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LA FAME NEL MONDO: I “PUNTI CALDI”

23 Junio 2023

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L’Onu li chiama i “punti caldi” della fame nel mondo, un elenco che si allunga inesorabilmente. Gli shock simultanei come i cambiamenti climatici, la pandemia, la guerra in Ucraina e ora la crisi sudanese, con le loro gravi ricadute, sono venuti ad aggravare una già acuta situazione di insicurezza alimentare in 18 “punti caldi” della terra. Secondo l’ultimo rapporto, pubblicato dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) e dal Programma alimentare mondiale (Pam), globalmente sono 22 i Paesi con più di 300 milioni di persone in tutto il mondo già alla fame, che il conflitto in Sudan e l’arrivo di El Niño potrebbe trasformare in una catastrofe umanitaria.

Il massimo livello di allerta riguarda l’Afghanistan, la Nigeria, la Somalia, il Sud Sudan e lo Yemen. Ma c’è preoccupazione anche per Haiti, il Sahel (Burkina Faso e Mali) e il Sudan.  Le ricadute della crisi sudanese stanno, inoltre, causando massicci spostamenti di popolazione e la fame serpeggia tra coloro che sono costretti a lasciare le loro case. Il rapporto prevede che più di un milione di persone fuggiranno dal paese, mentre altri 2,5 milioni di persone all'interno del Sudan affronteranno la fame acuta nei prossimi mesi. E se il conflitto persisterà, centinaia di migliaia di rifugiati presenti nel Paese probabilmente torneranno nei loro paesi di origine, molti dei quali sono già alle prese con crisi di vecchia data, aggravate ora da problemi sociali, politici ed economici. 

Proseguendo nell’elenco dei “punti caldi” della fame troviamo la Repubblica Centrafricana, la Repubblica Democratica del Congo, l'Etiopia, il Kenya, il Pakistan e la Siria, così come desta allerta anche il Myanmar.Recentemente all’elenco sono stati aggiunti anche il Libano, il Malawi e l'America centrale (El Salvador, Guatemala, Honduras e Nicaragua). 

(Dall’Osservatore Romano, 14 giugno 2023)


English

WORLD HUNGER: “HOT SPOTS”

The UN calls them “hot spots” of world hunger. They form a list that keeps enlarging inexorably. Various shocks – such as climate change, the pandemic, war in Ukraine and, now, the Sudanese crisis with all its grave consequences – have occurred simultaneously and worsened an already acute situation of food insecurity for 18 hot spots on the earth. According to the latest report published by FAO (the United Nations’ organisation for food and agriculture) and by the World Food Programme (WFP), 22 Countries accounting for more than 300 million people all over the world are already facing starvation, a situation which the conflict in Sudan and the arrival of El Niño could transform into a humanitarian catastrophe. 

The highest level of alert concerns Afghanistan, Nigeria, Somalia, South Sudan and Yemen. But there are also serious worries about Haiti, the Sahel (Burkina Faso and Mali) and Sudan. In particular, the fallout from the Sudanese crisis is causing massive population displacements, and hunger is spreading among those forced to leave their homes. The report estimates that more than a million people will flee the Country, while other 2.5 million people inside Sudan will face extreme hunger in the coming months. If the conflict persists, hundreds of thousand refugees in the Country will probably return to their native countries, many of which are already struggling with old crises now aggravated by social, political and economic problems. 

In the list of hunger “hot spots”, one then finds the Central African Republic, the Democratic Republic of the Congo, Ethiopia, Kenya, Pakistan and Syria, while also Myanmar is a cause for concern. Recently, the list has been expanded to include LebanonMalawi and Central America (El Salvador, Guatemala, Honduras and Nicaragua). (from L’Osservatore Romano, June 14th, 2023)