Diac. Marcello Gemo
Colzè di Montegalda (Vicenza), 3 dicembre 1921
Parma, 8 marzo 2011
Alle 21.30 dell' 8 marzo 2011, all'ospedale di Parma, dove era stato ricoverato nel primo pomeriggio, è morto il Diac. Marcello Gemo.
Aveva 89 anni compiuti, essendo nato a Colzè di Montegalda (Vicenza) il 3.12.1921.
Fr. Gemo fu una vocazione adulta. Le informazioni essenziali sul suo cammino vocazionale sono in una lettera a P. Generale (17.8.88): «Fin dai nove anni sentivo il desiderio della vita missionaria. Determinanti furono gli esempi edificanti della mia santa mamma e del parroco … A 19 anni stavo per entrare all'Istituto Missioni Estere di Vicenza, ma la guerra mi bloccò per sei anni, di cui cinque trascorsi come prigioniero in Egitto».
Entrò tra i Saveriani nella Casa di Cremona nel 1947; l'anno successivo passò a S. Pietro in Vincoli per il Noviziato. Nella presentazione si informava, tra l'altro, che: «Viene dall'Azione cattolica … è un po' lungo nei suoi lavori. Vocazione chiara. Entusiasta in tutto». Riguardo al lavoro i formatori del Noviziato puntualizzarono: «… non è uno sgobbone; però lavora, con diligenza e senso pratico. Pietà sentita e composta» (Agosto 1949).
Dopo la professione, fatta a San Pietro in Vincoli il 12 settembre 1949, fu assegnato alla comunità della Casa Madre a Parma con il compito di propagandista dello CSAM (Centro Saveriano Azione Missionaria). Nel 1955 emise la professione Perpetua (Parma, 5 novembre), concludendo così il suo iter formativo. Nella presentazione alla professione perpetua si afferma: «Fratel Gemo Marcello è un buon religioso, pio, zelante e attivo. Sono certo che potrà essere elemento prezioso per la congregazione nella sua qualità di fratello coadiutore e che il Signore gli vorrà conservare la generosità che ha dimostrata fino ad oggi. Carattere un po' schivo e riservato» (Parma, 8.8.55).
Due anni prima della Professione Perpetua, nel 1953, Fr. Gemo aveva presentato formale domanda di essere inviato in missione: «Da qualche anno sento il santo desiderio di recarmi in terra di missione. Per ciò, veduta la cosa assieme al mio confessore e sentendomi abbastanza preparato, la pregherei in carità di tener conto del mio desiderio …». Padre Generale gli aveva risposto: «Quando le circostanze mi faranno comprendere chiaramente che il Signore desidera che lei sia inviato in missione, sarà proprio una gioia per me darle il permesso e l'obbedienza di partire» (18.8.53).
L'obbedienza invece lo trattenne a Parma, per tutta la vita.
Dal maggio '56 al luglio '76 fu responsabile della portineria. E – scrive nella lettera del 17.8.88 – proprio in quel periodo «potei iniziare con qualche ora libera un po' d' apostolato a Parma».
Dal 1976, sollevato dalla responsabilità della portineria, ebbe più spazi per operare nell'apostolato esterno. Questo divenne, dopo due anni di assistenza ai malati della Casa, l'unica sua attività, per il resto della sua vita. Ecco come nel 1999, alla vigilia dell'ordinazione diaconale del Fratello, il Vicario Generale della Diocesi di Parma presentava l'attività pastorale di Fr. Gemo: «... si dedica premurosamente alla visita dei malati in ospedale e in certi periodi sostituisce qualcuno dei padri cappellani; collabora nella preparazione alla cresima degli allievi agenti di custodia presso la Certosa; visita i carcerati ed è presente in tante famiglie e paesi del nostro Appennino per confortare e incoraggiare nella vita cristiana e in certi periodi per guidare la liturgia della Parola quando non si può avere la presenza del presbitero» (Vita Nuova, settimanale diocesano, 30 ottobre 1999).
