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Monaci P. Ottorino

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P. Ottorino Monaci

Ornavasso (Novara), 7 marzo 1940
Pekambaru (Indonesia), 1 agosto 2012

All’ospedale di Pekambaru (Indonesia), verso le 11,00 locali del 1° agosto 2012, è morto il P. Ottorino Monaci. Si stava preparando per andare a celebrare in una Stazione Missionaria, quando si è sentito male. Accompagnato immediatamente all’ospedale, cessava di vivere al pronto soccorso, stroncato dall’infarto che lo aveva colpito.
Aveva 72 anni compiuti essendo nato a Ornavasso (Novara) il 7 marzo 1940.

P. Ottorino si formò nel Seminario diocesano di Novara del quale fu allievo dal 1951 al 1964.  Il 20 giugno 1964, infatti, fu ordinato presbitero e gli fu affidata la cura pastorale di due comunità montane della val Cannobina.  Ma non era esattamente quello il progetto di don Ottorino. Fin dai primi anni di seminario egli venne maturando il convincimento  di essere chiamato alla missione. «Fin dall’inizio desiderava diventare sacerdote per poi darsi alle Missioni. I vari incontri con i Missionari servirono a radicare sempre più questa sua convinzione. Nel 1962 ebbe l’approvazione del P. Spirituale. Il Vescovo, appena giunto in diocesi, volle attendere un po’ … l’ordinazione presbiterale e un anno di servizio pastorale in due parrocchie di montagna. Nel 1965 ebbe il permesso del Vescovo. Il 2 ottobre dello stesso anno entrò a Nizza Monferrato per l’anno di noviziato» (Scheda anagrafica).

E questo è il giudizio di presentazione per l’ammissione alla Professione religiosa: «Calmo, equilibrato  riflessivo, tranquillo, moderato. Fa con ordine e metodo quel che si propone di fare, senza correre e senza fermarsi.
La sua indole non si presta ad eccessi sia positivi che negativi: ciò vale anche in riferimento alla pietà, alla generosità, alla mortificazione, alla carità, allo zelo.  Ha una certa tendenza a fare rilievi e a dire qualche parola di critica, ma … in buona fede, si direbbe. Insomma è un elemento discretamente  buono che potrà fare anche da superiore subalterno, dato il  suo carattere pacifico, moderato, accomodante e difficilmente irritante» (20.8.66). 

Dopo la professione fu destinato all’Indonesia. Giunse nel paese asiatico il 16.1.1968. Vi  trascorse il resto della sua vita: quasi 45 anni colmi di  attività pastorali in favore di  trasmigranti,   Mentawaiani, popolazioni di Sumatra. I suoi campi di lavoro furono Pasaman (68-71; 79-80); Sipora (71-72; 75-79);  Sikabaluan (72-75; 96-10); Siberut (80-96);  Pekanbaru: S. Paulus Labu Baru (10-12). 

P. Monaci si inserì e visse con tutta naturalezza nel  mondo indonesiano. «Arrivò  al  Pasaman  - scrive il P. Corvini che condivise  con lui i  primi anni di missione -  senza  mostrare  meraviglia o sorpresa per la  sua missione, come se la  conoscesse già. 

Arrivò  con tanta  voglia di fare il Missionario. E del Missionario aveva il  fisico  e la lunga  barba; sembrava un santo padre o uno dei profeti. Lo chiamavano: Pastor Gemuk, il pastore grosso! Ma era un Gigante Buono: bastava che si fermasse per pochi minuti  perché  si vedessero bambini saltargli addosso. Ogni sera,  quasi tutte le sere,  in un villaggio o in un altro, secondo i nostri impegni, andava  a far catechismo  nelle capanne. Si accovacciava per terra con le gambe  incrociate  e stava lì per ore non solo per il tempo  del catechismo ma anche per condividere  la gioia di stare insieme e fare con loro  lunghe chiacchierate  sui  problemi della loro vita. Sentiva la responsabilità  della missione, aveva il senso della Chiesa  e ha conservato sempre la freschezza dell’entusiasmo per il ministero  tra la gente  sia  per  le  confessioni, sia per le  visite ai poveri che  per i sacramenti agli infermi» (9.8.12). 

