Il tema dell’evangelizzazione nel continente africano è sempre di grande attualità, soprattutto in considerazione del viaggio di Papa Francesco nella Repubblica Democratica del Congo e in Sud Sudan, programmato dal 2 al 7 luglio scorso (e poi rinviato, ndr).
Si tratta di due Paesi dell’Africa subsahariana che in questi anni sono stati duramente provati da conflitti armati che hanno seminato morte e distruzione. Basti pensare a quanto è avvenuto nel settore orientale dell’ex Zaire, in particolare nelle province del Nord e Sud Kivu, per non parlare dell’Ituri dove a pagare il prezzo più alto in vite umane sono stati i civili. E cosa dire del Sud Sudan dove le violenze interetniche hanno messo a soqquadro il più giovane Paese africano, nato a seguito di una consultazione referendaria svoltasi nel gennaio 2011 e sancita ufficialmente con l’indipendenza nel luglio dello stesso anno. …
… Stando all’Annuario statistico della Chiesa cattolica, pubblicato nel febbraio scorso, il numero dei battezzati a livello planetario cresce proporzionalmente all’aumento della popolazione mondiale, ed è proprio in Africa che l’incremento è maggiore, dove si registra una crescita del 2,1 per cento, mentre in Europa l’aumento è stato di appena lo 0,3 per cento. In numeri assoluti, i cattolici africani sono il 18,9 per cento dei cattolici del mondo (nel 2019, erano il 18,7 per cento), mentre i cattolici europei scendono al 21,2 per cento. In particolare, mentre cala il numero di sacerdoti in Europa (-4.374), crescono quelli in Africa (+1.004). Rimane comunque il fatto che il carico pastorale continua, numericamente parlando, ad essere meno gravoso nelle chiese di antica tradizione. Infatti, in Europa, ogni sacerdote deve prendersi cura in media di 1.746 cattolici, mentre in Africa ogni presbitero deve in media occuparsi di 5.089 fedeli.
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