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Milani P. Vasco

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P. Vasco Milani

Cittadella (Padova, 4 novembre 1941
Parma, 28 maggio 2011

La sera del 28 maggio 2011, in Casa Madre, intorno alle 20.45, è morto il P. Vasco Milani, per collasso cardiocircolatorio in seguito a ulteriori complicanze della malattia rilevata alla fine del 2009 ed esplosa in tutta la sua virulenza devastatrice e crocifiggente nell'ottobre del 2010. Aveva 69 anni compiuti, essendo nato a Cittadella (Padova) il 4.11.1941.

La storia della vocazione di P. Vasco è quella di un ragazzo esuberante ('cavallo matto', lo chiamavano), che gradualmente assume il controllo della sua straripante vivacità e la incanala «nella carità per i compagni, nel compatimento di ogni loro difetto, nell'ammirazione di tutte le loro virtù» (Il Giornaletto di Cittadella, 15 ott. 1967). Alla fine della quinta elementare la mamma, preoccupata perché il figlio ancora "non faceva giudizio", ottenne dalla maestra che il Vasco ripetesse la classe". E a un certo momento, finalmente!, incominciò a studiare. Fu il giorno in cui passò a scuola un saveriano e "chiese: chi di voi vuole farsi missionario?" 'Cavallo matto', fra la sorpresa di tutti, fu il primo ad alzare la mano.

Il 5 ottobre 1953 entrò all'istituto di Vicenza e iniziò l'iter formativo saveriano: Vicenza (53-56), Medie; Zelarino (56-58), Ginnasio superiore; S. Pietro in Vincoli (58-59), Noviziato e Prima Professione (22.9.59); Desio (59-62), Liceo; Brescia (62-63), Prefettato; Parma (63-64), Propedeutica; Brescia (64-65), Prefetto e 1a Teologia; Parma (65-68), Teologia. Fu ordinato presbitero il 14.10.1967 a Cittadella.

Le note dei formatori, nelle varie tappe del processo formativo del P. Vasco, sono sempre positive. Alla fine del liceo il Rettore scriveva: «Carattere molto buono, docile e generoso. Non forte nello studio, ma sufficiente. Impegnato seriamente nella vita spirituale. Dà ottime speranze di riuscita». In teologia così fu presentato agli Ordini Maggiori: «Dal primo anno di teologia l'ho sempre visto migliorare. Giovane serio, sereno, affabile, impegnato. C'è tutto di buono da sperare, anche da parte di chi è alla ricerca di futuri superiori».

Dopo l'ordinazione P. Vasco lavorò, alternativamente, negli Usa e nel Brasile Nord.
Visse un vero e proprio avvicendamento, riguardo al quale in una lettera al P. Generale (12.3.90) si espresse in questi termini: «La mia esperienza è stata molto frammentata finora … Non è tanto il fare le valigie, ma è il cambio di ambiente di lavoro e culturale che esige un entrare e uscire dalla propria pelle. Non recuso laborem, ma mi piacerebbe fare un'esperienza più continua».

Questa la cronologia delle sue attività: 68-76: Franklin, economo; 76-82: parroco a Tomé Açu (Brasile); 82-86: Franklin, Economo; 86-94: nella parrocchia di Tomé Açu; 94-02: Superiore della comunità di Franklin; 02-06: parroco a Belém, S. Francisco Xavier. Dal 6 al 10 gli fu chiesto il servizio di assistenza ai malati della Casa Madre.

«Vasco era Vasco … ha scritto il P. Bob Molony, appena ricevuta la notizia della morte del confratello -Ha dato se stesso, i suoi talenti senza calcoli. Sempre in forma, allegro, contento, incoraggiante, "pastorale". Sempre con un tocco di buon umore. Senza esitazioni si è prestato, secondo le necessità, per i più diversi servizi … Si faceva amici con facilità, ma sempre per l'Istituto. Era uno che sapeva dare; una presenza gioiosa; un sacerdote sempre entusiasta; un missionario che ha fatto sì che il Brasile entrasse nell'orizzonte delle attenzioni e degli affetti di qualche zona dell'America del Nord. Ha sempre dato il meglio di sé, quasi sempre con una barzelletta, un sorriso, una risata incoraggiante, con spirito fraterno. Irradiava continuamente la sua gioia di essere missionario, saveriano».

