P. Giovanni Picci
Quartu S. Elena (Cagliari), 16 dicembre 1919
Quartu S. Elena (Cagliari), 21 gennaio 1990
Di anni 70. Lavorò in Giappone 38 anni. Sepolto a Quartu S. Elena
La vita del p. Picci fu impegnata nel servizio missionario in terra giapponese per quasi quarant'anni. Per attuare la sua aspirazione, dovette superare la resistenza di suo padre, e sottrarsi alle benevole pressioni del vescovo e del rettore del seminario di Cagliari. "Leggevo Fede e Civiltà - scrive - e mi ero orientato verso i saveriani".
Così nel 1936 lasciò il seminario per entrare nella nostra scuola apostolica di Grumone.
Ordinato sacerdote nel 1946, nel 1951 fu inviato in Giappone. Tutti sanno che è una delle missioni più difficili per la lingua, il temperamento e la cultura dei giapponesi.
Ci vogliono anni prima che il missionario sia attivo, e poi la fatica di raggranellare qualche battezzato col contagocce dà l'impressione di giocare sulla sabbia; e viene lo scoraggiamento: che non risparmiò il p. Giovanni.
Egli infatti, tornato in patria per riposo, ad un amico confidò che avrebbe volentieri cambiato missione per andare, ad esempio, in Brasile dove riempire le chiese di fedeli.
Invece tornò in Giappone a fare la volontà di Dio. Si organizzò un metodo di lavoro a misura delle sue forze: affidò il suo messaggio ai fatti, andò verso la gente.
Girava per i villaggi, salutava tutti con sorrisi e inchini, si faceva amici, e ricordava i loro nomi anche dopo molti anni.
Nel 1956 cominciò a visitare la cittadina di Saito. Vi costruì una chiesa, una residenza e vi fondò un asilo con 80 bambini, e là nel 1962 si stabilì definitivamente. Nella scuola materna egli vide subito un ponte d'oro tra la chiesa e la società giapponese.
Nel 1975 giunsero a Saito molti profughi vietnamiti ed egli si fece in quattro per aiutarli. Studiò la loro lingua per dire la Messa in vietnamita. Per questa attività e per quella educativa ebbe diplomi di benemerenza dalle autorità giapponesi.
Immerso nelle sue attività, il p. Picci badava poco alla salute, finché il suo organismo cominciò a protestare. Nell'aprile 1989 sentì dolori insoliti e persistenti. In giugno si rassegnò a farsi vedere dai medici che gli trovarono un tumore ormai esteso fino all'area dei polmoni. Dovette rientrare in Italia.
Seguirono mesi dolorosi ed egli sopportò tutto con fede e pazienza.
Il Signore lo chiamò a sé il 21 gennaio 1990 a salutare ancora per nome tanti amici incontrati nella terra giapponese.
Fr. Giovanni Picci
Quartu S. Elena (Cagliari), 16 dicembre 1919
Quartu S. Elena (Cagliari), 21 gennaio 1990
Fr. Giovanni Picci died in his family at Quartu S. Elena (Cagliari) on Jan. 21 1990, following a long battle with lung cancer. He was 70 years old, born on Dec. 16 1919 at Quartu S. Elena (Cagliari).
The life of Fr. Picci was marked by his 40-year mission service in Japan. It began at the diocesan Seminary in Cagliari, and after convincing both his dad and the Bishop that he felt called to missionary life, he entered the Xaverians at Grumone in 1936. He recalls: “I used to read ‘Fede e Civiltŕ’, and I felt I should orient my life toward the Xaverians.”
Following the year of Novitiate at S. Pietro in Vincoli, he professed religious missionary vows on Sept. 12 1938, and then was ordained priest on April 20 1946. After a few years of service in Italy, he was assigned to Japan, a hard mission for everyone, considering the language, the culture and the religious view of the Japanese.
Fr. Giovanni went through a period of discouragement himself, so much so that during a period of rest in Italy, he confided to a friend that he wished he had chosen otherwise, or an easier mission territory. Instead, he went back to Japan, and organized his work according to his skills, approaching the people he could. He would visit villages, greet everyone, build up friendships, and remember their names.
In 1956 he settle at Saito, where he built a church, a rectory and a kindergarten for about 80 children. He saw that the kindergarten would be a golden bridge between Christianity and Japanese society.
In 1975 many Vietnamese refugees came to Saito, and Fr. Picci employed himself to help them. He even learned their language, so that he could celebrate Mass for them. For the many activities he carried, Fr. Picci received recognitions and awards from the Japanese authorities, both in charitable and educational work.
Unfortunately, Fr. Picci would spend himself for his people, that he did not take care of his health. In April 1989 he began having some stomach pains, and after visits to the doctor, he was found with an advance tumor in the lungs. He had to return to Italy to seek medical treatment, but to no avail. Yet he undertook the treatments of those months sustained by his faith and patience. The Lord called him home on Jan. 21 1990. May he rest in Peace.
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