à la radicalité de la consécration missionnaire, surtout en ce temps où la peau change, avec la réduction progressive des confrères d’origine italienne et la croissance de son caractère international. Je souhaite donc que l’approche du centenaire d’approbation des Constitutions soit une occasion favorable pour une relance spirituelle de notre Institut, en accentuant ces trois caractéristiques que le n. 10 appelle les « coefficients » : esprit de foi vive, esprit d’obéissance, esprit d’amour intense et à toute épreuve envers notre famille. La LT pourrait très bien représenter le texte de base des Exercices Spirituels au cours des années 2020 et 2021. Ce sera un acte de mémoire reconnaissante, qui ne nous laissera pas déçus.
Un de ses « très chers missionnaires ».
Renzo Larcher
Bafoussam, Cameroun.
UNA MEMORIA AGRADECIDA
Niza Monferrato, octubre 1965: hace apenas pocos días he dejado mi pequeña localidad para entrar con los Xaverianos. El día después de mi llegada, domingo 3 de octubre por la tarde, empieza el año de noviciado. El día es articulado minuciosamente con las varias ocupaciones entre mediodía y mediodía y quince, el horario contempla el aprendizaje de memoria de la Carta Testamento, paseando por el gran camino arbolado del parque. Este es mi primer contacto y recuerdo de este texto mayor del Fundador, cuya memoria es tenida viva en la comunidad del noviciado, gracias a la presencia del P. Amatore Dagnino, sucesor de Mons. Conforti en la conducción del Instituto.
«Divina eloquia cum legente crescunt», recita una célebre máxima del Papa Gregorio Magno. «¡Las palabras de Dios crecen con el que las lee!». Pensándolo bien, es un luminoso principio de hermenéutica general, que vale en particular para las obras inmortales. El texto en su materialidad siempre queda el mismo, pero el lector inteligente extrae significados nuevos en la medida de su madurez humana y espiritual. Gracias al camino de la vida se accede a una comprensión nueva de las palabras antiguas. Hace cincuenta años no me percaté de la verdad, profundidad y belleza de este documento magistral, con el que, lo sabemos, el Fundador presentó oficialmente al pusillus grex de los Xaverianos de entonces, la aprobación por parte de la Santa Sede de las nuevas Constituciones; y que Mons. Conforti confiaba como “el testamento del padre”. Sin duda alguna este es su texto más inspirado.
En su enseñanza, en su predicación, Conforti era fiel a los cánones de la retórica eclesiástica de su época. Uso del Biblia gracias a las frases en latín de la Vulgata, recurso a las máximas de la Escolástica y la tradición ascética, talante moralizante ante los varios problemas. Véase, por ejemplo, la presentación en el n. 5 del voto de castidad. Pero en la CT trasluce ante todo la alegría del Fundador por el pronunciamiento de la Santa Sede, reconociendo en este episodio una señal clara de la aprobación, de parte del Señor, de la nueva familia misionera que vio la luz el 3 de diciembre de 1895. Es la realización de un sueño, que merece la acción de gracias y sobre todo pide la responsabilidad de los Xaverianos que ven oficializado su carisma (cfr. n. 1). El Fundador traza el camino para «realizar los altos fines que el Instituto se propone alcanzar».
No sería sincero si dijera que abro a menudo la CT, pero es verdad que conservo en la mente y en el corazón bastantes de sus expresiones incisivas. Se piense solamente en aquella de “pobreza opulenta” (expresión retórica llamada oxímoron) que Conforti ha forjado. Puedo decir, sin embargo, que todos los días invoco al Fundador por mí y por los hermanos, para que nos obtenga una mayor fidelidad a la “gracia de los orígenes”, al carisma.
Me parece que nuestra familia tiene necesidad de un sacudimiento, de una conversión profunda a la belleza y a la radicalidad de la consagración misionera, sobre todo en este tiempo, en el que está cambiando piel, con la reducción progresiva de los hermanos de origen italiano y el crecimiento de su carácter internacional. Deseo por lo tanto que la aproximación del centenario de la aprobación de las Constituciones sea una ocasión favorable para un relance espiritual de nuestro Instituto, acentuando aquellas tres características que el n. 10 llama “factores”: espíritu de fe viva, espíritu de obediencia, espíritu de amor intenso y a toda prueba por nuestra familia. La CT podría muy bien adoptarse como el texto base de los Ejercicios Espirituales durante los años 2020 y 2021. Será un acto de memoria agradecida, que no nos dejará decepcionados.
Uno de sus «queridísimos misioneros».
Renzo Larcher
Bafoussam, Cameroun.
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