P. Antonio Fogliani
Modena, 16 gennaio 1945
Parma, 26 agosto 2011
Il 26 agosto 2011, all’ospedale di Parma, intorno alle 12.30, è morto per emorragia cerebrale P. Antonio Fogliani. Era arrivato da appena tre giorni dal Bangladesh per cure.
Aveva 66 anni compiuti, essendo nato a Modena il 16.1.1945.
Proveniente da un attivo impegno nell’Azione Cattolica e nella Città dei Ragazzi di Modena, P. Antonio entrò tra i Saveriani nel 1964. Nel la sua Scheda Personale si precisa: «Nel 1962 cominciò a provare un interesse particolare per le missioni, contemporaneamente nasceva la vocazione per seguire e concretizzare ciò che provava. In quel tempo lavorava come operaio presso la fabbrica trattori Fiat di Modena. Indirizzato e guidato dal Direttore Spirituale coltivò la vocazione, la maturò … ed entrò nella casa degli aspiranti Fratelli coadiutori di Piacenza».
Nel 1967 passò a Nizza Monferrato per l’anno di Noviziato che affrontò, come scrisse nella domanda d’ammissione: «grato al Signore per il privilegio che mi ha concesso chiamandomi a far parte delle schiere dei suoi collaboratori» (22.7.67). Emessa la Prima Professione (15.9.68), ritornò a Piacenza per frequentare i corsi finali dei Fratelli.
Nel 1970 completò il curriculum formativo, con una buona valutazione da parte dei formatori: «… Esegue i lavori con competenza, precisione e buon senso … Ama la vita comunitaria e vi partecipa anche attivamente. Coltiva con serio impegno la sua formazione religiosa, leggendo, meditando, pregando» (3.9.69).
Fu destinato al Bangladesh, che raggiunse, dopo un anno di inglese a Glasgow, nell’ottobre ‘71. Il Paese sta va vivendo il tempo difficile della lotta per l’indipendenza. In una delle prime corrispondenze con il P. Generale scriveva: «I primi giorni pensavo spesso con un po’ di rimpianto a ciò che avevo la sciato e alla prospettiva di vivere spendendo qui la mia vita, quasi con un senso di rassegnazione, ma ora vedo, con l’aiuto del Signore, che veramente ne vale la pena» (3.11.71).
Rimase in Bangladesh per sette anni collaborando alla costruzione e organizzazione della Boyra Technical School di Khulna, una scuola professionale che si prefiggeva di assicurare ai giovani del Bangladesh un mestiere dignitoso.
Gli anni di missione fecero sorgere in lui il desiderio del presbiterato: «Io alla gente voglio essere vicino da sacerdote … con l’aiuto di Dio, spero, diventato sacerdote, di portare un migliore contributo alla causa della Evangelizzazione» (7.10.197). Avuta la dovuta approvazione da par te dei Superiori, tornò a Parma, frequentò i quattro anni di Teologia e il 20.9.1981 fu ordinato presbitero. Servì quindi i confratelli e la missione come economo di Alzano (82-85) e poi del la Teologia di Parma (85-90). Successivamente fu il Rettore della Procura di Parma (94-03). Visse i suoi ultimi anni (04-11) come aiutante e poi come Principal of the Boyra Technical School.
«P. Antonio - ecco qualche testimonianza di confratelli - è stato un missionario serio, con un grande spirito di umorismo: sempre pronto a svolgere ogni impegno con grande serietà e competenza; sempre pronto alla battuta, a stemperare il clima … Aveva il buon carattere di cui parla il santo Guido Conforti… , era servizievole, attento, premuroso con tutti. Era un uomo intelligente perché sapeva coniugare chiarezza di idee e senso pratico, solidità e flessibilità, serietà e umorismo, forza e tenerezza. Era un missionario vecchio stampo, ma anche previdente, capace di scrutare il futuro, pronto a facilitare gli eventi, preoccupato di non essere di intralcio al futuro che poneva nelle mani di Dio. Era missionario e sacerdote, ma soprattutto era un uomo, cosa non facile e non di poco conto ai tempi d’oggi».
Il Signore conceda un posto nel suo Paradiso a questo suo discepolo, artigiano del ferro battuto, che gli ha preparato il tabernacolo in tante case saveriane.
Fr. Antonio Fogliani
Modena, 16 gennaio 1945
Parma, 26 agosto 2011
Fr. Antonio Fogliani died of a cerebral hemorrhage in the hospital in Parma, on Aug. 26 2011. He had arrived from Bangladesh for medical treatment just three days before.
Born in Modena, Italy, on Jan. 16 1945, he was 66 years old.
Before joining the Xaverians in 1964, Fr. Antonio had been an active member of the Caholic Action and the Città dei Ragazzi of Modena. His personal file says: «In 1962 he began to feel a special interest for the missions, and at the same time, the beginnings of a vocation to follow and concretize what he was feeling. In that period he was working in a Fiat tractor factory in Modena. With the guidance of his Spiritual Director he cultivated his vocation and joined the Xaverian house for aspiring Brothers in Piacenza».
In 1967 he moved to Nizza Monferrato for the year of Novitiate. In his application he said: «I am grateful to the Lord for the privilege of being called to be one of his collaborators» (July 22, 1967). He made his First Profession on Sept. 15 1968, and returned to Piacenza to complete the final courses of the Brothers.
In 1970 he finished the formation program and received a good assessment from his formators: «…He carries out his work with competence, precision and common sense… He loves community life and takes an active part in it. He cultivates his religious formation in a serious manner, through reading, meditation and prayer» (Sept. 3, 1969).
He was assigned to Bangladesh and arrived there in October 1971 after spending one year for English studies in Glasgow (Scotland). Bangladesh was going through difficult times in its struggle for independence. In one of his first letters he wrote to the Superior General: «At first I often thought with some regret of what I had left behind me and the prospect of living my life here, almost with a sense of resignation, but now I see, with the help of the Lord, that it is really worth it» (Nov. 3, 1971).
He remained in Bangladesh for seven years, collaborating in the construction and organization of the Boyra Technical School of Khulna, a professional school that helped young people to train for a decent job.
The mission years gave him the desire to become a priest: «I wish to be close to the people as a priest… with the help of God, I hope to bring a better contribution to the cause of Evangelization as a priest» (Oct. 7, 1977). The Superiors gave their approval and Fr. Antonio returned to Parma, where he studied theology for four years. He was ordained priest on Sept. 20 1981.
He then served the confreres and the mission as treasurer at Alzano Lombardo (1982-85), and the Parma Theology community (1985-90). Subsequently, he was Rector of the Parma Procure (1994-2003). He lived the last years of his life (2004-11) as assistant and then Principal of the Boyra Technical School.
In the words of some confreres: «Fr. Antonio was a serious missionary with a great sense of humor: he was always ready to carry out any task in a serious and competent manner; always ready to crack a joke… He had the good character that St. Guido Conforti spoke about… He was helpful, attentive, and considerate towards everyone. He was an intelligent man who knew how to combine clear ideas and common sense, firmness and flexibility, seriousness and humor. He was a missionary of the old school, but also far-sighted, capable of grasping the future, ready to smooth the path of events, careful to avoid becoming an obstacle to the future which he placed in God’s hands. He was a missionary and a priest, but above all he was a man, something that is not easy but very important in these times of ours».
May he rest in peace.
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