Skip to main content

BANGLADESH E SOCIETÀ CIVILE

15 setembro 2023

Disponível em

“La persecuzione di leader della società civile, di difensori dei diritti umani e di altre voci dissenzienti in Bangladesh è un segnale preoccupante”. A lanciare l’allarme sulla repressione del dissenso in Bangladesh da Ginevra è stata Ravina Shamdasani, portavoce dell’Ufficio dell’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani, con particolare riferimento alla sorte di Muhammad Yunus, 83 anni, il “banchiere dei poveri”, insignito del premio Nobel per la pace nel 2006 per il suo lavoro di promozione dello sviluppo economico, che attualmente sta affrontando due processi — uno per presunta violazione della legge sul lavoro e l’altro per presunta corruzione — che prevedono pene detentive. La repressione delle voci dissenzienti sta diventando un fenomeno sempre più diffuso. La situazione politica è segnata da forti tensioni in vista delle elezioni legislative che si svolgeranno nel gennaio 2024 e negli ultimi mesi si sono verificati scontri in diversi centri urbani del Bangladesh. La corruzione è endemica nel paese asiatico e gli sforzi fatti per affrontarla appaiono indeboliti dalla politicizzazione della loro applicazione, mentre i media e la società civile sono soggetti a restrizioni e non sono pienamente in grado di denunciare il malaffare compiuto da esponenti governativi… (Osservatore Romano, 06 settembre 2023)


English

CIVIL SOCIETY IN BANGLADESH

“The legal harassment of civil society leaders, human rights defenders and other dissenting voices, is a worrying sign for civic and democratic space in Bangladesh.” From Geneva, Ravina Shamdasani, Spokesperson for the UN High Commissioner for Human Rights, raises the alarm about the repression of dissent in Bangladesh. In particular, she mentions the case of 83-year-old Mohammad Yunus, “banker to the poor”, who was awarded the Nobel Peace Prize in 2006 for his work on poverty alleviation. Yunus currently faces two trials that carry potential prison sentences – one on charges of violating labour laws, the second for alleged corruption. Repression of dissenting voices is becoming an increasingly widespread phenomenon. In the run-up to the general elections that will take place in January 2024, the political situation of Bangladesh is marked by high tensions and in recent months violent clashes occurred in several urban centres. Corruption is endemic in this Asian country and efforts to deal with it are watered down by the politicization of their implementation, while media and civil society are subject to restrictions and not fully able to denounce the wrongdoings of government officials… (Osservatore Romano, September 6th, 2023)