P. Vincenzo Baravalle
Villafranca Piemontese (Torino), 22 agosto 1941
Jakarta (Indonesia), 17 luglio 2009
Il 17 luglio 2009, intorno alle 17.30, a Jakarta in ospedale è morto, consumato da un tumore ai polmoni, P. Vincenzo Baravalle.
Era prossimo ai 68 anni, essendo nato a Villafranca Piemontese (Torino) il 22.8.1941.
P. Vincenzo entrò tra i Saveriani a S. Pietro in Vincoli nel 1958, dopo essere stato, per cinque anni, alunno del Seminario arcivescovile di Torino. Così lo presentò il Rettore del Seminario: “Proveniente da ottima famiglia cristiana e assai numerosa, si è rivelato sempre e dappertutto un buon seminarista ... Sinceramente e costantemente applicato nell’acquisto della soda pietà, ha sempre dato buona prova anche nella disciplina e nello studio” (6.6.1958).
Questo giudizio positivo venne puntualmente ripetuto alla Prima Professione (S. Pietro in Vincoli, 22.9.1959), nei tre anni di Liceo (Desio, 59-62), dopo il prefettato a Cremona (64-65) e per l’ammissione al presbiterato: “Di intelligenza buona, non ha potuto impegnarsi nello studio in maniera completa per la forma di encefalia locale che lo travaglia; ma ha superato facilmente gli esami scolastici nei tempi determinati. Portato naturalmente alla pietà liturgica, ha sempre dimostrato profonde convinzioni religiose, così da essere ritenuto un buon religioso. Vive la vita saveriana ed è impegnato nella propaganda missionaria nei Seminari, collaborando con l’Unione Missionaria del Clero” (23 .6.67).
P. Vincenzo studiò Teologia alla Gregoriana a Roma. A Roma continuò a risiedere anche dopo l’or-dinazione (Parma, 15.10.67), per la specializzazione in Liturgia all’Anselmianum. Alla conclusione degli studi, giugno 1971, fu chiamato a Parma con l’incarico impegnativo di Direttore del CEM. Effettivamente negli anni ‘romani’ P. Vincenzo aveva rivelato capacità organizzative e un autentico interesse per l’animazione missionaria, oltre un contagioso entusiasmo giovanile. E proprio facendo tesoro della sua preparazione universitaria e dell’esperienza maturata collaborando con l’Unione Missionaria del Clero, avviò nel CEM la stagione dell’aggiornamento, organizzando e conducendo personalmente dei corsi “quando ancora erano una novità. ... Proverbiale l’accuratezza che metteva nell’organizzazione contenutistica e pedagogica delle settimane di studio” (Antonio Nanni, Profeti di mondialità, pag 55).
Nel 1976 fu destinato all’Indonesia dove visse e operò per il resto della sua vita. Vari sono stati i servizi di cui fu richiesto in quella Circoscrizione: Direttore della scuola S. Maria di Fatima a Jakarta (77-82); Parroco o Cappellano a S. Maria di Fatima, Jakarta (82-89), a Gunung Sitoli (89-01), alla Cattedrale di Padang (0 1-03); Consigliere regionale e dal 2003 al 2009 Superiore della Regione. Un apprezzabile ritratto di P. Baravalle ‘indonesiano’ ci è offerto dalla testimonianza di P. Matteo Rebecchi: “Innanzi tutto ho sempre visto in lui la capacità di organizzare il lavoro, di tirare le fila delle discussioni e di saper leggere le situazioni con intelligenza. ... Era innamorato della missione. Considerava un grande dono il fatto di poter vivere in Indonesia come missionario e di essere diventato fratello e padre di tanti a Jakarta, al Nias e a Padang ... La missione per Vincenzo era anche apertura ai grandi temi dell’inculturazione, del dialogo interreligioso, che sempre sosteneva e vedeva essenziale, e del dialogo ecumenico che aveva vissuto personalmente con i pastori protestanti del Nias. Infine, la cosa che mi ha sempre colpito profondamente in lui è stata la costante e cosciente ricerca della fraternità tra i Saveriani” (10.8.09).