E senza dimenticare i suoi limiti, come confidava al P. Generale il 12.12.92: «[Dagli incontri con amici e co­no­scenti torno sempre] ricco in umanità e umiltà. Eh sì! Perché quando ti dicono tante cose belle,ti esaltano oltre i meriti, io che so che ancora non ho corrisposto al 100% alla vocazione, mi sento piccolo, piccolo».

Con il Beato Guido gli sia dato di contemplare il volto di Dio.

English

Fr. Vasco Milani

Cittadella (Padova, 4 novembre 1941
Parma, 28 maggio 2011

Fr. Vasco Milani died of heart failure on May 28, 2011 in the Motherhouse, Parma.Born in Cittadella (Padua, Italy) on Nov. 4 1941, he was 69 years old.

Fr. Vasco was a young exuberant boy who gradually learned to control his vivacity and channel it «into love for his companions, compassion for their defects and admiration for their virtues» (Il Giornaletto di Cittadella, Oct. 15, 1967). At the end of elementary school his mother, who was concerned because her son “was not behaving well,” convinced the teacher that he should repeat the school year. Vasco, finally, began to study. One day, a Xaverian visited the school and asked who wanted to become a missionary. To everyone’s surprise, Vasco was the first to raise his hand.

He joined the Institute at Vicenza on Oct. 5 1953 and completed the following formation stages: junior high school at Vicenza (1953-56); senior high school at Zelarino (1956-58); novitiate at S. Pietro in Vincoli (1958-59); First Profession at S. Pietro in Vincoli (Sept. 22, 1959); Lyceum at Desio (1959-62); prefect at Brescia (1962-63); introductory year at Parma (1963-64); prefect and first year of Theology at Brescia (1964-65); Theology at Parma (1965-68). He was ordained priest at Cittadella on Oct. 14 1967.

He received positive reports from his formators at every stage of the formation process. At the end of the lyceum, the rector wrote: «He has a good character and is docile and generous. He is not an exceptional student, though his performance is adequate. He is seriously committed to the spiritual life and is a good promise for the future». At the end of theology he was thus presented for Major Orders: «I have seen him constantly improve since the first year of theology. He is a serene, serious, affable and committed young man. He shows good promise as a future superior».

After his ordination, Fr. Vasco worked alternately in the United States of America and North Brazil.

His life was one of constant rotation and he commented upon this in a letter to the Superi0or General (March 12, 1990): «So far my experience has been very fragmented… It is not so much the fact that I have to constantly pack my bags and move elsewhere, but the change of environment that this involves. “Non recuso laborem,” but I would like some continuity in my experience».

The chronology of his activities: 1968-76, Franklin, treasurer (USA); 1976-82, parish priest at Tomé Açu (Brazil); 1982-86, Franklin, treasurer; 1986-94, parish of Tomé Açu; 1984-2002, Superior of the community of Franklin; 2002-06, parish priest at Belem, S. Francisco Xavier. From 2006 until 2010 he assisted the sick in the Mother House.

«Vasco was Vasco – wrote Fr. Bob Maloney as soon as he heard of the confrere’s death –. He gave himself and his talents without calculation. Always in good form, cheerful, content, encouraging, a “pastoral” man. Always with a touch of good humor. He gave himself without hesitation, according to the necessities, for the most diverse services… He made friends easily, but always for the Congregation. He was one who knew how to give; a joyful presence; an always enthusiastic priest; a missionary who brought Brazil to the attention and the affection of some parts of North America. He always gave the best of himself, almost always with a joke, a smile, encouraging laughter and with a fraternal spirit. He continually radiated his joy at being a Xaverian and a missionary».

He never forgot his own limits, as he confided to the Superior General on Dec. 12, 1992: «From my encounters with friends and acquaintances I always come away rich in humanity and humility, because when they say many good things about you, they always exalt you beyond your merits; I know that I have not yet corresponded 100% to my vocation and I feel very small».

DG
28 maio 2011
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