Fr. Isaia Vidale
Lenzone di Ovaro (Udine) - 17 luglio 1903
Parma - 3 giugno 1995
Fr. Isaia Vidale si è spento a Parma, il 3 giugno 1995, ai primi Vespri della Pentecoste. In luglio avrebbe compiuto novantadue anni, essendo nato a Lenzone di Ovaro (UD) il 17.7.1903.
Fr. Isaia entrò tra i Saveriani nell'ottobre del 1917. Voleva diventare un sacerdote missionario. Ma dopo la seconda ginnasio lasciò i libri scolastici e si dedicò ai più svariati servizi in Casa Madre “tutti i giorni con la gerla andava in città a pigliare il pane per la nostra comunità” (Ricordi di Fr. Zanini). Fu il primo probando saveriano. Ma non il primo fratello professo, perché a causa del servizio militare iniziò il Noviziato del 1924-25 due mesi dopo Fr. Germano e Fr. Zanini.
Dopo la professione rimase in Casa Madre, servendo la comunità come sacrista, come addetto alla lavanderia, alla cucina e prestandosi per le questue. Nel '36 assistette per vari mesi il P. Popoli. Passò un periodo a S. Pietro in Vincoli per la distribuzione dei sacchetti per la raccolta del grano e la vendita dei libri. Fu a Capriglio con il P. Malandra, poi ancora alla Casa Madre, addetto alla vendita/diffusione della stampa missionaria.
Mentre era in Toscana per la questua dell'olio, ricevette la destinazione alla missione. Partì per la Cina nel febbraio del '38; studiò il cinese a Tientsin e Chengchow e quindi raggiunse Loyang dove Mons. Bassi gli affidò la residenza vescovile. Fr. Isaia si occupò dei domestici e del catechismo ai bambini; nel recinto della casa piantò le viti che assicurarono il vino per la Messa e mise insieme un gregge di capre americane per avere latte e formaggio.
Dopo i tre anni di concentramento fu a Wangkow dove, con P. Dal Pozzo, si dedicò prevalentemente alla cura dei malati. Nell'autunno del 1952 dovette lasciare la Cina di Mao: espulsione che Fr. Isaia, qualche anno dopo, ricordava così, nelle sue Memorie della Cina: “lasciavamo la nostra patria di adozione. Abbiamo sofferto molto, ma il pensiero di aver dedicato tutta la nostra vita per il bene dei Cinesi, ci consolava”.
Ritornato in Italia, continuò per altri lunghi anni, a Udine, Macomer, Roma, ancora Udine e in fine Parma, le sue molteplici attività di animazione missionaria, di umili e preziosi servizi. Mai dimenticando la Cina: “Il mio pensiero è sempre lontano e più si allunga il mio esilio altrettanto cresce il desiderio di ritornare. Speriamo venga presto quel giorno di poter rivedere il mio buon popolo cinese” (Lett. a P. Gazza).
Può chiudere queste rapide note la testimonianza inviata nel 1924 dal suo cappellano militare che, tra l'altro, gli riconosceva: “un grande spirito di umiltà, di purezza, di obbedienza e rispetto e sempre anche nei tristi momenti quello spirito di letizia, indice più sicuro d'una coscienza cristiana, d'un cuore nel quale abita Dio”. Certamente Fr. Isaia era convinto di quello che il Ven. Fondatore gli aveva scritto sul suo libro delle Costituzioni: “Tutto è grande nella casa del Signore, dal Pontefice sommo che siede al vertice della piramide sociale all'ostiario che apre e chiude le porte del tempio”.
Br. Isaia Vidale
Lenzone di Ovaro (Udine) - 17 luglio 1903
Parma - 3 giugno 1995
Br. Isaia Vidale died on June 3 1995 in Parma, during the First Vespers of Pentecost. He was 91 years old, born at Lenzone di Ovaro (Udine) on July 17 1903.
He entered the Xaverians in Oct. 1917, and wanted to pursue priesthood, but instead he decided to dedicate himself to various services at the Mother House. Because of World War I, he did his Novitiate in 1924-25, becoming the third brother candidate to profess Religious Vows, after Brs. Germano and Zanini.
He assisted the Mother House community as sacristan, and helped in the laundry, kitchen, and various collections of oil, rise, grain, etc. He helped Fr. Popoli in 1936, and sold missionary literature at various places.
While in Tuscany, he received his assignment to China, which he reached in 1938. After studies of the language at Tientsin and Chengchow, he served in Loyang at the residence of Msgr. Bassi, where he took care of the house, taught catechism, prepared the garden, etc. After three years of concentration camp, he went to Wangkow with Fr. Dal Pozzo, assisting the sick. He was finally expelled from China in the fall of 1952, which he described with these words: “We left our homeland of adoption. We suffered much, but the thought to have given all our life for the Chinese people, brought much comfort.”
Back in Italy, Br. Isaia served at Udine, Macomer, Rome, Udine and Parma, in very humble tasks, without ever forgetting his mission experience. “My thought goes ever to distant lands, and the more this exile becomes longer, the more I wish to return there. I hope that some day, there will be a time to visit once again my good Chinese people.” (Letter to Fr. Gazza).
Br. Isaia's military chaplain wrote of him in 1924: "he has a great spirit of humility, of purity, of obedience and respect, even in most difficult and sad times; he possesses a spirit of gladness, a sure criteria of a Christian conscience, and a heart inhabited by God." In Br. Isaia’s book of Constitutions, Blessed Conforti wrote “All is of great importance in the Lord’s house, from the Supreme Pontiff who sits at the top of the social pyramid, to the sacristan who opens and closes the doors of the temple.”
May the Lord grant him Eternal Rest
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