«P. Monaci non amava le formalità – scrive il 14.8.12  P. Qualizza -  gli piaceva invece coltivare rapporti personali. Anche a Pekambaru in poco tempo ha suscitato simpatia e amicizia in tante persone adulti, giovani e bambini».  
Realizzava così la sua vocazione missionaria che aveva sempre sentita come «donazione totale per la diffusione del Regno di Dio tra gli infedeli» (27.7.66).

Riposi in pace.

English

Fr. Ottorino Monaci

Ornavasso (Novara), 7 marzo 1940
Pekambaru (Indonesia), 1 agosto 2012

P. Ottorino Monaci died in hospital at Pekambaru (Indonesia), on 1 August 2012. He was getting ready to leave for Mass when he became unwell. He was taken to hospital immediately, but died of a heart attack in the emergency room.

Born in Ornavasso (Novara, Italy), on 7 March 1940, he was 72 years old.

Fr. Ottorino studied at the diocesan seminary of Novara in the years 1951-1964. He was ordained priest on 20 June 1964 and was assigned to pastoral ministry in two mountain communities in the Val Cannobina. Yet this was not exactly the project that Fr. Ottorino had in mind. From the first years of seminary he had been

increasingly convinced that he was called to the missionary life. «From the beginning he wanted to become a priest and go to the Missions. His various encounters with missionaries only strengthened this conviction. His spiritual director gave his approval in 1962, but the Bishop, who had just arrived in the diocese, wanted to wait for a while. Ottorino was ordained priest and served for one year in the pastoral ministry in the mountain parishes. The bishop finally gave his approval in 1965 and, on 2 October of the same year, he went to Nizza Monferrato for the Novitiate.» (Personal file, Scheda anagrafica).

The report presenting him for admission to Final Profession thus described him: «He is calm, balanced, reflective and moderate. He performs his duties promptly, in an orderly and methodical manner. His nature was not prone to positive or negative excesses: this is true also in reference to his piety, generosity, mortification, charity and zeal. He has a certain tendency to criticize, but does so in good faith. He is a discretely positive element and could work as an assistant superior, given his peaceful, moderate and easy going personality» (20.8.66).

After the profession he was assigned to Indonesia and arrived there on 16 January 1968. He spent the rest of his life in that country: almost 45 years full of pastoral activities on behalf of the migrants from the Mentawai and the peoples of Sumatra. His fields of work were Pasaman (1968-71; 1979-80); Sipora (1971-72; 1975-79); Sikabaluan (1972-75; 1996-10); Siberut (1980-96); Pekanbaru: S. Paulus Labu Baru (2010-12).

Fr. Monaci settled down easily in Indonesia. Fr. Corvini, who shared the first years of the mission with him, writes: «He arrived in Pasaman without showing any surprise, almost as if he already knew the mission.

He arrived with a great desire to work as a Missionary. He had the ideal physique and, with his long beard, he had the appearance of a prophet. The people called him: Pastor Gemuk, the huge father! But he was a gentle giant: whenever he was around, the children would jump into his arms. Al most every evening he went to teach the catechism in the huts of the people. He would crouch down and spend hours with them, chatting at length about their problems. He felt the responsibility of the mission, he had a keen sense of the Church and always kept his fresh enthusiasm for the ministry among the people, confessions, visits to the poor and taking the sacraments to the sick» (9.8.12).

Fr. Qualizza writes: «Fr. Monaci was no lover of formality; instead, he preferred to cultivate personal relationships. At Pekambaru how quickly won the affection and friendship of many people, adults, young people and children» (14.8.12). He thus fulfilled the missionary vocation that he had always looked upon as a «total self-giving to spread the Kingdom of God among the pagans» (27.7.66).

May he rest in peace.


DG
01 agosto 2012
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