P. Luca è dell'avviso che «molte delle attività benefiche di Fr. Gemo ci sfuggono, perché egli non parlava mai con i fratelli del suo apostolato e dei suoi successi» (11.3.2011). P. Gabriele Guarnieri ricorda che in queste attività Fr. Gemo «ci metteva l'anima, l'entusiasmo. Conosceva tutti per nome: ammalati, assistenti, amici, benefattori. Con la sua bicicletta, fosse freddo o caldo, pioggia o sole: non faceva differenza. Voleva aiutare, voleva essere presente. Gli piaceva essere utile. Con la sua capacità di stare vicino senza imporsi, quasi senza farsi notare» (11.3.2011).
Possa ascoltare le parole del Re Signore: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo".
Deacon Marcello Gemo
Colzè di Montegalda (Vicenza), 3 dicembre 1921
Parma, 8 marzo 2011
Deacon Marcello Gemo died in the hospital in Parma on March 8 2011. Born in Colze di Montegalda (Vicenza, Italy) on Dec. 3 1921, he was 89 years old.
Br. Gemo was an adult vocation. The essential elements of his vocation journey are contained in a letter he wrote to the Superior General on Aug. 17 1988: «I felt I had a vocation to the missionary life when I was nine years old. The edifying examples of my holy mother and the parish priest were decisive… When I was 19, I almost joined the Institute in Vicenza, but the war prevented me from doing so for six years, five of which I spent as a prisoner in Egypt».
He joined the Xaverians in Cremona in 1947; the following year he moved to S. Pietro in Vincoli for Novitiate. The report presenting him noted that «he comes from the Catholic Action movement… He has an obvious vocation and is enthusiastic in everything». In connection with work, the Novitiate formators pointed out: «He is not a plodder, but he does work diligently and is practical. His piety is keen and composed» (August 1949).
After his Profession, which he made in San Pietro in Vincoli on Sept. 12 1949, he was assigned to the community of the Motherhouse in Parma as a propagandist at the CSAM (Centro Saveriano Azione Missionaria). He made his Final Profession in Parma on Nov. 5 1955. In presenting him, his formator wrote: «Brother Gemo Marcello is a good religious: devout, zealous and active. I am certain that he will be a precious element for the congregation as a brother, and that the Lord will help him maintain the generosity he has shown until now. He is somewhat reserved» (Parma, Aug. 8 1955).
Two years before his Final Profession, in 1953, Br. Gemo had officially asked to be assigned to the missions: «For some years now I have had the desire to go to the missions. Therefore, having examined this matter with my confessor, I ask you to keep my desire in mind…». The Superior General replied: «When circumstances tell me that the Lord wants you to be sent to the missions, it will be a great joy for me to authorize your departure» (Aug. 18, 1953).
Nevertheless, obedience kept him in Parma for his entire life. From May 1956 until July 1976 he was in charge of the reception. In his own words, in a letter dated Aug. 17 1988 «during my free time I was able to do some apostolic work in Parma». From 1976, having been relieved of the reception, he had more freedom to work in the apostolate outside the house. After two years assisting the sick confreres, the external ministry became his sole activity for the rest of his life. In 1999, before his ordination to the Diaconate, the Vicar General of the Diocese of Parma thus described the pastoral activity of Br. Gemo: «He dedicates himself zealously to visiting the sick in the hospital and, in certain periods, he stands in for one of the chaplains; he helps to prepare the trainee prison wardens for Confirmation; he visits prisoners, families and villages to bring consolation and encouragement to people in their Christian life; in the absence of a priest, he also presides over the Liturgy of the Word» (Vita Nuova, diocesan weekly, Oct. 30, 1999).
Fr. Luca believes that «we are unaware of much of the charitable work done by Br. Gemo, because he never spoke with the confreres about his apostolate» (March 11, 2011).
Fr. Gabriele Guarnieri recalls how, in these activities, Br. Gemo «invested his soul and enthusiasm. He knew everyone by name: the sick, assistants, friends, benefactors. Going around on his bicycle, it made no difference to him whether it was hot or cold, raining or sunny. He wanted to help people and be among them. He liked to be useful. He was skilled at being with people in a discrete manner, almost without others noticing him» (March 11, 2011).
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