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UN LIBRO SU P. GIO BATTA COLLINI SX (1911-1974): MISSIONARIO IN CINA (1939-1953)

29 Septiembre 2023

Disponible en

Il Salesiano Don Aldo Andrea Castenetto ha recentemente pubblicato su Bookabook un libro dal titolo “Un lucherino in Gabbia. Padre Collini nella Cina di Mao”.

Il nonno di Don Aldo Andrea era fratello di p. Gio Batta Collini. Quest’ultimo, originario di Vergnacco, Udine, dopo l’ordinazione presbiterale (1936) e alcuni anni di servizio a Massa Lucana, a Poggio S. Marcello e a S. Pietro in Vincoli (1936-1939), parte per la Cina. Dopo quasi due anni di studio della lingua cinese a Tianjin, nella Domus Studiorum, è destinato alla cattedrale di Zhengzhou prima (1941) e alla cattedrale di Luoyang poi (1945-1953). Conosce a più riprese l’esperienza del campo di concentramento (18 mesi complessivamente) a Nayang, a Sichuan e a Dengfeng. Nel 1953 viene espulso. Dopo la sua espulsione, trascorre 5 anni in Sierra Leone.

L’autore, musicista ed insegnante, “rilegge”, a maniera di romanzo biografico, il diario di prigionia e le lettere, ritrovate nella casa della nonna, e inviate dallo stesso p. Gio Batta ad amici e parenti. “Queste lettere, afferma l’autore, sono la voce di un missionario che, aggrappatosi alla propria spiritualità, provò a vedere ogni giorno trascorso tra le quattro mura di una cella e i lavori forzati come un atto di smisurata fede”.


English

A BOOK ON FR. GIO BATTA COLLINI S.X. (1911-1974): MISSIONARY IN CHINA (1939-1953)

Salesian Fr. Aldo Andrea Castenetto has recently published on Bookabook a book titled: Un Lucherino in Gabbia – Padre Collini nella Cina di Mao (A Caged Siskin – Father Collini in Mao’s China).

Fr. Aldo Andrea’s grandfather was the brother of Fr. Gio Batta Collini. The latter was born in Vergnacco, Udine. After his ordination to the priesthood (1936) and few years of service in Massa Lucana, Poggio San Marcello and San Pietro in Vincoli (1936-1939), he left for China. He spent almost two years to study the Chinese language in Tianjin, at the Domus Studiorum, then was assigned, first, to the cathedral of Zhengzhou (1941), then, to that of Luoyang (1945-1953). On several occasions, he went through the harsh experience of concentration camps (altogether 18 months) in Nayang, in Sichuan and in Dengfeng. In 1952 he was expelled from the country. Following his expulsion, he spent 5 years in Sierra Leone.

The author, a musician and teacher, has produced a biographical novel by reviewing the prison diary and letters he found in the house of his grandmother and which Fr. Gio Batta had sent to his friends and relatives. “These letters – says the author – are the voice of a missionary who is clinging to his own spirituality; I try to observe him while he spends every day enclosed within four walls or carrying out forced labour, as an act of immensurable faith.