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Di Luccio Gianni (Novizio)

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Gianni Di Luccio

Acciaroli (Salerno), 5 aprile 1963
Ancona, 6 maggio 1982

Missionario Saveriano Novizio, di anni 19. Novizio da 7 mesi. Sepolto al Paese d'origine

   Nacque ad Acciaroli (Salerno) da Papà Antonio e Mamma Concetta il 5 aprile 1963. Intuì la vocazione missionaria sui banchi della scuola in quinta elementare dopo un incontro con P. Antonio Belardelli simpatico missionario saveriano.

   Entrato ancora ragazzo nella Casa Apostolica di Salerno, passò poi a Cremona e frequentò gli ultimi due anni delle Magistrali. Diplomatosi Maestro, nel settembre 1981 era entrato nel Noviziato Saveriano ad Ancona. Il ritmo della vita comunitaria del Noviziato non gli impedì di recarsi più volte alla settimana a passare alcune ore tra gli andicappati dell'Istituto Bignamini di Falconara.

   Stava preparandosi alla Prima Professione Religioso-missionaria nella Famiglia Saveriana quando il Signore lo chiamò a sé: i suoi compagni di Noviziato lo trovarono morto nel suo letto la mattina del 6 maggio 1982.

   La sua salma, dopo i funerali ad Ancona ed a Salerno, fu trasportata al paese natale accompagnata dai Novizi e dagli Studenti Saveriani di Salerno e Taranto.

  Gli amici, gli insegnanti ed i formatori lo ricordano sempre tra i migliori in tutto e primo nella tenacia. I compagni di Noviziato, italiani, spagnoli e scozzesi lo avevano da poco eletto loro rappresentante e primo responsabile della loro giovane comunità.
"Nessuno se lo sarebbe mai immaginato" - ha commentato uno dei novizi - "anche se il Signore si prende proprio i migliori. Tra noi Gianni si distingueva per la bontà profonda, la capacità di trovarsi bene con tutti, la tenacia volitiva, l'amore alla preghiera".

   La sua giovane esuberanza e la generosità con la quale aveva risposto alla chiamata del Signore traspaiono da alcuni brani delle lettere che egli scriveva al fratello Pino:

   Cremona, 15.3.1981: "... .il Catechismo va davvero bene. I miei marmocchi sembrano degli atei, ma ci sto pensando io a portarli verso Cristo... Immagino che per la Quaresima vi stiate impegnando come forsennati. E visto che è S. Giuseppe, ne approfitto anche per farti gli auguri, auguri che questo Santo ti possa far crescere bene, non solo con quelle quattro ossa, ma soprattutto verso Cristo...".

   Ancona, 2.10.1981: "....Ho sentito che vi trovate in uno dei quartieri più ricchi di Taranto, ma tu cerca di non badare troppo alle comodità... Anch'io mi trovo bene qui ad Ancona. Mi sono ambientato presto: ho il mio box e mi basta... Due giorni dopo che siamo arrivati, abbiamo messo in comune le lenzuola e le tovaglie proprio in segno di famiglia e l'altro giorno abbiamo iniziato la cassa comune... Nell'Eucaristia abbiamo consegnato sull'Altare, oltre ai soldi, un foglio con sopra scritte tutte le cose che mettevamo in comune. Io naturalmente ho messo in comune tutto... Ed è molto bello per me vivere quel passo del Vangelo che dice: Non ci sarà nessuno di voi che abbia lasciato casa e parenti che non ne riceva già il centuplo in questa vita”.

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Gianni Di Luccio

Acciaroli (Salerno), 5 aprile 1963
Ancona, 6 maggio 1982

Gianni Di Luccio died in the early hours of the morning of May 6 1982, of a possible aneurysm. He was 19 years old, born at Acciaroli (Salerno) on April 5 1963.

He entered the Xaverian school at Salerno for middle high after meeting Fr. Antonio Belardelli., and went to Cremona for high school. He entered the Novitiate at Ancona in Sept. 1981, where he took different roles: from ministry to Falconara with disadvantaged children, to leadership among the 32 novices who had just elected him prefect. 

The Novitiate of the year 1981-82 was made up of 5 Spaniards, 7 Scots and 20 Italians.  As one of the Novices expressed at that time: "We could have never imagined that the Lord would call Gianni in this way.  He was truly among the best, with much energy and self-giving, abilities to converse and instill hope among novices, and his prayer life was exemplary." The Lord had different plans for him, and called him Home during those early hours of May 6 1982.

He wrote thus to his brother Pino: “I understand that you are in an affluent neighborhood of Taranto, but don't be caught in all the fuss and commodities of the world...  I am happy here in Ancona, with my simple place for study and sleeping.  Two days after we arrived in Novitiate, we put in common everything: our bed linens that our mothers gave us with much love, and the towels, were brought to the Eucharist, as a sign of willingness to be as one family. A few days ago we even put together our moneys. And on top of the altar, we were asked to write in a paper what we want to share with everyone: I wrote ‘everything.’ It’s beautiful to me that we are able to live the Gospel passage about ‘leaving fathers and mothers, and everything for the Kingdom, and receiving a hundred-fold in this life, and life Eternal’.” (From Ancona, on Oct. 2 1981)


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DG
06 May 1982
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