P. Battista Castignola
Berlingo (Brescia) 5 giugno 1922
Parma, 8 maggio 2006
Intorno alle 19,50 dell’8 maggio 2006, all’ospedale civile di Parma, è morto il P. Battista Castignola. Era stato ricoverato il 26 aprile per broncopolmonite. Aveva quasi 84 anni, essendo nato a Berlingo (Brescia) il 5.6.1922.
P. Battista entrò all’Istituto Saveriano di Grumone nel 1939, dopo aver concluso gli studi medi nel Seminario di Brescia: «Il giovane, scriveva il suo superiore, ha sempre tenuto buona condotta morale e disciplinare ed ha dimostrato spiccata inclinazione allo stato ecclesiastico. Per lo studio deve contare sulla buona volontà e sulla diligenza continuata» (3.10.39). Giudizio confermato alla fine del ginnasio (1941): «Sano, industrioso, attivo. Si applica molto nello studio ma con risultato forse insufficiente… Di pietà soda, sentita… lo proporrei per il noviziato anche per evitargli il servizio militare».
Nel 1942, l’8 settembre, a S. Pietro in Vincoli, emise la Prima Professione. Seguirono anni piuttosto convulsi a causa della guerra: con la sua classe fu a Parma (42-43), ancora a S. Pietro in Vincoli (43-44), a Castel Sidoli (44-45), a Parma (45-49) e infine a Piacenza per l’ultimo anno di teologia. Fu ordinato presbitero al suo paese d’origine, Berlingo, 23 marzo 1950.
Nella domanda di ammissione al Diaconato P. Battista aveva scritto: «Nella mia futura vita sacerdotale, tenuto conto delle mie piccole attività e possibilità personali, penso soprattutto a due poli: ammalati e giovani. Vorrei fossero due poli magnetici che attirassero una mia azione illuminata e caritatevole» (21.11.49). Per questo dopo l’ordinazione fu destinato all’Italia: lavorò a Massa Lucana e a Macomer come Padre spirituale, addetto al ministero e all’animazione vocazionale e, infine, a S. Pietro in Vincoli come propagandista.
Nel 1953 partì per la Sierra Leone: dopo un anno di studio di inglese (tra Glasgow e Makeni), fu a Mange-Bureh come vice parroco e dal 55 al 58 a Makeni incaricato delle costruzioni (la grande scuola di Makeni, il Seminario, Kabala). Un lavoro duro: «tutti i giorni, meno le domeniche, dalle sette del mattino alle tre del pomeriggio con qualsiasi stagione, tanto sotto la pioggia come con il solleone» (L. Zonta 16.8.59). Seguirono due anni di riposo/aggiornamento a Parma e a Glasgow per il consolidamento della lingua. Nel 1961 rientrò in Sierra Leone, parroco a Lungi e soprattutto impegnato nella costruzioni: la casa di Lungi e la Domus religiosa di Makeni.
Ma nonostante gli indiscussi risultati in campo organizzativo, P. Battista sentiva la mancanza del ministero sacerdotale. I Superiori allora lo destinarono al Brasile, proprio per dargli «tutto il ministero possibile e immaginabile….» (P. Castelli 24.12.65). Il trapianto però non ebbe successo. Dopo qualche tempo P. Battista scriveva al P. Generale: «non mi sento scoraggiato o disanimato, ma bensì conscio di essere poco adatto ad affrontare e vivere situazioni parrocchiali brasiliane… sono inadeguato alle esigenze vulcaniche della città [Ponta Grossa]» (6.12.65).
Venne ridestinato alla domus di Makeni dove, dal gennaio 67 al giugno del 69 ricoprì l’ufficio di Procuratore della Missione e di Amministratore diocesano.
Nel 1969 fu destinato all’Italia. Escluse due brevi parentesi a Salerno e a Roma, fece parte della comunità di Brescia, impegnato nel lavoro pastorale di ministero nelle parrocchie del Bresciano. Nel 1991 ritornò in Sierra Leone col desiderio, come chiedeva al Signore, «di esprimere, sempre più cristianamente, la mia pur povera possibilità di aiutare esteriormente l’avvento anche strutturale del Regno» (30.4.91). La salute però non lo sostenne e l’anno successivo rientrò in Italia: fu destinato alla comunità di Alzano dove continuò a dedicarsi soprattutto al ministero pastorale. Fino al 2002 quando passò alla comunità della Casa Madre.