Piace chiudere queste brevi note biografiche con la testimonianza dei familiari del P. Vincenzo: “Vincenzo ha incarnato pienamente i valori che i nostri genitori hanno cercato di trasmetterci. Siamo sempre stati orgogliosi di lui. Viveva lontano da Villafranca, ma la sua presenza era sempre viva nei nostri cuori e nei nostri pensieri. Ogni suo ritorno era atteso con gioia, una gioia alimentata dalla condivisione dei valori che lui viveva in pienezza”.
Il Signore accolga nel suo paradiso questo fedele annunciatore del Regno.
Fr. Vincenzo Baravalle
Villafranca Piemontese (Torino), 22 agosto 1941
Jakarta (Indonesia), 17 luglio 2009
Fr. Vincenzo Baravalle died of lung cancer in the hospital of Jakarta, Indonesia, on July 17 2009.
Born in Villafranca Piemontese (Turin, Italy), on August 22 1941, he was almost 68 years old.
Fr. Vincenzo joined the Xaverians at S. Pietro in Vincoli in 1958, after studying for five years in the Seminary of Turin. In his presentation report, the Seminary Rector said: “He comes from an excellent and quite large Christian family, he has always and everywhere been an excellent seminarian… He has applied himself in a constant and serious manner to cultivating a solid piety, and has always performed well in the fields of discipline and study.” (June 6 1958).
This positive assessment was repeated at his First Profession (S. Pietro in Vincoli, Sept. 22, 1959), in the three years of Liceo (Desio, 1958-62), after a year as prefect at Cremona (1964-65) and at his admission to the priesthood: “He is endowed with good intelligence, though he was unable to study fully because of the form of encephalitis that afflicts him; but he easily passed the school exams within the normal deadlines. He has a natural inclination to liturgical devotion, he has always shown profound religious convictions such as to be considered a good religious. He lives the Xaverian life and is engaged in spreading religious propaganda in the Seminaries, collaborating with the Missionary Union of the Clergy.” (June 23, 1967)
Fr. Vincenzo studied Theology at the Gregorian University, Rome. He remained in Rome after his ordination to the priesthood (Parma, Oct. 15, 1967) for a specialization in Liturgy at the University of St. Anselm. Upon conclusion of his studies, in June 1971, he was sent to Parma as the Director of CEM. During his years in Rome, he had shown his organizational skills and an authentic interest in missionary animation, as well as a contagious and youthful enthusiasm. Making good use of his university preparation and the experience accumulated with the Missionary Union of the Clergy, he introduced aggiornamento periods at CEM, by organizing and personally directing the courses “when these were still something of a novelty… He was famous for his precision in organizing the programs and pedagogical methods of the weeks of study.” (Antonio Nanni, Profeti di mondialità, p. 55)
In 1976 he was assigned to Indonesia where he lived and worked for the rest of his life. He carried out various tasks in the Region: Director of the school “St. Maria of Fatima” at Jakarta (1977-82); Parish priest or Chaplain at St. Maria of Fatima, Jakarta (1982-89), at Gunung Sitoli (1989-2001), at the Cathedral of Padang (2001-03); Regional Councilor and, from 2003-09, Regional Superior.
Fr. Matteo Rebecchi offers us an “Indonesian portrait” of Fr. Baravalle: “First and foremost, I always saw in him the ability to organize work, hold the reins of a discussion and the ability to read situations in an intelligent manner… He was in love with the mission.; He considered it a great gift to be able to live in Indonesia as a missionary and to have become the father and brother of many people in Jakarta, Nias and Padang… The mission for Vincenzo also meant openness to the great topics of inculturation and interreligious dialogue, which he always supported and looked upon as something essential; he also gave great importance to ecumenical dialogue, which he had personally experienced with the Protestant pastors of Nias. Finally, I was profoundly struck by his constant efforts to promote fraternity among the Xaverians.” (Aug. 10 2009)
We end these brief biographical notes with the testimony of his family: “Vincenzo fully embodied the values that our parents tried to hand on to us. We were always proud of him. He lived far from Villafranca, but his presence was always alive in our hearts and in our thoughts. We always awaited his return with joy, a joy that was nourished by sharing the values that he lived fully.”
May he rest in peace.
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