Persona piuttosto riservata e con una salute non sempre brillante, P. Battista fu sostenuto dalla speranza, come scriveva il 3.12.48, di essere con la grazia di Dio «tanto forte da portare la croce senza mai venir meno: voglio spendere le mie forze a continuare l’opera del Signore, necessaria alla salvezza dell’anima mia e di quelle del prossimo».
Riposi in pace.
Fr. Battista Castignola
Berlingo (Brescia) 5 giugno 1922
Parma, 8 maggio 2006
Fr. Battista Castignola died at 7:50pm at the Hospital in Parma on May 8 2006. He was admitted on April 26 for bronchial pneumonia. He died one month before his 84th birthday. He was born at Berlingo (Brescia) on June 5 1922.
Fr. Battista joined the Xaverians in Grumone in 1939 after completing secondary school studies in the seminary of Brescia. His superior wrote of him: «his moral conduct and discipline have always been good and he shows a distinct inclination to the ecclesiastical state. In study he has to rely on his good will and constant diligence » (Oct. 3 1939). This assessment was confirmed by the end of high school (1941): «he is healthy, hardworking and active. He applies himself diligently to study but the results are not as good as he deserves…Solid and keenly felt piety…I propose him for the novitiate also in order to spare him military service ». He made his First profession at San Pietro in Vincoli on September 8 1942. The war made the following years somewhat unstable: he was sent with his class to Parma (1942-43), back to S. Pietro in Vincoli (1943-44), Castel Sidoli (1944-45), Parma (1945-49) and, finally, to Piacenza for the final year of theology. He was ordained priest in his hometown, Berlingo, on March 23, 1950.
In his application for admission to the Diaconate, Fr. Battista wrote: «In my future life as a priest, and bearing in mind my modest personal capabilities, I wish to dedicate my energies above all to the sick and young people» (Nov. 21 1949).
Consequently, after his ordination, he was assigned to Italy: he worked at Massa Lucana and Macomer as Spiritual Director, assigned to ministry and vocation animation and, finally, at S. Pietro in Vincoli in propaganda work. In 1953 he left for Sierra Leone: after a year of English language study (Glasgow and Makeni), he was stationed at Mange-Bureh as assistant parish priest and, in the period 1955-58, at Makeni where he was put in charge of construction (the large school of Makeni, and the Seminary in Kabala). It was hard work: «every day, except Sundays, I work from seven o’clock in the morning until three o’clock in the afternoon, whatever the season and whatever the weather» (L. Zonta Aug. 16 1959).
This was followed by two years of rest/aggiornamento at Parma and Glasgow to brush up on his English. He returned to Sierra Leone in 1961, where he was parish priest at Lungi and, above all, engaged in the construction of the house at Lungi and the Makeni Domus. However, in spite of the undisputed results in the organizational field, Fr. Battista missed the priestly ministry. The Superiors assigned him to Brazil to give him «all the ministry he could possibly ask for….» (Fr. Castelli, Dec. 24 1965). The move was not a successful one and, after some time, Fr. Battista wrote to the Superior General: «I do not feel discouraged, but I am aware that I am not quite equipped to deal with the situations of Brazilian parishes…I am inadequate in the face of the dynamic demands of the town [Ponta Grossa]» (Dec. 6 1965).
He was reassigned to the Makeni Domus where, from January 1967 until June 1969, he served as Mission Procurator and diocesan Administrator. He was assigned to Italy in 1969.With the exception of two short periods at Salerno and Rome, he was a member of the Brescia community, where he worked in the pastoral ministry in local parishes. He returned to Sierra Leone in 1991with the prayerful desire «to offer my own modest contribution to the coming of the Kingdom » (Apr. 30 1991). His health, however, let him down and he had to return to Italy the following year: he was sent to the Alzano community, where his main work was pastoral ministry. In 2002 he moved to the community of the Motherhouse.
Fr. Battista was a reserved man who did not always enjoy excellent health, but he was sustained by the hope of being, with God’s grace «strong enough to bear the cross without fail: I wish to spend my strength in carrying on the Lord’s work, which is necessary for the salvation of my soul and the souls of others» (Dec. 3 1948).
May he rest in peace.
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